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Status di autosufficenza del figlio. Dovere di mantenimento



 

Francesca da Rieti:

Salve, mi chiamo Francesca, sono separata dal 1999 con sentenza di divorzio nel 2003, sia la separazione che il divorzio è stato fatto consensualmente. Ho due figli che hanno attualmente uno 18 anni e l´altro20. Circa cinque anni fa, i ragazzi hanno espresso il desiderio di vivere uno con me e l´altro con il padre. Per questa decisione con il mio ex marito, ci siamo messi d´accordo davanti al giudice del tribunale, che ognuno di noi, avrebbe provveduto alle spese personali del proprio figlio convivente e che ci saremmo divisi le spese mediche e scolastiche. Da circa sette mesi, mio figlio maggiore di anni 20, è partito come militare volontario con la possibilità di rimanere due anni o se tutto va bene per sempre. Attualmente percepisce uno stipendio mensile che fa cumulo con quello del padre perché ancora risulta nello stesso stato di famiglia, anche se, per 24-25 giorni al mese, mangia e dorme in caserma d´ appartenenza. Con me vive l´altro figlio che ha 18 anni e che sta facendo l´ ultimo anno di scuola superiore. Non so quale sarà il suo futuro, se continuerà scegliendo di fare l´università o se cercherà di trovare un lavoro!!!!!!!!!! Il mio impiego attuale mi comporta uno stipendio mensile di circa 1550 euro, pago un mutuo per la casa di 520 euro, il mio ex marito lavora con stipendio mensile di circa 1100 euro e con un mutuo di casa di circa 320 euro. Da un po´ di tempo vive con me il mio attuale compagno, anche lui lavoratore dipendente, con mutuo mensile da pagare di 350 euro deve dare un aiuto finanziario al figlio sposato ed a sua volta con due figli a carico e una moglie che non lavora.
Viste le nuove condizioni che si sono determinate da sette mesi, (mio figlio maggiore che non è più mantenuto dal padre, ma si mantiene autonomamente lenendo il padre da spese aggiuntive per lui), con il mio avvocato, abbiamo richiesto al mio ex marito, un contributo per l´altro (suo) figlio che attualmente abita con me e che non si sa ancora quale strada prenderà il suo futuro. Il suo avvocato ci fa sapere che il suo assistito non deve dare niente per l´altro figlio che viva ancora in casa mia, mentre il mio avvocato sostiene che c´è un preciso articolo di legge che stabilisce che ogni coniuge "deve" compartecipare per ogni figlio fino a quando non è autosufficiente. Con la presente gradirei conoscere un Vostro parere professionale sul caso prospettato. Distinti saluti Francesca

 

RISPOSTA

Ha ragione il tuo avvocato, tuttavia non esiste una specifica norma del codice civile, in materia ma, a dirlo, è la costante giurisprudenza della Corte di Cassazione.
Per maggiore completezza espositiva, provvedo ad allegare alcune delle massime relative a sentenze, in materia di mantenimento di figli maggiorenni non autosufficienti, dal punto di vista economico, da parte di genitori separati/divorziati.

La Corte di Cassazione ha affermato che “il dovere di mantenimento del figlio maggiorenne cessa all’atto del conseguimento, da parte del figlio, di uno status di autosufficienza economica consistente nella percezione di un reddito corrispondente alla professionalità acquisita in relazione alle normali e concrete condizioni di mercato” (Cassazione, sez. I civile, 4 marzo 1998 n. 2392) e che l’obbligo dei genitori non possa protrarsi all'infinito “trovando il suo limite logico e naturale allorquando i figli si siano già avviati ad un'effettiva attività lavorativa tale da consentir loro una concreta prospettiva d'indipendenza economica, o quando siano stati messi in condizioni di reperire un lavoro idoneo a procurar loro di che sopperire alle normali esigenze di vita” (Cassazione sez. II civile, sentenza 7 luglio 2004 n. 12477).

"L’obbligo dei genitori di mantenere i figli, ex artt. 147 e 148 del codice civile, sussiste per il solo fatto di averli generati e prescinde da una specifica domanda; tale obbligo non cessa automaticamente con la maggiore età od oltre un dato limite dalla stessa (per esempio età molto avanzata del figlio maggiorenne), ma si protrae sino a quando il figlio abbia raggiunto una propria indipendenza economica" (Cass. Civ.Sez.I 1.12.2004 n.22500).

L'obbligo deve gravare su entrambi i genitori, in proporzione ai redditi percepiti ed alla loro specifica situazione patrimoniale e finanziaria. Il tuo avvocato deve depositare in cancelleria, un ricorso, ai sensi dell'articolo 710 del codice di procedura civile, per modificare le condizioni, antecedentemente stabilite dai coniugi, in materia di mantenimento dei figli.
A pronunciarsi, sarà il Tribunale, in camera di consiglio.
Cordiali saluti.

 

 

 

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