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Cancellazione di articoli di cronaca sul web con dati personali





Salve,

non vorrei entrare nei dettagli del caso particolare, ma solo sapere se è possibile imporre ad un giornale, con versione anche su web, almeno dopo un certo periodo di pubblicazione, la cancellazione di una notizia che mi riguarda, nella quale compaiono il mio nome, cognome, indirizzo ed età.

Ad esempio, se l'articolo fosse di cronaca: "Mario Rossi, 55 anni residente a Roma, è stato sorpreso dalla polizia mentre... Processato per direttissima è stato poi condannato a un anno di reclusione...", il sig. Rossi potrebbe chiedere al giornale di ritirare dal web la notizia, in modo che il suo nome (e gli altri riferimenti che lo rendono individuabile senza dubbio) non possa più associarsi a quell'evento?

Chi ha commesso un reato ha diritto alla privacy? Oppure, oltre alla condanna per ciò che ha commesso, deve continuare a rischiare che chiunque, dai famigliari al datore di lavoro, possa venire a conoscenza dei propri fatti personali, con le relative conseguenze?

Diritto di cronaca a parte, sarebbe quasi persecutorio, se non si potesse intervenire almeno dopo un certo periodo dalla data di pubblicazione, perché la diffusione di certe informazioni potrebbero causare danni notevoli: perdita del lavoro, perdita di credibilità sociale, ecc. Anche a distanza di anni.

Vi ringrazio infinitamente.

Cordiali saluti



RISPOSTA



Il diritto all'oblio su Internet è stato oggetto del provvedimento del Garante della Privacy, n. 73 del 23.02.2012.
Ecco le parti fondamentali della suddetta decisione dell'Autorità Garante della riservatezza.

“Trascorsi i tempi previsti dalla legge per pubblicare documenti nell'albo pretorio on line, il Comune deve rimuovere dal sito istituzionale quelli che contengono dati personali o renderli anonimi. La diffusione di informazioni in grado di identificare le persone oltre i termini stabiliti è illecita. Lo ha affermato il Garante nel vietare ad un Comune di diffondere ulteriormente in Internet, oltre i 15 giorni stabiliti dalla norma, i dati personali di una donna contenuti in una deliberazione della Giunta comunale. Il Comune inoltre, dovrà apportare le necessarie modifiche  per mettersi in regola con le Linee guida adottate nel 2011 dal Garante in materia di pubblicazione on line dei documenti.  Il caso è stato sollevato da una donna che si è rivolta all'Autorità lamentando una illecita diffusione di dati a causa della permanenza sul sito del Comune, oltre i termini di legge, di una delibera di giunta comunale contenente nome e cognome, indirizzo e dispositivo di una sentenza di rigetto di un ricorso presentato contro un accertamento Ici.  Informazioni che anche dopo un primo intervento del Garante e nonostante le modifiche apportate dal Comune continuavano ad essere presenti sul sito. Pur avendo infatti modificato le modalità di pubblicazione delle delibere riguardanti i ricorsi, sostituendo i nominativi dei ricorrenti con degli omissis, la delibera con il nome della donna era sempre reperibile sul sito, determinando così una illecita diffusione di dati non consentita da alcuna norma. Con separato provvedimento l'Autorità sta valutando gli estremi per contestare al Comune una sanzione amministrativa per l'illecito commesso”.

Al momento, in Italia, non esiste una legge che disciplini il diritto all'oblio, tuttavia è in discussione una direttiva ed un regolamento europeo che condizionerà in futuro, i vari legislatori nazionali.
Il considerando 53 della proposta di legge europea prevede che “ogni persona deve avere il diritto di rettificare i dati personali che la riguardano e il “diritto all’oblio”, se la conservazione di tali dati non è conforme al presente regolamento. In particolare, l’interessato deve avere il diritto di chiedere che siano cancellati e non più sottoposti a trattamento i propri dati personali che non siano più necessari per le finalità per le quali sono stati raccolti o altrimenti trattati …”,

In data 5 aprile 2012 infine, la Corte di Cassazione n. 5525/2012, ha depositato una sentenza in materia di diritto all'oblio su Internet, evidenziando previo richiamo ai criteri di proporzionalità, necessità, pertinenza allo scopo, esattezza e coerenza, nonché alla possibilità dell’interessato di opporsi anche a trattamenti leciti quando ciò si renda necessario per un contemperamento degli interessi in gioco, la necessità di procedere all’integrazione o aggiornamento della notizia non più attuale, divenuta “fatto storico” e quindi transitata nel relativo archivio della testata giornalistica web, ma potenzialmente dannosa per la lesione della “proiezione sociale dell’identità personale” dell’interessato, che ha “diritto al rispetto della propria identità personale o morale”.

Tanto premesso, i supremi giudici prevedono un obbligo per la testata giornalistica on line, di aggiornamento della notizia pubblicata in passato. Ad esempio, è scritto nell'archivio storico del sito, che Tizio nel 2007 è stato arrestato per traffico di stupefacenti. La testata giornalistica on line, secondo la Cassazione, ha l'obbligo di aggiornare la notizia, facendo presente ad esempio, che Tizio al termine del processo penale, è stato prosciolto per non avere commesso il fatto.

Siamo a disposizione per ulteriori chiarimenti.

Cordiali saluti.

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