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Coltivazione casalinga di marijuana non costituisce reato





Buongiorno,vorrei coltivare in casa 2 piante di marijuana terapeutica da utilizzare come antidolorifico per mia madre che abita a pochi minuti da casa mia. Questa scelta è dettata dal fatto che il costo per l'acquisto (già provato) in farmacia tramite ricetta medica è troppo costoso per l'utilizzo che ne fa' mia madre giornalmente.1 Grammo di medicinale ha un costo di 30 euro, e lei assume l'equivalente di 1,5 gr al giorno per 365gg all'anno, che corrisponderebbe ad una spesa insostenibile per quasi chiunque.
Esiste un iter legale per potermi presentare davanti ad un giudice ed avere un permesso prima di poter iniziare o mi tocca subire le leggi e agire di riflesso per poi poter avvia tale iter di richiesta permesso ?Grazie anticipatamente



RISPOSTA



Non esiste un iter legale per poter ottenere un autorizzazione ex ante; tale procedimento amministrativo non è previsto nemmeno nelle regioni che hanno adottato una regolamentazione regionale all'uso della cannabis terapeutica, figurarsi se è previsto nella tua regione di residenza dove la predetta legge regionale non è stata nemmeno adottata dal consiglio regionale !!!

Con il Decreto del 18 aprile 2007, il Ministero della Salute ha riconosciuto valore farmacologico ad alcuni derivati medicinali della Cannabis, demandando la regolamentazione all'autonomia delle Regioni: Puglia, Basilicata, Abruzzo, Emilia Romagna, Toscana, Veneto, Liguria, Umbria, Marche, Friuli Venezia Giulia, Sicilia e recentemente anche il Piemonte hanno già provveduto ad adattare la normativa regionale e a consentire l'accesso alle cure con farmaci a base di cannabinoidi. In Lombardia, invece, manca una legislazione specifica.

Tanto premesso, posso confermarti che la coltivazione casalinga di 2 piante di marijuana terapeutica da utilizzare come antidolorifico, non costituisce reato e nemmeno causa di sanzioni amministrative.

Vorrei citare la sentenza del tribunale di Trento ufficio GUP, del 12/05/2014 n° 336: il GUP di Trento ha assolto un coltivatore di tre piante di cannabis, il quale si è difeso, dimostrando documentalmente la sua condizione di grave malattia e che ha giustificato, pertanto, la propria condotta con ragioni terapeutiche.
L'assoluzione si giustifica alla luce delle seguenti circostanze:

-il minimo numero di piante (tre),

-destinazione ad un uso personale (valutato di natura altamente e positivamente specifica) che consisterebbe nella dimostrata finalità terapeutica perseguita dal coltivatore (poi assuntore).

-l'assenza di consumo personale di tipo ricreativo.

In sintesi, l'uso medicale non può essere considerato uso“stupefacente in senso proprio”e, pertanto, esclude di per sé il carattere di offensività giuridica insito in radice nella condotta coltivativa delle piante di cannabis.

Premesso che in passato c'è stata giurisprudenza contraria a tale indirizzo, vorrei consigliarti di coltivare le piante di cannabis direttamente a casa della mamma e non a casa tua …

… tua madre è in possesso di una ricetta medica che la scagionerebbe visto che l'uso della cannabis non sarebbe a fine ricreativo-stupefacente ma a fine terapeutico.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

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