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Reato di calunnia presuppone la consapevolezza dell'innocenza del denunziato. Mala fede denunziante al momento denunzia





egregio staff, com'è possibile che io vengo assolta perchè il fatto non sussiste e sulla mia richiesta di calunnia verso il mio denunziante viene archiviato il tutto ? Sono stata sotto accusa ingiustamente che ha comportato anche spese sia di legale e altro essendo che il fatto sia accaduto fuori dalla mia provincia di residenza.

grazie attendo al più presto una risposta cosa si può fare se ho una possibilità di chiedere un risarcimento danni.



RISPOSTA



Il reato di calunnia prevede un particolare elemento psicologico, cioè il dolo diretto, l'intenzionalità di denunziare taluno, nella piena consapevolezza della sua innocenza.
Leggendo l'articolo 368 del codice penale, dobbiamo sottolineare l'importanza delle seguenti parole.

“... incolpa di un reato taluno che egli sa innocente, ... “

Articolo 368 del codice penale (Calunnia)

“Chiunque, con denuncia, querela o istanza, anche se anonima o sotto falso nome, diretta all’Autorità giudiziaria o ad un’altra Autorità che a quella abbia obbligo di riferirne, incolpa di un reato taluno che egli sa innocente, ovvero simula a carico di lui le tracce di un reato, è punito con la reclusione da due a sei anni.

La pena è aumentata se s’incolpa taluno di un reato pel quale la legge stabilisce la pena della reclusione superiore nel massimo a dieci anni, o un’altra pena più grave.

La reclusione è da quattro a dodici anni, se dal fatto deriva una condanna alla reclusione superiore a cinque anni; è da sei a venti anni, se dal fatto deriva una condanna all’ergastolo”.

Il particolare elemento psicologico del reato di calunnia, è stato recentemente confermato dalla Cassazione penale., sez. VI, con sentenza 19 marzo 2008, n. 12279.

Secondo la Suprema Corte, la conoscenza dell'innocenza dell'incolpato è una delle componenti essenziali del reato di calunnia.

“La volontà di accusare e la scienza dell’innocenza dell’incolpato sono le componenti essenziali dell’elemento soggettivo del delitto di calunnia. L’intenzionalità dell’incolpazione e la limpida conoscenza dell’innocenza dell’accusato sono dati che vanno tenuti concettualmente distinti, nel senso che la presenza del primo non comporta la necessaria sussistenza del dolo della calunnia, ma questo è integrato soltanto se da parte dell’agente vi sia anche la consapevolezza della innocenza del calunniato, consapevolezza evidenziata – di norma – dalle concrete circostanze e dalle modalità esecutive che definiscono l’azione criminosa, da cui, con processo logico-deduttivo, è possibile risalire alla sfera intellettiva e volitiva del soggetto”.


Tanto premesso, rispondo alla tua domanda. Come è possibile che il denunziato sia assolto per non avere commesso il fatto e il denunziante non sia perseguito per il reato di calunnia ?

E' evidente: il GIP ha ritenuto che il denunziante, al momento della presentazione della denunzia, non avesse la consapevolezza dell'innocenza del denunziato … insomma ha ritenuto che il denunziante fosse in buona fede al momento della denunzia.

Hai uno strumento giuridico per far valere le tue ragioni: l'opposizione all'archiviazione proposta entro 10 giorni dalla notifica dell'avviso.

A disposizione per tutti i chiarimenti del caso.

Cordiali saluti.

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