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Eredità - Successione legittima del coniuge in concorso con i figli e collazione delle donazioni fatte dal de cuius



Enrico da Pisa:



Gentile Avvocato,
sono un signore di 55 anni, ho un fratello e una sorella. Nel 2006 nostro padre è deceduto. I miei genitori erano in regime di comunione dei beni Mia madre attualmente vive nella casa di proprietà in cui era vissuta con mio padre. Con la successione (esiste solamente la casa di proprietà dove vive mia madre del valore di circa 180.000 euro) è stato stabilito che a mia madre spetta 1/3 del valore della casa e che il restante 2/3 spetterà a noi figli.
Tramite mio zio paterno, sono venuto casualmente a conoscenza che circa 12 anni fa mio padre ha regalato a mia sorella e a mio fratello un'ingente somma in denaro (circa 120 milioni di lire a mio fratello e altrettanti a mia sorella). Le mie domande sono queste:

1. Posso anche io pretendere tale somma dal momento che sono in procinto di accendere un mutuo per ristrutturare la mia casa?
2. I regali consistenti in grosse somme fanno parte dell’asse ereditario?
3. Esiste la possibilità di visionare presso la banca in cui aveva il conto corrente mio padre, i movimenti bancari per risalire alle somme esatte versate ai miei fratelli? (purtroppo non sono più in buoni rapporti con i miei fratelli pertanto non posso chiedere personalmente a loro)
4. Come posso sapere se al momento della morte di mio padre esisteva una somma sul conto corrente di mio padre? Se la risposta è affermativa, va ripartita tra noi fratelli ? In quale modo?

Ringraziando anticipatamente, le invio distinti saluti.
Enrico



RISPOSTA



L'asse ereditario di tuo padre (l'unico appartamento) è stato suddiviso ai sensi dell'articolo 581 del codice civile, che regola la successione legittima del coniuge in concorso con più figli.

Coniuge 1/3 dell'appartamento.
Figli 2/3 dell'appartamento, in parti uguali.

Le donazioni in denaro, effettuate da tuo padre, in favore dei tuoi fratelli, essendo di notevole importo, vanno considerate ai fini del riparto ereditario.
Al momento della morte del "de cuius", infatti, è necessario procedere ad una particolare operazione algebrica, denominata dal codice civile, COLLAZIONE.
Si tratta di un istituto peculiare alla divisione ereditaria. Essa, come indica la parola stessa dal latino "cum fero", è l’atto con il quale i discendenti e il coniuge del "de cuius" che accettano l’eredità, conferiscono nell’asse ereditario (in natura o per imputazione) quanto ricevuto dal defunto in donazione. La collazione è obbligatoria per legge salvo che il donatario ne sia dispensato dal donante nei limiti della quota disponibile (737, I° co., cod. civ.).
Nel tuo caso tuttavia, non vi è stata alcuna dispensa da collazione, da parte di tuo padre.
Secondo l’opinione espressa dalla Suprema Corte di Cassazione, l’istituto della collazione trova il suo fondamento nella presunzione (conforme alla ricorrente valutazione sociale) che il "de cuius", facendo in vita donazioni ai figli ed al coniuge, abbia semplicemente voluto compiere delle attribuzioni patrimoniali gratuite in anticipo sulla futura successione. Pertanto, la collazione serve a rimuovere la disparità di trattamento che le donazioni creerebbero ed a ristabilire la situazione di eguaglianza tra coeredi. In tal modo la Corte ha fatto proprio il convincimento che ravvisa il fondamento della collazione nella corrente valutazione sociale della donazione fatta agli eredi necessari (figli e coniuge), come anticipazione di eredità, cioè come anticipazione di quanto loro spettante sulla successione. Al momento della morte del disponente, quindi, il bene donato dovrà essere considerato quale acconto, se non addirittura come saldo, della quota ereditaria.
La collazione comporta, all’apertura della successione, una risoluzione o revocazione legale della donazione effettuata e, conseguentemente, il bene donato (denaro) rientra immediatamente (ossia senza atto di trasferimento) nella comunione dei coeredi; nel caso in cui la collazione avviene per imputazione, rientra in comunione non il bene donato, ma il suo valore (nel caso di donazione di immobili, ad esempio).
La giurisprudenza prevalente ritiene che l’obbligo della collazione sorge automaticamente a seguito dell’apertura della successione e che i beni donati devono essere conferiti indipendentemente da una espressa domanda dei condividenti.
La collazione produce l’effetto pratico di aumentare realmente l’asse ereditario da dividere.
Per regola generale sono oggetto di collazione, e quindi di conferimento, tutti i beni donati in vita dal "de cuius" al proprio discendente o al coniuge. Infatti l’art. 737 cod. civ. sancisce che il discendente o il coniuge deve conferire “ tutto ciò che ha ricevuto dal defunto in donazione, direttamente o indirettamente”.
Sinteticamente i presupposti per il sorgere dell’obbligazione collatizia possono essere così indicati:

1. la qualità di donatario del soggetto tenuto a collazione;
2. la qualità di discendente (legittimo, naturale o adottivo) o di coniuge del de cuius del soggetto tenuto a collazione;
3. la qualità di coerede (legittimo o testamentario) del soggetto tenuto alla collazione;
4. l’assenza di una dispensa da collazione;
5. l’esistenza di un asse ereditario da dividere, al momento dell'apertura della successione;
Nella tua fattispecie, sussistono tutti i suddetti presupposti quindi, nei confronti dei tuo fratelli, è sorto l'obbligo collatizio di conferire alla massa ereditaria, le somme di denaro ricevute in donazione, affinché siano suddivise, ai sensi dell'articolo 581 del codice civile:

coniuge 1/3
figli 2/3, in parti uguali
La somma va ripartita secondo le norme che regolano la successione legittima.
Il giudice ha facoltà, nel corso del processo, di disporre lo svolgimento di indagini finanziarie, sul conto corrente e sui depositi bancari di tuo padre. Nominerà a tal fine, un consulente tecnico d'ufficio che provvederà a redigere una relazione finale, dopo avere svolto il suo compito.
Devi rivolgerti quindi, ad un avvocato, per citare in giudizio i tuoi fratelli, al fine di far valere l'obbligo collatizio e i tuoi diritti ereditari.
Cordiali saluti.

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