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Socio divulga segreti commerciali. Strumenti di tutela



 

Giovanni da Brescia:

 

Buongiorno,

La mia società si occupa di software per l´automazione industriale. La società è composta oltre che da me da un altro socio. Il mio socio intende lasciare la società a gennaio 2010.
Attualmente questo socio, senza il mio consenso (da statuto societaria le attività extra amministrative hanno bisogno del doppio consenso) sta lavorando per un cliente, il quale ci ha procurato degli insoluti (si tratta di 28.600,00 €) da marzo 2009 a oggi. La società SSS, nella mia persona, dispone di una parte delle sorgenti software relative al cliente. La restante parte è in mano al mio socio, il quale favorisce questo cliente lavorando per lui senza fatturazione (non ho le prove, ma solo sospetti). Inoltre le sorgenti software sono l´unico appiglio che posso avere per recuperare soldi per il lavoro fatto.

Ora, sperando di essere stato abbastanza chiaro, come posso fare per tutelarmi e impedire al mio socio di utilizzare queste sorgenti, per via legale, visto che non arriviamo ad un compromesso nelle parti. Vorrei inoltre poter forzare il recupero di questa parte di sorgenti.

Grazie

Distinti Saluti

 

RISPOSTA

Spero di avere inteso la tua situazione.
Innanzitutto, per "sorgenti software" intendi il codice sorgente di un software proprietario che viene ritenuto, da un punto di vista giuridico, un segreto commerciale.

Vorresti recuperare i crediti societari, le sorgenti software utilizzate indebitamente dal tuo socio ed impedire allo stesso di porre in essere un'attività extra societaria, vietata dallo statuto societario.
Procediamo con ordine:

per il recupero dei crediti societari dovrai rivolgerti ad un avvocato che provvederà a redigere ed a depositare in cancelleria, un ricorso per ottenere un decreto ingiuntivo, da parte dell'autorità giudiziaria competente (Tribunale o Giudice di pace).
I tempi non sono eccessivamente lunghi: occorrono circa 4/5 mesi dal deposito del ricorso.

Per il recupero delle sorgenti software, devi intimare l'immediata restituzione al tuo socio;
l'amministrazione della società deve essere esercitata congiuntamente e il patrimonio societario non deve essere distratto per fini personali o contrari allo statuto societario.
La condotta del socio assume rilievo penale quindi se dovesse persistere nell'illecito, sarai costretto a denunciarlo alla Procura della Repubblica o alla Polizia giudiziaria (dagli elementi indicati nella mail, ritengo che si tratti di un furto in piena regola). Il socio poichè non emette fattura, commette altresì, un illecito fiscale (hai facoltà di segnalarlo, per questo motivo, alla Guardia di Finanza o alla Agenzia delle Entrate).

Riguardo l'attività posta in essere dal socio, senza il previsto consenso, la legge prevede, a tuo favore, due strumenti di tutela sostanziale.

1) Hai facoltà di chiedere un risarcimento per i danni cagionati dalla condotta non autorizzata, posta in essere senza il tuo consenso (la condotta del tuo socio ha provocato degli insoluti; si tratta di un danno ingiusto per la società, riconducibile nell'ambito della normativa prevista dagli articolo 2043 e seguenti del codice civile.

2) Puoi chiedere inoltre, l'esclusione del socio, ai sensi dell'articolo 2286, I comma, per le "gravi inadempienze delle obbligazioni che derivano dalla legge o dal contratto sociale".
L'esclusione, poichè la società è composta soltanto da due soci, deve essere domandata e pronunciata dal Tribunale, ai sensi dell'articolo 2287, III comma. Normalmente è deliberata dalla maggioranza societaria, ai sensi del I comma della norma suddetta.
Sicuramente, il procedimento di esclusione è lo strumento più rapido ed efficace per inibire l'attività extra-amministrativa del socio.
Sono a tua disposizione per ulteriori chiarimenti.
Cordiali saluti.

 

 

 

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