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Diritto amministrativo - Requisiti di ruralità e rilascio della concessione edilizia agricola dei fabbricati rurali



Claudio da Benevento:



gentile avvocato, a maggio 1999 ho avuto una licenza agricola per costruire un fabbricato rurale (con pertinenze agricole), utilizzando anche un asservimento di terreno agricolo per mantenere il rapporto di cubatura. Ho cominciato i lavori completando il fabbricato nel 2001. Da allora, ho pagato la tassa sui rifiuti e abito stabilmente nel fabbricato. Ancora non sono riuscito ad accatastare la casa: chiedo se posso accatastare il fabbricato come residenziale e se dopo dieci anni dalla concessione della licenza edilizia si sono prescritte le irregolarità correlate a una licenza agricola per un fabbricato poi destinato ad uso residenziale. grazie



RISPOSTA



La questione dei fabbricati rurali che hanno perduto i requisiti di ruralità (destinati pertanto ad uso residenziale) e delle concessioni edilizie agricole è stata oggetto di discussione in Parlamento e delle attenzioni del legislatore.
Il comma 37, dell’art. 2 del D.L. 262/06, introducendo una precisazione nella lettera A) dell’art. 9, cm 3 del D.L. 57/93, fissa i requisiti affinché un fabbricato sia rurale. Tale disposizione prevede che il fabbricato deve essere posseduto dal soggetto titolare del diritto di proprietà o altro diritto reale sul terreno, ovvero dall’affittuario del terreno stesso o dal soggetto che ad altro titolo conduce il terreno cui l’immobile è asservito, sempre che tali soggetti rivestano la qualifica di imprenditore agricolo iscritto nel Registro delle imprese. Non si tratta della qualifica di IAP (D.LGS. 99/04), e nemmeno della qualifica di coltivatore diretto, ma della semplice iscrizione alla Camera di Commercio.

La precisazione conferma altresì che i fabbricati posseduti da “soggetti titolari di trattamenti pensionistici corrisposti a seguito di attività svolta in agricoltura” mantengono la ruralità ancorché tali soggetti non siano titolari dell’impresa agricola in quanto la norma, relativamente ai pensionati non richiede (ovviamente) l’iscrizione nel Registro delle imprese.
Per i fabbricati che non rientrano fra quelli rurali alla luce della nuova precisazione legislativa, la norma, prorogata dal D.L. 81/07 convertito nella L. 127/07 concede il termine del 30/11/07 per procedere all’accatastamento senza l’applicazione delle sanzioni. Il termine del 30 novembre riguarda soltanto questa ipotesi e non i casi in cui il fabbricato abbia perduto la ruralità per altre ragioni. In sostanza i termini per l’accatastamento dei fabbricati possono essere suddivisi in tre casi:

1) entro 90 giorni dalla data di pubblicazione dell’elenco per i fabbricati individuati con decreto pubblicato sulla G.U.(non si tratta della tua fattispecie normativa);

2) entro il 30/11/07, per le abitazioni rurali utilizzate da produttori agricoli non iscritti nel Registro delle imprese;

3) immediatamente nel caso in cui il fabbricato perda i requisiti di ruralità al di fuori dei punti precedenti.

Il requisito di ruralità ha natura oggettiva e non necessita di alcuna certificazione da parte dell’amministrazione finanziaria, come ha precisato la risoluzione 111/E del 22/05/07, della Agenzia delle Entrate, la quale conferma che la valutazione delle condizioni per il riconoscimento, ai fini fiscali, della ruralità delle costruzioni non è soggetta ad alcuna attestazione preventiva da parte degli uffici dell’Agenzia delle Entrate.

In estrema sintesi, non conosco i motivi per cui il tuo fabbricato, costruito a seguito di rilascio di concessione edilizia agricola, abbia perso i requisiti di ruralità e sia pertanto accatastabile tra gli immobili destinati ad uso residenziale (i motivi non sono stati indicati nella mail).

Tuttavia, poichè l'accatastamento non è stato effettuato immediatamente dopo il venir meno dei requisiti di ruralità, e poichè il termine del 31/11/2007 è ormai inevitabilmente trascorso (tale termine era previsto per procede all'accatastamento, senza l'applicazioni di sanzioni amministrative), la scelta di procedere all'iscrizione nel catasto, come immobile ad uso residenziale, comporterà inevitabilmente, l'applicazione di onerose sanzioni amministrative che saranno quantificate, in base ai dati posseduti dall'Agenzia del Territorio.

Ritengo pertanto conveniente, rinviare l'iscrizione al catasto, in un momento successivo, al fine di beneficiare di eventuali condoni sanatorie che saranno sicuramente previsti in futuro dal legislatore.

Cordiali saluti.

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