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Espropriazione per pubblica utilità, procedimento poteri e doveri della PA diritto all'indennità pari al valore di mercato dell'immobile espropriato





In seguito all'approvazione dell'accordo di programma relativo alla realizzazione della Metro C devono espropriare un immobile privato. Il binario verrebbe a trovarsi all'interno della recinsione della proprietà privata a una distanza minore a 5 metri dal muro della casa (espropriando una parte della proprietà privata). Quali sono i poteri e doveri della P.A? Qual è l'ammontare dell'indennità? Nel caso la P.A. dovesse espropriare interamente la proprietà privata (ricordo che, in condizioni di partenza, il binario verrebbe a trovarsi ad un distanza inferiore a 5 metri dal muro dell'abitazione), come calcolare l'indennità? E possibile, in luogo dell'indennità, la costruzione in mio favore di un'altra abitazione? e, se si, dove??



RISPOSTA



Da quale domanda cominciare ??? Poteri e doveri della PA a fronte dei diritti del cittadino, nella procedura di espropriazione per pubblica utilità. L'espropriazione per pubblica utilità consente alla pubblica amministrazione può, con un provvedimento amministrativo, di acquisire o far acquisire ad un altro soggetto, per esigenze di interesse pubblico, la proprietà o altro diritto reale su di un bene, indipendentemente dalla volontà del suo proprietario, previo pagamento di un congruo indennizzo. La PA deve innanzitutto apporre un VINCOLO PREORDINATO ALL’ESPROPRIO, a seguito dell'inserimento dell'opera di pubblico interesse, nell'ambito di un piano urbanistico. Successivamente deve essere posta in essere la DICHIARAZIONE DI PUBBLICA UTILITA’ dell'opera, a mezzo di approvazione del progetto definitivo della stessa.
In ragione della dichiarazione di pubblica utilità, al proprietario va inviato l’avviso dell’avvio del procedimento trenta giorni prima, per consentire al cittadino di effettuare le osservazioni sul progetto prima dell’approvazione. La terza fase del procedimento di espropriazione per pubblica utilità consiste nel sub procedimento di DETERMINAZIONE DELL'INDENNITA’ PROVVISORIA.

Da quando viene notificata (il provvedimento di determinazione dell'indennità provvisoria), il proprietario ha trenta giorni di tempo per accettarla o rifiutarla (il silenzio equivale a rifiuto).

COME SI DETERMINA L’INDENNITA’ PROVVISORIA ?

In caso di area edificata, in ragione del valore venale della stessa (valore di mercato ai sensi dell'art. 38 del testo unico, in materia di espropriazione per pubblica utilità).

In caso di area edificabile, in ragione del valore venale del bene (art. 37 del testo unico) maggiorato del 10% in caso di accettazione da parte del proprietario.

In caos di area non edificabile, in ragione del valore agricolo delle colture effettivamente praticate sul fondo e del valore dei manufatti edilizi legittimamente realizzati (art. 40 co. 1 del testo unico); al proprietario coltivatore diretto o imprenditore agricolo a titolo principale spetta un’indennità aggiuntiva, determinata in misura pari al valore agricolo medio corrispondente al tipo di coltura effettivamente praticata.

Nel tuo caso, l'indennità sarà pari all'attuale valore di mercato dell'immobile espropriato.
Cosa succede se l'indennità è accettata dal proprietario ??? … ed in caso di mancata accettazione ???

1) L’INDENNITA’ VIENE ACCETTATA

Il proprietario, oltre alle maggiorazioni previste dall’art. 45, ha diritto a ricevere un acconto che solitamente è pari all’80% della somma prima dell’immissione in possesso delle aree; il procedimento si conclude con cessione volontaria mediante stipula atto notarile o emissione decreto di esproprio.

2) L’INDENNITA’ NON VIENE ACCETTATA

Il Comune espropriante dispone il deposito della somma controversa presso la Cassa Depositi e Prestiti ed emette il decreto di esproprio.
Al proprietario viene chiesto se intende avvalersi della Terna di tecnici (un tecnico nominato dal proprietario stesso, uno dall’ente espropriante ed uno dal Tribunale) o, in mancanza, si chiede la determinazione dell’indennità definitiva alla Commissione Provinciale Espropri.

Il proprietario può fare opposizione alla stima definitiva, con ricorso presentato in Corte d’Appello, avvalendosi della difesa tecnica del suo avvocato di fiducia.

Infine il procedimento si conclude con l'emissione del DECRETO DI ESPROPRIO.

IN SINTESI.

Il decreto di esproprio può essere emanato solo se:
a) l’opera da realizzare sia prevista nello strumento urbanistico generale, o in un atto di natura ed efficacia equivalente, e sul bene da espropriare sia stato apposto il vincolo preordinato all’esproprio;
b) vi sia stata la dichiarazione di pubblica utilità;
c) sia stata determinata, anche se in via provvisoria, l’indennità di esproprio.
Il decreto di esproprio deve essere emanato entro 5 anni dalla dichiarazione della pubblica utilità.

Nel caso in cui la P.A. dovesse espropriare interamente la proprietà privata, l'indennità sarebbe pari al valore di mercato dell'intero bene immobile espropriato.

Mi hai chiesto: “E possibile, in luogo dell'indennità, la costruzione in mio favore di un'altra abitazione? e, se si, dove??”

Assolutamente no, non è previsto dalla legge. Hai diritto ad un'indennità pari al valore di mercato dell'immobile espropriato. Con ogni probabilità, in considerazione della distanza dei binari dalle mura del tuo immobile, il Comune provvederà ad espropriare l'intero immobile di tua proprietà.

Siamo a disposizione per tutti i chiarimenti del caso.

Cordiali saluti.

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