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Diritto di famiglia - Obbligo di mantenimento nei confronti della madre malata



Claudia da Treviso:



Buongiorno, sono Claudia di Treviso ho 49 anni, separata. Ho 2 fratelli : Franco 64 anni pensionato di banca, Patrizia 54 agente di assicurazioni.
Fino al 2002 ho lavorato nell'ufficio di assicurazioni come dipendente di mio padre, successivamente rilevato da mia sorella. Nel 2002 a causa di un "mobbing" da parte di altro personale, durato 1 anno mezzo sulla mia testa, ho deciso di dare le dimissioni per disperazione, avendo capito oltrettutto che a mia sorella non interessava che mi facessero la guerra.
Da allora ho lasciato la casa dove vivevo da sola in affitto, la mia città e ho seguito G., il mio compagno (vedovo con una figlia di 25 anni).

Lui per motivi di lavoro si sposta spesso per l'Italia.
Non ho più avuto reddito. Non ho proprietà immobiliari.
Mia madre purtroppo è mancata l'anno scorso, dopo che da 6 anni viveva con una signora ucraina, badante. La casa dove viveva è di proprietà di mia sorella.
Ho provveduto a rifondere le spese del funerale a mio fratello, che le aveva anticipate, anche nella mia quota.
Ma lui vuole altri soldi:
1) per la liquidazione che è stata data alla badante.
2) mi accusa di non aver messo la mia parte di denaro nel mantenimento di mia madre negli ultimi anni.
Io non lavorando più, non ho potuto mettere regolarmente quote fisse per lei, è vero.
E mio fratello qualche anno fa' ha scritto una mail al mio compagno. Dicendo che io dovevo mettere la mia parte. Intendendo che se io non avevo reddito, avrebbe dovuto provvedere il mio compagno a metterla per me.
G. gli ha risposto che io mettevo dei soldi, perchè era vero.
Io quando avevo dei soldi, li ho dati per mia madre.
Ma non come loro.
C'è da aggiungere che non ho mai mancato di andare spesso e per lunghe settimane a vivere con mia madre,malgrado la badante.
Proprio sapendo che non avevo altro che il mio amore da offrirle.
E le ho sempre portato tante piccole comodità, quello che potevo.
Lei era contentissima. Ero la figlia che stava con lei così tanto.
Mia sorella è sempre occupata in ufficio, mio fratello abita a Roma e non veniva a trovarla quasi mai.
Come devo rispondere alle accuse di mio fratello e richieste di denaro?
Grazie



RISPOSTA



Evidentemente tuo fratello considera una famiglia, una società per azioni, in cui ciascun socio è tenuto al pagamento della sua quota di pertinenza;
fortunatamente, non la pensa così il legislatore!
Secondo il codice civile e la giurisprudenza civile, la famiglia è una società naturale, caratterizzata dall'affetto reciproco dei suoi componenti e dal dovere giuridico di assistenza, in proporzione delle rispettive sostanze e dei redditi percepiti da ciascuno dei familiari.
Avevi il dovere giuridico di assistere tua madre, in proporzione ai tuoi redditi e, poichè non hai percepito più alcun reddito, hai adempiuto all'obbligazione relativa al pagamento della badante, prestando direttamente assistenza, nei confronti della mamma.
Quando hai avuto la possibilità, inoltre, hai contribuito con delle somme di denaro, alle spese relative al mantenimento, secondo la tua disponibilità economica.
Cosa dovrebbe fare un figlio che non ha la possibilità di percepire un reddito, secondo tuo fratello? Vendersi un rene, per pagare la badante?! Il tuo dovere di figlia era quello di trascorrere delle ore con tua madre, sostituendo, relativamente a quel periodo, la badante. Hai adempiuto ai tuoi doveri con diligenza ed affetto, quindi, i tuoi fratelli non possono pretendere nulla da te.
Il reddito dei tuoi fratelli era superiore al tuo quindi, gli stessi erano tenuti a contribuire in misura superiore, alle spese per il mantenimento del familiare.
La relazione con il tuo compagno è giuridicamente inesistente quindi, tuo fratello non può pretendere nulla nemmeno da lui.
Non esiste nessuna norma giuridica che possa consentire, ai tuoi familiari, di agire giudizialmente nei tuoi confronti.
Le loro istanze, completamente infondate, sarebbero immediatamente rigettate dall'autorità giudiziaria.
Il mio consiglio è il seguente: non dare alcuna importanza alle richieste di tuo fratello.
Cordiali saluti.

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