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Eredità del fratello sposato senza figli





Vorrei sapere se mi spetta una quota dell’eredità di mio fratello.

Mio fratello e sua moglie erano proprietari di una casa in parti uguali; mio fratello è morto nel 2004.

Sua moglie è morta nel 2010 lasciando la casa a sua madre, che ancora vive e a sua sorella.

La parte di mio fratello va divisa coi suoi eredi?

Poteva mia cognata dopo la morte del marito vendere la casa a sua madre e a sua sorella (in modo che noi, parenti del marito, non potessimo ereditare la sua parte)?

Grazie anticipatamente.



RISPOSTA



Premetto che si tratta di successione per legge, in assenza di testamento, e che tuo fratello è morto senza lasciare né figli, né genitori.
In tal caso, ai sensi dell'articolo 582 del codice civile, l'asse ereditario di tuo fratello, alla sua morte, doveva essere così suddiviso.

Quota spettante alla moglie 2/3
Quota spettante al fratello 1/3

Art. 582 del codice civile. Concorso del coniuge con ascendenti legittimi, fratelli e sorelle.

Al coniuge sono devoluti i due terzi dell'eredità se egli concorre con ascendenti legittimi o con fratelli e sorelle anche se unilaterali, ovvero con gli uni e con gli altri. In quest'ultimo caso la parte residua è devoluta agli ascendenti, ai fratelli e alle sorelle, secondo le disposizioni dell'articolo 571, salvo in ogni caso agli ascendenti il diritto a un quarto dell'eredità.

Hai diritto alla quota del 16,66% dell'abitazione di tuo fratello, ossia alla nuda proprietà dell'immobile. La moglie infatti, ha diritto all'usufrutto vitalizio sull'abitazione familiare, ai sensi dell'articolo 540 II comma del codice civile.

“Al coniuge anche quando concorra con altri chiamati, sono riservati i diritti di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e di uso sui mobili che la corredano, se di proprietà del defunto o comuni. Tali diritti gravano sulla porzione disponibile e, qualora questa non sia sufficiente, per il rimanente sulla quota di riserva del coniuge ed eventualmente sulla quota riservata ai figli”.

Il termine per far valere i tuoi diritti ereditari, ai sensi del combinato normativo predisposto dagli articoli 480 I comma e 2946 del codice civile, è pari a dieci anni dalla morte del “de cuius”.

Siamo a disposizione per ulteriori chiarimenti.

Cordiali saluti.

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