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Diritto del Lavoro - Nuovi requisiti per il diritto alla pensione e le finestre di accesso. Pensione di vecchiaia e di anzianità. Sistema contributivo e sistema delle quote.



Nella da Milano



Egregi avvocati, per favore mi aiutatemi, sono confusa e disperata in quanto non riesco a capacitarmi di non aver diritto alla pensione come premesso dalla mia società S......... (ex E............) e Vi scrivo per avere dei chiarimenti riguardo la mia situazione.

30.12.2003 accetto e firmo mobilità lunga cristallizzata con accompagnamento alla pensione: EX ARTT.4 E 24 DELLA LEGGE N.223/1991 CON APPLICAZIONE DELL'ART. 1 BIS DECRETO LEGGE N.23/2003 CONVERTITO NELLA LEGGE N.81 DEL 17/4/2003. il capo del personale (Sig: B....) dice che QUESTA MOBILITA' CRISTALLIZZATA fermava le LEGGI del momento che erano SENZA LIMITI D'ETA' con un MINIMO DI 35 anni di contribuzione.

23.10.2007 Consegno tutta la mia documentazione al CAF che richiede la mia pensione di ANZIANITA' precisandomi che la maturavo per il 5/11/2007 (avevo più di 36 anni di lavoro ed ero anche lavoratrice precoce)

22.01.2008 l'Inps scrive a me e non al CAF, precisandomi che non potevano accogliere la mi domanda PENSIONE di VECCHIAIA?? (nella ricevuta in mio possesso è trascritto domanda di PENSIONE DI ANZIANITA' mobilità lunga) che non avevo compiuto i 60 anni richiesti dalla legge, ma che potevo far ricorso entro 3 anni

22,01.2008 Richiedo PERSONALMENTE PER ISCRITTO CONSEGNA A MANO RIESAME

24.06.2008 INPS sostiene d'aver mandato risposta MAI PERVENUTA nè a me nè a INCA, nonostante le mie richieste non me ne danno copia

04.06.2009 Faccio fare simulazione "conseguimento alla pensione", risulto in mobilità lunga ex L.176 per accordi dopo il 31,3,98 e legge 81/2003 che perfeziono i requisiti nel novembre 2009 e posso conseguirla nell'aprile del 2010

24.04.2009 Richiedo ecocert che riporta un totale di 1955 settimane dall1.9.69 al 31.3.2009

02.07.2009 Invio raccomandata a INPS riguardo il riesame, il dr. M. mi chiama telefonicamente, mi rispiega che non ho diritto, che ci andrò a 60 anni o con 40 anni di contributi, chiedo di rispondermi per iscritto, ma a tutt'oggi 6.11.09 non lo ha ancora fatto.

04.11.2009 INPS dr. M. Mi riceve e molto alteratamente mi dice che io non voglio capire, che pur avendo diritto purtroppo con la finanziaria del 2007 (legge 247) il mio diritto viene ANNULLATOe che ci andrò con 40 anni di contributi. Quando gli faccio vedere la simulazione dice che forse con le nuove leggi, non potrò andare nonostante la simulazione dica il contrario però di fare ugualmente nuova domanda altrimenti perdo la finestra (???????? allora ho diritto o no?) (lo vedo un po' più mansueto quando legge che sono in mobilità lunga ex 176/98 per accordi dopo il 31/3/1998 L. 81/2003)

Non voglio piangermi addosso, ma io sono separata con gratuito patrocinio, ho tre figlie, 1 laureata, la media laureanda e la terza di 16 anni che frequenta il 3° anno di artistico. Campiamo con le mie 760 euro di mobilità + 300 di mantenimento delle mie ragazze, che non sempre mio marito mi corrisponde.

Vi chiedo gentilmente delle risposte:

1) possibile che la finanziaria del 2007 non esclude ma comprende invece lavoratori che hanno firmato e contato proprio sulle leggi precedenti?

2) se dovevo andare effettivamente in pensione a 55 anni come aveva detto l'azienda, - Mi spettano gli arretrati?

3) se faccio nuova domanda di pensione perdo i diritti della precedente richiesta?

Spero non aver tralasciato nulla e d'essere stata chiara, resto in attesa di un vostro cenno di riscontro anche telefonico, vi saluto con la massima considerazione.



RISPOSTA



L'ordinamento giuridico, in materia di diritto alla pensione e sistema pensionistico, è disciplinato dalla legge 24 dicembre 2007, n. 247 “Norme di attuazione del Protocollo del 23 luglio 2007 su previdenza, lavoro e competitività, in materia di nuovi requisiti per il diritto a pensione e nuova disciplina in materia di “finestre di accesso” per il regime generale e i fondi speciali".
L'atto normativo è ulteriormente regolato, in dettaglio, dalla circolare dell'INPS del 15.05.2008 n° 60.
La nuova disciplina (legge 247 del 2007) tuttavia, non si applica alla tua fattispecie, in quanto hai maturato il diritto alla pensione in data 5/11/2007, antecedentemente al 31/12/2007. Si applica la disciplina antecedente all'ultima riforma pensionistica (legge 243 del 2004); come è possibile che all'INPS non abbiano colto questo fondamentale particolare?
Per completezza espositivami accingo ad enucleare gli aspetti fondamentali dell'ultima riforma.
LA LEGGE N. 247 DEL 2007
La legge finanziaria n. 247 del 2007, all’articolo 1, comma 1 e comma 2, lettere a) e b), ha modificato i requisiti per il diritto alla pensione di anzianità, nonché alla pensione di vecchiaia nel sistema contributivo, rispetto a quanto contenuto nella legge 23 agosto 2004, n. 243. In particolare, il legislatore modifica i requisiti per il diritto alla pensione di anzianità, nonché alla pensione di vecchiaia nel sistema contributivo ottenibile con 35 anni di anzianità contributiva, introducendo, inoltre, il “sistema delle quote”.
Lo stesso articolo 1, al comma 5, stabilisce una nuova disciplina in materia di decorrenze per il pensionamento di vecchiaia e per coloro che ottengono i trattamenti pensionistici anticipati con 40 anni di anzianità contributiva.
Si ricorda che le modifiche normative in parola non si applicano ai lavoratori che hanno maturato i requisiti per il diritto a pensione entro il 31 dicembre 2007. Tali soggetti continuano a poter conseguire la pensione di anzianità e di vecchiaia secondo la normativa in vigore antecedentemente al 1° gennaio 2008 (articolo 1, comma 3, della legge n. 243 del 2004).
NUOVI REQUISITI PER IL DIRITTO A PENSIONE DI ANZIANITA’
L’articolo 1, comma 2, lettera a), citato in premessa introduce, a decorrere dal 1° gennaio 2008, nuovi requisiti per il diritto alla pensione di anzianità, in sostituzione della disciplina stabilita dalla legge n. 243 del 2004, che sarebbe dovuta entrare in vigore a partire dalla predetta data del 1° gennaio 2008.
Pertanto, a decorrere dal 1° gennaio 2008, il diritto alla pensione di anzianità si consegue al raggiungimento dei requisiti di età anagrafica e di anzianità contributiva secondo le progressioni indicate nel provvedimento normativo.
Il diritto alla pensione si consegue, pertanto, in presenza di un’anzianità contributiva minima di 35 anni, al raggiungimento di una quota data dalla somma tra età anagrafica e contribuzione posseduta dall’assicurato.
Resta fermo che il diritto alla pensione di anzianità, indipendentemente dall’età, si perfeziona, sia per i lavoratori dipendenti sia per i lavoratori autonomi, al raggiungimento di un’anzianità contributiva non inferiore a 40 anni.

In relazione a quanto contenuto nella Tabella A allegata alla legge n. 247 del 2007 i lavoratori dipendenti acquisiscono il diritto a pensione con i seguenti requisiti:
- dal 1° gennaio 2008 al 30 giugno 2009, il diritto alla pensione di anzianità sarà perfezionato al raggiungimento di un'anzianità contributiva minima di 35 anni in concorrenza con almeno 58 anni di età.
Dal 1° luglio 2009, si applicano i requisiti di cui alla Tabella B, che introduce il c.d. “sistema delle quote” in base al quale il diritto alla pensione di anzianità si consegue al raggiungimento di una quota data dalla somma tra età anagrafica e contribuzione posseduta dall’assicurato. Le nuove disposizioni richiedono, peraltro, che l’interessato abbia comunque raggiunto un’età anagrafica minima e sia in possesso di almeno 35 anni di contribuzione.
Le quote che devono raggiungere i lavoratori dipendenti sono le seguenti:
- dal 1°luglio 2009 al 31 dicembre 2010, quota 95 con un’età minima di 59 anni;
- dal 1° gennaio 2011 al 31 dicembre 2012 quota 96 con un’età minima di 60 anni;
- a decorrere dal 1° gennaio 2013 quota 97 con un’età minima di 61 anni.
NUOVI REQUISITI PER IL DIRITTO A PENSIONE DI VECCHIAIA NEL SISTEMA CONTRIBUTIVO
Si ricorda che ai sensi dell’articolo 1, comma 19, della legge 8 agosto 1995, n. 335 “per i lavoratori i cui trattamenti pensionistici sono liquidati esclusivamente secondo il sistema contributivo, le pensioni di vecchiaia, di vecchiaia anticipata, di anzianità sono sostituite da un’unica prestazione denominata pensione di vecchiaia.”
La legge n. 243 del 2004 era già intervenuta sui requisiti richiesti per il conseguimento del diritto alla pensione di vecchiaia nel sistema contributivo elevando l’età minima di 57 anni (valida indistintamente per le donne e per gli uomini) a 60 anni di età per le donne e a 65 anni di età per gli uomini.
Lo stesso provvedimento aveva, inoltre, esplicitamente confermato la possibilità di accedere alla pensione di vecchiaia nel sistema contributivo con 40 anni di contribuzione indipendentemente dall’età e nulla era stato innovato in merito agli altri requisiti richiesti dalle legge n. 335 del 1995 (5 anni di contribuzione effettiva, importo minimo pari 1,2 volte l’importo dell’assegno sociale per le pensioni conseguite prima dei 65 anni, cessazione del rapporto di lavoro dipendente).
Peraltro, la stessa legge n. 243 del 2004 ha introdotto un’ulteriore requisito per conseguire il diritto alla pensione di vecchiaia nel sistema contributivo.
E’, infatti, stata data possibilità di conseguire tale trattamento in presenza di 35 anni di anzianità contributiva al raggiungimento di determinati limiti di età.
I predetti limiti di età sono stati modificati dalla legge n. 247 del 2007.

Pertanto, dal 1° gennaio 2008, i lavoratori dipendenti la cui pensione è liquidata esclusivamente con il sistema di calcolo contributivo possono accedere alla pensione di vecchiaia:
- a 60 anni, se donne, e a 65 anni, se uomini, e con una anzianità contributiva effettiva di almeno 5 anni;
- a prescindere dal requisito anagrafico con un’anzianità contributiva pari o superiore a 40 anni;
- dal 1° gennaio 2008 al 30 giugno 2009 al raggiungimento di un'anzianità contributiva minima di 35 anni in concorrenza con almeno 58 anni di età.
Dal 1°luglio 2009, si applica il “sistema delle quote”, già illustrato in precedenza.
Le quote che devono raggiungere i lavoratori dipendenti per acquisire il diritto alla pensione di vecchiaia contributiva, purché siano in possesso di almeno 35 anni di contribuzione sono le seguenti:
- dal 1°luglio 2009 al 31 dicembre 2010, quota 95 con un’età minima di 59 anni;
- dal 1° gennaio 2011 al 31 dicembre 2012 quota 96 con un’età minima di 60 anni;
- a decorrere dal 1° gennaio 2013 quota 97 con un’età minima di 61 anni.
L’accesso al pensionamento prima del compimento del 65° anno di età rimane soggetto alla condizione che l’importo della pensione risultante non sia inferiore a 1,2 volte l’importo dell’assegno sociale (articolo 1, comma 20, della legge n. 335).

L'INPS non ha capito nulla della tua situazione; hai perfettamente ragione ed, inoltre, hai diritto agli arretrati che hai maturato, nel corso degli anni.
Se posso darti un consiglio, rivolgiti ad un avvocato/commercialista (fatti consigliare dal Caf) che possa rappresentarti nei tuoi rapporti con l'INPS.

La presentazione di una nuova domanda di pensione non può intaccare i tuoi diritti acquisiti; la presentazione della nuova domanda ti permette di non lasciarti sfuggire la finestra d'accesso.
Cordiali saluti.

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