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Diritto di famiglia - Violazione dell'obbligo di fedeltà coniugale e separazione dei coniugi





Due persone sposate con una figlia di dodici anni, da tre anni si sono accorti di essere incompatibili ma per la figlia hanno deciso di comune accordo di continuare a vivere da separati in casa, da quel momento non hanno piu avuto rapporti sessuali, lei ha continuato ad accudire marito figlia e casa e lui a lavorare e mantenere entrambe perché non voleva che la moglie lavorasse ma solo che pensasse a casa e famiglia. da un anno lei ha conosciuto un altro uomo ma non ha mai smesso di accudire casa marito e figlia. ora hanno deciso di separarsi, che diritti ha la moglie? ne perde qualcuno per aver conosciuto altra persona?



RISPOSTA



La moglie avrà diritto all'assegno mensile di mantenimento, all'attribuzione dell'abitazione familiare, al probabile affidamento della figlia minorenne.
Il marito dovrà fare le valigie e cercare un'altra abitazione.
La separazione non sarà certamente addebitata all'infedeltà della moglie, in quanto il rapporto di coniugio era tale soltanto sulla carta, sin da molto tempo ...
Leggiamo insieme la seguente sentenza della Corte di Cassazione in materia di infedeltà coniugale.

“In tema di separazione personale dei coniugi, la pronuncia di addebito non può fondarsi sulla sola violazione dei doveri che l'articolo 143 del Cc pone a carico dei coniugi, essendo invece necessario accertare se tale violazione abbia assunto efficacia causale nella determinazione della crisi coniugale. La reiterata violazione dell'obbligo di fedeltà coniugale, tanto più se attuata attraverso una stabile relazione extraconiugale, rappresenta una violazione particolarmente grave di tale obbligo, che, determinando normalmente l'intollerabilità della prosecuzione della convivenza, deve ritenersi, di regola, causa della separazione personale dei coniugi e, quindi, circostanza sufficiente a giustificare l'addebito della separazione al coniuge che ne è responsabile, sempre che non si constati la mancanza di nesso causale tra infedeltà e crisi coniugale mediante un accertamento rigoroso e una valutazione complessiva del comportamento di entrambi i coniugi, da cui risulti la preesistenza di una crisi già irrimediabilmente in atto in un contesto caratterizzato da una convivenza meramente formale”. Cass. Sezione I, sentenza 24 ottobre 2005 n. 20536

Direi che la sentenza è perfettamente applicabile alla fattispecie in esame; in sintesi, la moglie, dalla separazione dei coniugi, ha tutto da guadagnarci ...
Siamo a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Cordiali saluti.

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