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1- Recesso dal contratto e tutela del consumatore



Paolo da Cagliari



Ho firmato un contratto con un'agenzia di moda, registrata all´albo come associazione culturale e di spettacolo e non come una azienda, che prevede la partecipazione a 10 sfilate, ed eventi in cambio di un corso di fomazione per indossatori del costo di 2000 euro!! ma il tipo della agenzia ha iniziato a "provarci" ,e quando le ho fatto capire che non avrei fatto nulla con lui, ha iniziato ad offendrmi dicendomi di tutto e volendo anche stracciare il contratto!!.. ora questo ******* mi rivuole nella sua agenzia dicendo, che se sabato non partecipo a un 'evento come da contratto, mi fa pagare tutto il corso come scritto nel contratto!!!..io li non voglio più metterci piede poichè lo fa solo per ripicca!!
ora... c'e qualche modo per recidere il contratto?????
mi sono informato, e si può recidere entro 10 giorni, se il contratto non è stato firmato nella sede ( mio caso);e inoltre nel contratto non vi scritto da nessuna parte sul diritto di recesso, e cio è sbagliato; queste informazioni sono presenti nel codice del consumo negli articoli 46-47....!!!
la mia domanda è: è applicabile il diritto di recesso in questo caso? ricordo che si tratta di un'associazione culturale; non so se cambia qualcosa , nel codice del consumatore non lo specifica!!!

fatemi sapere... inoltre se e possibile rispondete al mio quesito entra stasera, perche domenica scadoni i dieci giorni per il recesso.... se non siete in grado di rispondere entro stasera allora lasciamo perdere!!! ma nel caso mi rispondiate offredo la soluzione al caso sarei ben felice di fare la donazione !!



RISPOSTA



Mi dispiace ma, riguardo la tua fattispecie contrattuale, non è possibile recedere dal contratto, ai sensi degli articolo 46 e 47 del codice del consumo.
Non puoi recedere, in quanto l'oggetto del contratto non è la semplice cessione di un bene o di un servizio; inoltre, tu non puoi essere considerato un mero consumatore, secondo la definizione normativa del codice.
Il tuo, è un contratto di lavoro senza vincolo di subordinazione lavorativa (ripeto: non si configura la cessione di un bene/servizio, a fronte del pagamento in denaro del corrispettivo!).
Non puoi essere considerato un consumatore, perchè a fronte di un corso di formazione, hai offerto la tua professionalità di indossatore. E' un contratto di collaborazione lavorativa !!!
Non hai acquistato delle mele o un abbonamento telefonico !!!
La tua situazione non ha nulla a che vedere con i casi contemplati nel codice del consumo.
Non ha invece, alcuna rilevanza giuridica, il fatto che l'agenzia di moda sia un'associazione culturale e non un'azienda.
Ti consiglio pertanto, di presentarti alle sfilate di moda a cui devi presenziare per contratto. Ti darò anche un'altro consiglio: denuncia il tipo dell'agenzia per molestia e per tentata violenza sessuale (non sono al corrente dell'accaduto, ad ogni modo si è configurato almeno il reato di molestia; sai meglio tu di me, se si è configurato anche il reato di tentata violenza sessuale).
Ti ricordo che per giurisprudenza consolidata, perchè ci sia il reato di violenza sessuale non è necessario l'atto sessuale completo ma è più che sufficiente tentare di dare un bacio contro la volontà della vittima o toccare zone erogene della vittima, sempre contro la sua volontà.

Cerchiamo di distinguere la responsabilità penale del tipo dell'agenzia, dall'obbligo civilistico che hai assunto con l'agenzia stessa che è una persona giuridica ben distinta dal tipo che ci ha provato con te.

Cordiali saluti.

2-Clausola soddisfatti o rimborsati, efficacia della raccomandata dalla data del ritiro alle poste, da parte dell'azienda





Salve, innanzitutto grazie per il vostro importantissimo servizio, vorrei porvi un quesito in materia di clausola soddisfatti o  rimborsati. Giorno 7 ottobre stipulo un contratto in licensing con una   società italiana per apprendere la professione di manager della comunicazione con un  corso online ed imparare ad utilizzare i loro mezzi che dicevano  potessero dare risultati eccellenti in termini di ritorno immediato.   Ebbene la quota che verso con bonifico giorno 8 ottobre è di 3450,00  euro il contratto prevede la clausola soddisfatti o rimborsati.  
Riporto perfettamente cio che contempla il contratto: art.16) Clausola  soddisfatti o rimborsati La stipula del presente contratto di  perfeziona con il primo conferimento al fondo licensing. Entro 30  giorni dalla stipula il Licensee che per qualsiasi motivo non fosse  soddisfatto potrà recedere dal presente contratto e otterrà il diritto  alla restituzione integrale di quanto corrisposto. Al fine di evitare  abusi la restituzione degli importi dovuti a norma della presente  clausola non potrà avvenire prima del centottantesimo giorno dalla  notifica a DITTA ROSSI a mezzo lettera raccomandata . L'esercizio del  recesso non libera il licensee dall'obbligo di riservatezza e dal  divieto di concorrenza di cui al precedente art. 13.. Ebbene non  essendo per nulla soddisfatto ne della formazione ne dei primi  risultati (assenti) ne tanto meno dei mezzi messi a disposizione, mi avvalgo della facoltà prevista dalla clausola e spedisco la  raccomandata a/r giorno 05 novembre entro i 30 giorni previsti e  pubblicizzati anche sul loro sito. Ebbene la raccomandata viene ritirata giorno 14 novembre ed il titolare dell azienda mi risponde  che siccome è stata notificata in ritardo non potrò ricevere il  rimborso in questione. ciò che vi chiedo, essendo stata spedita entro  giorno 7 ho diritto al rimbroso o no? grazie anticipatamente.  Cordialità



RISPOSTA



Non hai diritto al rimborso !
Confermo: il recesso dal contratto non è avvenuto nei trenta giorni dalla stipula del medesimo.
Nel silenzio delle clausole contrattuali, ai fini della notifica del recesso (clausola soddisfatti o rimborsati), dobbiamo intendere la data della spedizione della raccomandata o quella del ricevimento ?
Nel silenzio del contratto dobbiamo applicare le regole ed i principi generali.

Per il notificante vale la data di spedizione, per il ricevente la data di ricezione.
Allora una domanda nasce spontanea: quando diventa giuridicamente efficace il recesso da un contratto ?
Il giorno della spedizione della raccomandata oppure trattandosi di atto ricettizio, al momento del ricevimento della raccomandata, da parte della controparte contrattuale ?
Il recesso, secondo la giurisprudenza della Cassazione, è atto ricettizio che si perfeziona soltanto al momento del ricevimento della comunicazione. Il recesso ha natura recettizia anche se non sembra che la comunicazione debba rivestire una particolare veste formale, purché il destinatario abbia effettivamente avuto conoscenza del recesso e che di ciò sia possibile dare la prova (Cassazione Civile Sez. I,sentenza numero 2741/83).

Tanto premesso, ai sensi dell'articolo 8 della legge n. 890 del 1982, in materia di notifica a mezzo del servizio postale, nella presente fattispecie, il recesso ha acquisito efficacia giuridica, soltanto in data 14 novembre, data del ritiro del piego da parte del titolare dell'azienda.
Riporto uno stralcio della norma.

“Nel caso, invece, che durante la permanenza del piego presso l'ufficio postale il destinatario o un suo incaricato ne curi il ritiro, l'impiegato postale lo dichiara sull'avviso di ricevimento che, datato e firmato dal destinatario o dal suo incaricato, è subito spedito al mittente, in raccomandazione.
La notificazione si ha per eseguita alla data del ritiro del piego”.

“Se le persone abilitate a ricevere il piego, in luogo del destinatario, rifiutano di riceverlo o di firmare il registro di consegna, ovvero se l'agente postale non può recapitarlo per temporanea assenza del destinatario o per mancanza, inidoneità o assenza delle persone sopra menzionate, il piego è depositato subito nell'ufficio postale. L'agente postale rilascia avviso al destinatario mediante affissione alla porta d'ingresso oppure mediante immissione nella cassetta della corrispondenza dell'abitazione, dell'ufficio o dell'azienda. Di tutte le formalità eseguite e del deposito nonché dei motivi che li hanno determinati è fatta menzione sull'avviso di ricevimento che, datato e sottoscritto dall'agente postale, è unito al piego.
Trascorsi dieci giorni dalla data in cui il piego è stato depositato nell'ufficio postale senza che il destinatario o un suo incaricato ne abbia curato il ritiro, il piego stesso è datato e sottoscritto dall'impiegato postale e subito restituito in raccomandazione, unitamente all'avviso di ricevimento, al mittente con l'indicazione «non ritirato». La notificazione si ha per eseguita decorsi dieci giorni dalla data del deposito. Nel caso, invece, che durante la permanenza del piego presso l'ufficio postale il destinatario o un suo incaricato ne curi il ritiro, l'impiegato postale lo dichiara sull'avviso di ricevimento che, datato e firmato dal destinatario o dal suo incaricato, è subito spedito al mittente, in raccomandazione.
La notificazione si ha per eseguita alla data del ritiro del piego”.

L'azienda ha ideato un “marchingegno” perfettamente conforme alla legge … per fregare i suoi clienti non soddisfatti …
A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

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