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Diritto privato - Servitù di acquedotto coattivo.





Il mio problema è questo:
ho un terreno agricolo (che coltivo) in Cesena e che confina con quello di mio cugino.
Per poter irrigare il mio terreno 5 anni fa (con finanziamento europeo OCM e col consenso verbale di mio cugino) ho sotterrato nel podere di mio cugino, attraverso una ditta specializzata, una serie di tubi che dal canale consorziale (nel quale si riversano le acque del canale Tosco-Emiliano) portano l'acqua al mio podere. In più sempre nel suo podere ho messo un motore removibile per il pescaggio dell'acqua e che ovviamente in inverno tolgo.

Il mio quesito è questo:
mio cugino può impedirmi in futuro di passare dalla sua proprietà per continuare la mia attività di irrigazione o addirittura tagliarmi il tubo e interrompere il defluire dell'acqua visto che non esiste nessuna servitù di passaggio scritta?
E in ultimo posso imporre a mio cugino una servitù coattiva?
Grazie e cordiali saluti.



RISPOSTA



Puoi imporre una servitù coattiva, per la precisione, una servitù di acquedotto coattivo, ai sensi dell'articolo 1033 del codice civile.

Art. 1033. Obbligo di dare passaggio alle acque.
Il proprietario è tenuto a dare passaggio per i suoi fondi alle acque di ogni specie che si vogliono condurre da parte di chi ha, anche solo temporaneamente, il diritto di utilizzarle per i bisogni della vita o per usi agrari o industriali. Sono esenti da questa servitù le case, i cortili, i giardini e le aie ad esse attinenti.

La servitù coattiva, può essere imposta, a maggior ragione, in considerazione del finanziamento europeo OCM, che è stato in precedenza concesso, e del relativo consenso verbale di tuo cugino.
Per imporre la servitù coattiva è necessario presentare ricorso al tribunale civile, con l'assistenza del tuo avvocato di fiducia.
Tuo cugino pertanto, non ha diritto di vietare la tua attività di irrigazione.
Siamo a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Cordiali saluti.

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