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Diritto del lavoro - Parole denigratorie del superiore gerarchico al collaboratore durante l'orario di lavoro in azienda





Buon giorno..sono un quadro aziendale impiegato come direttore in un punto vendita di una grande società di ristorazione..il mio quesito è questo :
Può il mio capo area , alla presenza di 4 operatori in servizio , parlando al cellulare con me..dire : tu stai dando un cattivo esempio..tu non sai fare i turni di lavoro..ti devo contestare? tutti gli operatori in turno hanno sentito..
io mi sento professionalmente leso..mi sento più debole dopo un affronto simile..credo di aver perso punti alla vista dei miei operatori..
posso chiedere un trasferimento a un altro locale perché non mi sento più in grado di gestire con forza..visto l'affronto ad alta voce sentito da tutti?
in attesa di una risposta vi ringrazio e saluto..



RISPOSTA



La recente sentenza della Corte di Cassazione n. 7382 del 26/03/2010, sottolinea l’assoluta illegittimità della condotta del superiore gerarchico, che, in azienda, durante l’orario di lavoro, colpevolizza con parole denigratorie un suo collaboratore.
Il superiore, nella fattispecie della sentenza della cassazione, aveva duramente criticato un suo subordinato, durante l’orario di lavoro, usando “espressioni volgari” e dicendogli, in modo dispregiativo, che non faceva nulla al lavoro. La Suprema Corte di Cassazione ha censurato tale comportamento, in quanto finalizzato a disprezzare irragionevolmente l’operato del collaboratore, dinanzi ai suoi colleghi.

La giurisprudenza della Cassazione sezione lavoro, ha più volte confermato che l’azienda è responsabile in solido con il superiore gerarchico, laddove non faccia nulla per evitare il ripetersi di tali situazioni spiacevoli.

Un rimprovero inoltre, deve essere esposto in privato, lontano dalle orecchie dei colleghi, a tutela dell’integrità morale del dipendente.

Laddove tale situazione dovesse ripetersi, ci sarebbero i presupposti per chiedere un risarcimento per mobbing, non solo al tuo capo area, ma anche alla tua azienda.

Tanto premesso, ti consiglio di chiedere un trasferimento in altra sede, all’ufficio-personale della tua azienda, precisando che, laddove il trasferimento non ti fosse concesso e laddove la condotta illegittima del capo area dovesse ripetersi, la tua azienda sarebbe considerata responsabile in solido con il capo area medesimo, per mobbing. Inoltre, il suddetto episodio ti ha irrimediabilmente delegittimato agli occhi dei tuoi collaboratori, essendo tu il direttore del punto vendita.

Metti la tua azienda alle strette: “o mi trasferite oppure, alla prossima, siete considerati responsabili in solido per mobbing”. Sono convinto che l’azienda avrà interesse ad evitare strascichi giudiziari, quindi provvederà al tuo trasferimento.
Siamo a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Cordiali saluti.

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