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Diritto amministrativo - Il diritto collettivo di libertà religiosa e la normativa in materia di autorizzazione alla realizzazione degli edifici di culto



Francesco da Roma:



la domanda si basa su questioni di libertà di culto in Italia. Molti pagani si chiedono quali sono le norme vigenti in Italia in materia di libertà di culto, con riferimento ai culti pagani, neopagani e wicca. Inoltre il quesito che molte comunità si pongono è come legalmente e burocraticamente ci si può muovere per richiedere l'apertura di un luogo di culto pagano, che abbia quindi le caratteristiche e le tutele che si danno a qualsiasi altro luogo di culto (chiesa cattolica, valdese, sinagoga, moschea eccetera). Come si procede a questa richiesta, teoricamente cosa prevede la legge in materia di apertura di luoghi di culto. Inoltre, in Grecia il Governo ha dato la possibilità al movimento pagano greco di celebrare alcune ritualità ai pressi di luoghi considerati sacri per il paganesimo e che sono sotto la dicitura di "luoghi archeologici". Ultima questione, sempre in riferimento alla libertà di culto, molte istituzioni religiose, specialmente cattoliche, divulgano messaggi denigratori nei confronti dei movimenti pagani moderni, affermando cose inesatte e che mirano esclusivamente a terrorizzare l'opinione pubblica. AD esempio alcuni messaggi di eminenze della chiesa cattolica dichiarano che i movimenti neopagani sono edonistici e pericolosi per la società, nonostante questi movimenti sono sotto la luce del sole, basati su principi umani e moderni, e non hanno mai causato problemi di nessun genere come potrà essere verificato con una semplice ricerca. Queste affermazioni non ledono la libertà di un culto di essere rispettato?



RISPOSTA



La realizzazione degli edifici di culto, rientra nel diritto comune, come espressione del diritto collettivo di libertà religiosa, costituzionalmente riconosciuto dagli articoli 8 e 19 della Costituzione repubblicana. Il legislatore, attualmente, prevede, per l'esercizio del suddetto diritto collettivo di libertà, esclusivamente vincoli di carattere pubblicistico, ossia il rispetto delle norme urbanistiche dettate dalla regione, competente territorialmente. Non è più necessaria l'autorizzazione governativa per l'apertura di un tempio, prevista dall'articolo 1 del Regio decreto del 28/02/1930 n. 289, in quanto la suddetta norma è stata dichiarata illegittima dalla Corte Costituzionale, con sentenza n. 59 del 1958.
Le uniche autorizzazioni necessarie per l'apertura del luogo di culto, sono di competenza esclusivamente regionale e riguardano, soltanto, il rispetto degli strumenti urbanistici primari e secondari, adottati dagli enti pubblici in questione. E' altresì necessario, per l'apertura dei luoghi di culto, l'osservanza, da parte della confessione religiosa, dell'articolo 8, II e III comma della Costituzione.
La confessione religiosa diversa dalla cattolica deve organizzarsi con un proprio statuto, in modo da non essere in contrasto con l'ordinamento giuridico italiano; una confessione religiosa, ad esempio, non può professare il culto della violenza o dell'inosservanza delle leggi in vigore, né può assumere un'organizzazione para-militare o segreta.
I rappresentanti della confessione religiosa inoltre, devono stipulare, con il Governo, un'intesa per regolare i rapporti con lo Stato italiano. Il contenuto della suddetta intesa sarà adottato, da una successiva legge ordinaria dello Stato italiano, che conferirà l'ufficiale riconoscimento alla confessione religiosa, nel nostro ordinamento.
In estrema sintesi, per l'apertura di un luogo di culto, una confessione religiosa diversa dalla cattolica deve dotarsi di uno statuto che non sia in contrasto con l'ordinamento italiano, deve stipulare un'intesa con il Governo del Paese e deve osservare le norme regionali in materia di urbanistica, richiedendo le relative autorizzazioni agli enti locali competenti in materia (Regione, Provincia, Comune).

La libertà di religione è riconosciuta dall'articolo 19 della Costituzione:

"Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale e associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purchè non si tratti di riti contrari al buon costume".

Il contenuto del fondamentale diritto di libertà non comprende la libertà di insulto o di diffamazione, nei confronti delle confessioni religiose diverse dalla cattolica. Né tanto meno, la Costituzione tutela il diritto di influenzare l'opinione pubblica con notizie false ed irragionevoli sui culti religiosi.
I rappresentanti di ogni confessione religiosa hanno diritto di ricorrere all'autorità giudiziaria competente (Procura della Repubblica), nell'eventualità in cui fosse possibile ravvisare una rilevanza penale dei suddetti comportamenti e delle relative dichiarazioni.
Lo staff di www.avvocatogratis.it è sempre a vostra disposizione. Ringraziandovi per averci scelto, vi autorizziamo a pubblicare la nostra risposta sul vostro blog. Cordiali saluti.

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