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Abrogazione progressioni verticali pubblico impiego





sono dipendente di un Comune e a seguito di concorso pubblico per due posti da Istruttore direttivo amministrativo, profilo D1, di cui uno riservato al personale interno, ho vinto il concorso (nel 2010). Ho partecipato al concorso, svolto ai sensi dell'articolo 52, comma 1-bis, del decreto legislativo n. 165 del 2001, come dipendente interno, usufruendo pertanto della riserva e classificandomi primo degli interni e 2 in graduatoria generale. Il primo posto è stato vinto da un esterno. Qualche settimana fa ricevo una comunicazione da parte dell'Ufficio Personale dell'Ente nella quale si sostiene che di fatto il livello D è solo giuridico e che lo stipendio dovrebbe invece essere quello che percepivo prima di vincere il concorso , con intimazione di restituzione della differenza tra i due livelli motivandolo con l'applicazione del dell'art. 9 del D.L. 78/2010 e legge di conversione n. 122/2010, che per mero errore non era stato sin'ora applicato. In poche parole l'Ente sostiene che la mia non è una nuova assunzione ma una progressione e pertanto deve essere soggetta al blocco economico degli stipendi inerenti le progressioni, nonostante io abbia partecipato al concorso con i requisiti previsti per l'accesso dal'esterno (Laurea) e abbia sostenuto tutte le prove sostenute da chi accedeva dall'esterno. Alcune considerazioni: Il mio contratto è stato rifatto, sottoscritto nuovamente dalle parti, ho svolto il periodo semestrale di prova; L'articolo 52, comma 1-bis, del decreto legislativo n. 165 del 2001 appena citato recita: "Le progressioni fra le aree avvengono tramite concorso pubblico, ferma restando la possibilità per l'amministrazione di destinare al personale interno, in possesso dei titoli di studio richiesti per l'accesso dall'esterno, una riserva di posti comunque non superiore al 50 per cento di quelli messi a concorso". L'entrata in vigore del DL 78/2010 (decreto-Brunetta), dunque, contemporaneamente:
-        priverebbe la contrattazione collettiva (che, in effetti, già nel precedente regime normativo non avrebbe potuto regolare l'accesso agli impieghi) della competenza a regolare modalità di assunzione, quali sono le progressioni verticali; modifica, esercitando la competenza legislativa esclusiva, l'assetto normativo in materia, reintroducendo i concorsi pubblici con riserva fino al 50%.
-        poiché le progressioni verticali non sono disciplinate dalla legge, ma dai contratti nazionali collettivi, l'esercizio della potestà normativa da parte della legge che ridisegna il sistema della progressione di carriera, comporta l'immediata disapplicazione dei contratti, perché le regole in essi contenute contrasterebbero con norme imperative di legge. Si prospetterebbe pertanto l'abolizione delle progressioni verticali, la contestuale disattivazione dei contratti collettivi che disciplinano una norma ormai abrogata e la considerazione del concorso con riserva agli esterni come un vero e proprio concorso che nulla ha a che fare progressioni verticali.

QUESITO: la mia è una progressione (se esiste ancora...) come sostiene la mia amministrazione? (soggetta pertanto al blocco economico...) Oppure è una nuova assunzione? (Come invece sostengono alcune amministrazioni in casi simili (Roma - Regione Lombardia ed esempio..che ho contattato telefonicamente) che hanno bandito concorsi con riserva agli interni esattamente come nel mio caso?) (e dunque non soggetta al blocco...) Nel ringraziare porgo cordiali saluti.



RISPOSTA



Le progressioni verticali sono giuridicamente inesistenti a far data dall'entrata in vigore della riforma della PA “Brunetta”.
Al posto delle progressioni verticali, ci sono i concorsi con riserva di posti per gli interni fino ad un massimo del 50% dei posti messi a concorso.
Poiché nel tuo caso trattasi di nuova assunzione, altrimenti

1. non avresti firmato un nuovo contratto di lavoro
2. non avresti sostenuto un nuovo periodo di prova
3. nel bando è scritto chiaramente che trattasi di concorso e non di selezione per titoli per progressione verticale

l'articolo 9 D.L. 78/2010 non è né inerente né pertinente alla fattispecie in questione.

Per gli anni 2011, 2012 e 2013 il trattamento economico complessivo dei singoli dipendenti, anche di qualifica dirigenziale, ivi compreso il trattamento accessorio, previsto dai rispettivi ordinamenti delle amministrazioni pubbliche inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come individuate dall'Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ai sensi del comma 3 dell'articolo 1 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, non puo' superare, in ogni caso, il trattamento in godimento nell'anno 2010, fatto salvo quanto previsto dal comma 17, secondo periodo.

Del resto, se nel bando si parla di concorso pubblico, se si è proceduto ad una nuova assunzione, se hanno partecipato anche degli esterni alla procedura di gara … come sarebbe possibile sostenere che quello che per il primo classificato in graduatoria era un concorso mentre per il secondo era una progressione ?!
Semplicemente assurdo …
Soltanto la tua amministrazione è giunta a questa aberrante interpretazione; non sussistono altri casi di questo tipo.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

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