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Limiti e requisiti per il pensionamento dei dipendenti pubblici. Riforma pensioni Fornero





Buongiorno avvocato e complimenti per il suo servizio.
Sono un pubblico funzionario, un dipendente dell'Agenzia delle entrate di Rimini per la precisione, e vorrei restare in servizio, evitando così di andare in pensione, nonostante abbia raggiunto i requisiti per il pensionamento prima del 31 dicembre 2011. Penso di avere ancora molto da dare alla mia amministrazione di appartenenza nonostante le mie tante primavere.
Tanto premesso, le chiedo un aggiornamento sulle recenti evoluzioni della normativa in materia di limiti e requisiti per il pensionamento dei dipendenti pubblici, in considerazione della Riforma Fornero che ha cambiato il sistema pensionistico italiano, ed alla luce di sentenze e circolari.

Resto in attesa di un suo riscontro, ringraziandola sin d'ora.

Distinti saluti.



RISPOSTA



Mi dispiace, ma in considerazione della recente evoluzione normativa della materia, non puoi restare in servizio, nonostante la riforma del sistema pensionistico. I dipendenti pubblici che hanno raggiunto i requisiti per la pensione al 31/12/2011, non possono restare al lavoro nonostante la riforma Fornero abbia innalzato l'età del ritiro.

La Funzione pubblica, con il parere del 16 settembre scorso numero 41876, reso alla regione Veneto richiama l'articolo 2, commi 4 e 5, del DL 101/2013, norma contenente l'interpretazione autentica (quindi retroattiva) dell'articolo 24, commi 3 e 4, del DL 201/2011: questa disposizione, che per esigenze di bilancio pubblico aveva fissato i requisiti per il pensionamento dei dipendenti pubblici non può essere disattesa anche se la successiva riforma Fornero ha elevato quei requisiti..
La Funzione pubblica, in sostanza, conferma l'interpretazione già espressa nella circolare del 8/3/2012 numero 2, adottata d'intesa con il Ministero dell'economia, del lavoro e con l'INPS tra l'altro discostandosi da quanto stabilito dal TAR Lazio con la sentenza 2446 del 2013, decisione che aveva congelato il pensionamento di diversi dipendenti pubblici.
La sentenza del TAR Lazio aveva tolto alla pubblica amministrazione la facoltà di legittimare il collocamento a riposo d’ufficio nei confronti del dipendente che compie 65 anni contro il parere avverso dello stesso, a prescindere dal controllo del perfezionamento entro il 31 dicembre 2011 dei requisiti previgenti la riforma Fornero per poter accedere alla pensione di anzianità. Il TAR Lazio aveva riconosciuto il diritto del ricorrente a restare in servizio sino al compimento di 66 anni, e cioè il successivo limite anagrafico per poter usufruire del trattamento di vecchiaia previsto dall’articolo 24 del decreto legge 201/2011. Nel caso specifico della sentenza in questione, il Ministero della Giustizia aveva deciso di mettere a riposo un dipendente, in vista del raggiungimento di limiti anagrafici, che già dal 2011 aveva maturato oltre 40 anni di contributi.

Attualmente, le argomentazioni logico – giuridiche della predetta sentenza del TAR Lazio, sono state completamente ribaltate.

Di seguito, il link ove è possibile esaminare la circolare in questione.

http://www.funzionepubblica.gov.it/media/956787/circolare%202-2012%20con%20correzioni%20corte%20dei%20conti.pdf

A disposizione per tutti i chiarimenti del caso.

Cordiali saluti.

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