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Dichiarazione di successione, successione auto d'epoca, immobile cointestato e denaro sul conto corrente cointestato





Buongiorno,

due mesi fa con la morte di mio padre si è aperta la successione legittima.

Nel mio caso gli eredi sono due:

il sottoscritto XXXXXXXXXXXX in qualità di unico figlio. la sig.ra XXXXXXXXXXXXXXXXXXX in qualità di moglie(in seconde nozze).

Mio padre ha lasciato:
una casa del valore stimato di 200.000 euro
un conto bancario di 25.000 euro
un’auto e numerosi motoveicoli anche storici del valore indicativo totale di 55.000

Nel dettaglio la casa è per 2/3 di proprietà di mio padre e per 1/3 di proprietà di entrambi i coniugi.

Il conto è intestato a mio padre.

Lo stesso vale per l'auto e le moto che sono tutti veicoli intestati a mio padre.

Volontà, non scritta, di mio padre era quella di lasciare la casa all'attuale moglie ed il resto(soldi e moto) a me.

Entrambi gli eredi siamo concordi nel rispettare la sua volontà.

A questo punto vi chiedo quali siano i passi necessari a regolarizzare la successione tenendo presenti le ultime volontà di mio padre.

In particolare:
A quanto possono ammontare le tasse di successione ?
Dobbiamo necessariamente rivolgerci ad un notaio?
Se sì, quali documenti e servizi dobbiamo richiedere?
Ogni coerede deve rinunciare formalmente ad una parte della eredità?
Per ogni vincolo è necessario pagare il cambio di proprietà?

Ogni suggerimento è ben accetto.

Cordiali saluti



RISPOSTA



In materia di successione ereditaria, la volontà verbale del parente defunto, ossia il “de cuis”, è giuridicamente irrilevante. In presenza di testamento, si aprirà la successione testamentaria, alla luce delle disposizione testamentarie, previste dal testatore. In assenza di testamento, ci sarà la successione legittima, ossia per legge.

Nella fattispecie “de quo”, la successione sarà legittima, in quanto tuo padre non ha redatto il testamento, e sarà disciplinata dall’articolo 581 del codice civile; leggiamo la norma in questione.

Articolo 581 - Concorso del coniuge con i figli.

Quando con il coniuge concorrono figli legittimi o figli naturali, o figli legittimi e naturali, il coniuge ha diritto alla metà dell'eredità, se alla successione concorre un solo figlio, e ad un terzo negli altri casi.

L’asse ereditario di tuo padre, ai sensi dell’articolo 581 del codice civile, deve essere suddiviso a metà tra i due eredi legittimi: il figlio ed il coniuge.
L’abitazione familiare ha un valore di mercato di gran lunga superiore alla quota del 50% spettante al coniuge, sebbene 1/6 dell’immobile non sia caduto in successione in quanto già di proprietà della moglie.
Coma fare allora, per rispettare la volontà paterna ???

Ai sensi dell’articolo 475 del codice civile, gli eredi (figlio e coniuge) devono rivolgersi ad un notaio per accettare l’eredità con atto pubblico. Contestualmente all’accettazione dell’eredità, il figlio e la moglie del “de cuius” stipuleranno, sempre con atto pubblico, una transazione con cui si metteranno d’accordo, nel modo seguente, circa la divisione dell’asse ereditario.

“Al figlio sarà assegnato il denaro presente sul conto corrente numero xxxxx, aperto presso la banca xxxxxxx, per un importo di xxxxxx, oltre ai seguenti beni mobili registrati:

auto targata xxxxx
moto targata yyyyyy
auto d’epoca modello

Al coniuge sarà assegnato l’intero appartamento, ubicato in xxxxx, via xxxxxx, di cui l’erede è già comproprietario, nella misura di 1/6. Gli eredi, ai sensi dell’articolo 1965 del codice civile, con la suddetta transazione, rinunciano ad agire in giudizio per far valere la rispettiva quota di legittima, spettante ai sensi dell’articolo 581 del codice civile”.

Il notaio redigerà con atto pubblico, una transazione sul modello esposto in precedenza, al fine di rispettare la volontà del padre deceduto. E’ essenziale rivolgersi all’assistenza ed alla competenza di un notaio, al fine di effettuare la transazione in questione.

Per quanto riguarda l’imposta di successione, premetto che entro 12 mesi dal decesso del “de cuius”, gli eredi sono obbligati in solido, a presentare la dichiarazione di successione, presso l’Agenzia delle Entrate, competente territorialmente (rileva, a tal fine, l’ultima residenza del “de cuius”). Il notaio in genere, provvede, per conto degli eredi, alla presentazione del suddetto atto di carattere fiscale.

A seguito della presentazione della dichiarazione di successione, l’Agenzia delle Entrate determinerà le imposte dovute. L’imposta di successione è determinata dall’ufficio, applicando aliquote diverse a seconda del grado di parentela dell’erede. E’ prevista una franchigia di esenzione dall’imposta, pari a 1.000.000 euro, in caso di successione del coniuge o del figlio.
Nella fattispecie “de quo” pertanto, l’imposta di successione non sarà dovuta; gli eredi dovranno versare invece l’imposta ipotecaria e catastale, pari rispettivamente al 2% e all’1% del valore catastale dell’immobile (il valore catastale è di gran lunga inferiore rispetto al valore di mercato). Il valore catastale dell’immobile sarà determinato dall’Agenzia delle Entrate, a seguito della presentazione della dichiarazione di successione. Se l’immobile, oggetto dell’asse ereditario, sarà adibito a “prima casa” della moglie del “de cuius”, l’imposta catastale ed ipotecaria, sarà versata in misura fissa (168 euro per ciascuna imposta) e non proporzionale.

I requisiti dell'erede, previsti dalla legge per poter rientrare nell' agevolazione sono i seguenti:

- non essere titolare, esclusivo o in comunione col coniuge, di diritti di proprietà, usufrutto, uso e abitazione di altra casa di abitazione nel territorio del comune dove si trova l'immobile ereditato;

- non essere titolare, neppure per quote o in comunione legale, su tutto il territorio nazionale, di diritti di proprietà, uso usufrutto abitazione o nuda proprietà, su altra casa di abitazione, acquistata, anche dal coniuge, usufruendo delle agevolazioni per l'acquisto della prima casa;

- qualora non risieda già nel comune dove è situato l'immobile oggetto dell'eredità, deve altresì impegnarsi a stabilire la residenza entro 18 mesi.

Se la moglie del “de cuius” possiede i suddetti requisiti, pagherà l’imposta catastale ed ipotecaria, in misura fissa.

La dichiarazione di successione, come già precisato, va presentata all'ufficio locale delle entrate ex ufficio del registro.

Alla dichiarazione si allegano, in carta semplice:

- Visure catastali

- Certificato di morte del “de cuius” o autocertificazione

- Eventuale dichiarazione sostitutiva per la richiesta di agevolazione prima casa.

- Certificato di destinazione urbanistica (per i terreni)

- prospetto della liquidazione delle imposte

- ricevuta di pagamento delle imposte

- nel caso di rinuncia all'eredità copia autentica del verbale

- nel caso di successione testata copia originale o autenticata del testamento.

Occorre inoltre procedere al pagamento in autoliquidazione con il modello F23 delle imposte ipotecarie e catastali, e l’attestato va allegato alla dichiarazione.

Gli eredi e i legatari che abbiano presentato la dichiarazione di successione sono esonerati dall’obbligo della dichiarazione ai fini dell’imposta comunale sugli immobili (ICI).
Spetta, infatti, agli Uffici delle Entrate competenti a ricevere la dichiarazione di successione trasmetterne copia a ciascun Comune ove sono ubicati gli immobili.

Gli adempimenti relativi all’aspetto fiscale della successione ereditaria, saranno curati dallo stesso notaio che si occuperà di redigere l’atto pubblico di accettazione dell’eredità e di transazione e divisione dell’asse ereditario tra il figlio ed il coniuge del “de cuius”.

Per quanto riguarda i veicoli invece, dovrai rivolgerti al PRA (pubblico registro automobilistico), competente territorialmente, in qualità di erede, per effettuare le necessarie trascrizioni relative al passaggio di proprietà delle vetture in questione. Dovrai versare i diritti richiesti dal PRA, per l’effettuazione delle trascrizioni relative al passaggio di proprietà di ogni singolo veicolo.
Siamo a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Cordiali saluti.

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