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Marito e moglie privi di reddito chiedono assegno alimentare ai genitori





Sono un uomo di 58 anni, lo scorso anno sono stato licenziato per inidoneità permanente alle mansioni di cantoniere in seguito ad accertamenti sanitari del datore di lavoro, mi ritrovo con gravi problemi di salute, che l'INAIL non ha riconosciuto come malattia professionale, purtroppo ad oggi non sono riuscito a trovare una nuova occupazione, mia moglie non percepisce una pensione né altro reddito, non possiamo fare fronte a tutte le spese considerando che l'abitazione è in affitto e non possediamo beni immobili o altra risorsa patrimoniale, io e mia moglie ci troviamo già in ritardo con i pagamenti delle spese condominiali. Il problema è stato comunicato ai miei genitori e al fratello di mio padre essendo loro pensionati e proprietari di immobili e terreni ma da parte loro c'è una totale indifferenza anzi mi è stato detto da mia madre di rivolgermi a mia cognata. Come si deve procedere in questo caso ?



RISPOSTA



In considerazione del vostro stato di bisogno, avete diritto di percepire un assegno alimentare ai sensi dell'articolo 433 del codice civile. Nel vostro caso, i soggetti obbligati a versare a vostro favore un assegno alimentare sono i tuoi genitori ed i genitori di tua moglie, in proporzione dei loro redditi e del loro patrimonio. Obbligati alla prestazione alimentare sono, a norma di legge, le persone legate da vincolo di parentela o adozione, o affinità con l’alimentando secondo un vero e proprio ordine gerarchico, a seconda dell’intensità del vincolo: tale ordine è stabilito dall’art. 433 del codice civile. L’elencazione delle persone obbligate a prestare gli alimenti è tassativa. Nel vostro caso i soggetti obbligati sono i genitori dei coniugi in difficoltà … non tua cognata !

Art. 433 del codice civile. Persone obbligate

All'obbligo di prestare gli alimenti sono tenuti, nell'ordine:
1) il coniuge;
2) i figli legittimi o legittimati o naturali o adottivi, e, in loro mancanza, i discendenti prossimi anche naturali;
3) i genitori e, in loro mancanza, gli ascendenti prossimi, anche naturali; gli adottanti;
4) i generi e le nuore;
5) il suocero e la suocera;
6) i fratelli e le sorelle germani o unilaterali, con precedenza dei germani sugli unilaterali.

Ai sensi dell'articolo 438 del codice civile, ha diritto agli alimenti colui che

1) versa in istato di bisogno
2) non è in grado di provvedere al proprio mantenimento.

Art. 438 del codice civile. Misura degli alimenti.

Gli alimenti possono essere chiesti solo da chi versa in istato di bisogno e non è in grado di provvedere al proprio mantenimento.
Essi devono essere assegnati in proporzione del bisogno di chi li domanda e delle condizioni economiche di chi deve somministrarli. Non devono tuttavia superare quanto sia necessario per la vita dell'alimentando, avuto però riguardo alla sua posizione sociale.
Il donatario non è tenuto oltre il valore della donazione tuttora esistente nel suo patrimonio.


Riguardo l'obbligo alimentare, risponderanno i genitori della coppia in proporzione dei loro redditi e del loro patrimonio, ai sensi dell'articolo 441 del codice civile.

Art. 441 del codice civile. Concorso di obbligati.

Se più persone sono obbligate nello stesso grado alla prestazione degli alimenti, tutte devono concorrere alla prestazione stessa, ciascuna in proporzione delle proprie condizioni economiche.
Se le persone chiamate in grado anteriore alla prestazione non sono in condizioni di sopportare l'onere in tutto o in parte, l'obbligazione stessa è posta in tutto o in parte a carico delle persone chiamate in grado posteriore.
Se gli obbligati non sono concordi sulla misura, sulla distribuzione e sul modo di somministrazione degli alimenti, provvede l'autorità giudiziaria secondo le circostanze.

I soggetti obbligati possono decidere, in luogo dell'assegno mensile di mantenimento, di accogliere in casa i soggetti in difficoltà economica, ai sensi dell'articolo 443 del codice civile.

Art. 443 del codice civile. Modo di somministrazione degli alimenti.

Chi deve somministrare gli alimenti ha la scelta di adempiere questa obbligazione o mediante un assegno alimentare corrisposto in periodi anticipati, o accogliendo e mantenendo nella propria casa colui che vi ha diritto.
L'autorità giudiziaria può però, secondo le circostanze, determinare il modo di somministrazione.
In caso di urgente necessità l'autorità giudiziaria può altresì porre temporaneamente l'obbligazione degli alimenti a carico di uno solo tra quelli che vi sono obbligati, salvo il regresso verso gli altri.

Come procedere ???
Occorre rivolgersi ad un avvocato di fiducia per citare dinanzi al tribunale civile i tuoi genitori ed i tuoi suoceri, per sentirli condannare al versamento dell'assegno alimentare, ai sensi degli articoli 433 e seguenti del codice civile.

Penso che tu abbia diritto al gratuito patrocinio a spese dello Stato. Per essere ammessi al patrocinio a spese dello Stato è necessario che il richiedente sia titolare di un reddito annuo imponibile, risultante dall'ultima dichiarazione, non superiore a euro 10.766.33.

Ti consiglio in tal caso di presentare domanda di gratuito patrocinio, presso la segretaria del consiglio dell'Ordine forense.

Siamo a disposizione per tutti i chiarimenti del caso.

Cordiali saluti.

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