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Diritto di famiglia - Convivenza more uxorio o famiglia di fatto, obblighi nei confronti del convivente



Ferdinando da Novara:



buongiorno,,,mi chiamo nando convivo da 2 anni e tra un po'avro un bimbo....lei attualmente lavora..m sono io il propietario della casa doveviviamo e quello che finanziariamente sta bene ...la mia domanda e questa:se un giorno dovessimo separarci cosa succede....nei miei confronti...ovvero lei cosa puo chiedermi......e se fossimo sposati....come posso tutelarmi legalmete....prima che succeda



RISPOSTA



In mancanza di matrimonio, al momento della cessazione della convivenza, nei confronti della tua convivente, non sorgerà alcun obbligo di mantenimento o di prestare gli alimenti.
Ai sensi dell'articolo 317 bis del codice civile, sarai tenuto all'esercizio della potestà, nei confronti di tuo figlio, che dovrai continuare a mantenere, istruire ed educare.
In un'eventuale fase contenziosa, il giudice ti condannerà a versare un assegno di mantenimento, nei confronti di tuo figlio, in proporzione ai tuoi redditi e alle tue sostanze. Se il bambino sarà affidato a sua madre, sarà proprio la tua ex convivente a gestire tali somme, nell'esclusivo interesse di tuo figlio.
Nel caso in cui decidessi di contrarre matrimonio con la tua attuale convivente, al momento della separazione giudiziale dei coniugi, saresti condannato a versare un assegno di mantenimento, nei confronti di tua moglie (oltre all'assegno nei confronti di tuo figlio), di un importo tale da garantire, alla stessa, l'identico tenore di vita che avrebbe avuto, nell'eventualità in cui la convivenza con il coniuge non fosse stata interrotta.
Se la separazione giudiziale fosse addebitabile al comportamento colposo di tua moglie, saresti condannato al pagamento degli alimenti (l'assegno mensile per gli alimenti è di importo sensibilmente inferiore all'assegno per il mantenimento). Le norme relative sono contenute nell'articolo 156, I, II e III comma del codice civile.
Il giudice potrebbe assegnare l'abitazione familiare a tua moglie e a tuo figlio e tu potresti essere obbligato a lasciare la casa di tua proprietà, nell'interesse della famiglia.
Come puoi notare le differenze tra la famiglia di fatto tra conviventi e la famiglia fondata sul matrimonio, sono notevoli.
Ritengo sia utile pertanto, evidenziare i tratti fondamentali della convivenza more uxorio, così come delineati dal legislatore e dalla più recente giurisprudenza.

Con il termine famiglia di fatto (anche definita convivenza "more uxorio") si indica genericamente l'unione stabile e la comunione di vita spirituale e materiale tra due persone, non fondata sul matrimonio.

Benché in ambito sociale il fenomeno abbia assunto indubbia rilevanza, ad oggi, l'ordinamento giuridico riconosce concretamente e tutela solamente la famiglia legittima, quella cioè fondata sul matrimonio contratto secondo le leggi civili.

La famiglia di fatto si contraddistingue per il carattere di stabilità che nasce come espressione della libera scelta del singolo individuo di non costituire un vincolo formale, ma di fondare il rapporto solo sul sentimento di affetto e di amore.

Elementi essenziali della convivenza "more uxorio" sono:

* la comunità di vita;
* la stabilità temporale;
* l'assenza del legame giuridico del matrimonio.

Attualmente la famiglia di fatto è prima di tutto nucleo familiare, portatore di valori di solidarietà e sostegno reciproco.
La convivenza "more uxorio" è come istituzione sociale tutelata in primo luogo dal dettato dell'art. 2 della Costituzione.
A livello di legislazione ordinaria e speciale sono stati attribuiti degli effetti giuridici alla convivenza more uxorio, ma solo relativamente ad alcuni ambiti circoscritti.

Le fonti di diritto interessate sono le seguenti:

* D.L. n. 1726 del 27.10.1918: è possibile ottenere la corresponsione della pensione di guerra, in presenza di specifici requisiti, per la vedova, la promessa sposa, la convivente more uxorio;
* art. 6 L. n. 356 del 13.03.1958: è riconosciuta assistenza, per i figli naturali non riconosciuti dal padre caduto in guerra, quando questo e la madre abbiano convissuto "more uxorio", nel periodo del concepimento;
* art. 2 D.p.r. n. 136 del 31.01.1958: considera famiglia anagrafica non solo quella fondata sul matrimonio e legata da rapporti di parentela, affinità, affiliazione ed adozione ma, ogni altro nucleo che si fonda su legami affettivi, caratterizzato dalla convivenza e dalla comunione di tutto o parte del reddito dei componenti per soddisfare le esigenze comuni, quindi anche la famiglia di fatto;
* art. 1 L. n. 405/1975 (istitutiva dei consultori familiari): ricomprende tra gli aventi diritto alle prestazioni assistenziali anche le "coppie";
* art. 30 L. n. 354/1975 (Riforma dell'ordinamento penitenziario): attribuisce un permesso al condannato, in caso di imminente pericolo di vita di un familiare, indicando anche il convivente;
* art. 5 L. n. 194/1978 (interruzione di gravidanza): permette la partecipazione al procedimento di chi è indicato "padre del concepito", quindi anche in presenza di convivenza more uxorio;
* art. 44 L. n. 184/1983: permette in alcuni casi, l'adozione a chi non è coniugato, concessione attribuita quindi, anche alla famiglia di fatto;
* art. 17 L. n. 179/1992: permette la sostituzione, al socio assegnatario defunto del convivente, purché documenti lo stato di convivenza da almeno due anni dal decesso.
Il "menage" non fondato sul matrimonio come nasce così può cessare, diversamente per la famiglia legittima ove specifiche norme e leggi speciali regolamentano l'istituto della separazione e del divorzio.

Al momento dello scioglimento della convivenza possono sorgere problemi relativamente a:

1. abitazione familiare;
2. contratto di locazione;
3. acquisti compiuti durante la convivenza;
4. assegno di mantenimento;
5. elargizioni effettuate da uno dei conviventi a favore dell'altro;
6. rapporto di lavoro nell'impresa familiare;
7. assegnazione in tema di edilizia economica popolare;
8. diritti successori;
9. Altri effetti patrimoniali.

1) Abitazione familiare e sua assegnazione

Dapprima, il convivente non proprietario dell'immobile o non titolare di un diritto di godimento sull'abitazione era equiparato ad un ospite e non poteva quindi far valere nessun tipo di pretesa.
Oggi, invece, è riconosciuto un "diritto di possesso" in capo al convivente che fosse stato allontanato dall'abitazione familiare e da far valere mediante le vie legali, salvo la prova contraria dell'ex patner volta a dimostrare il diritto di proprietà. Il partner proprietario potrà agire per far valere i suoi legittimi diritti. la Corte Costituzionale (sentenza n. 166/1998) ha stabilito che in presenza di figli la casa familiare, indipendentemente da chi sia il titolare del diritto di proprietà, debba essere assegnata al genitore affidatario. Ciò non costituisce un riconoscimento della famiglia di fatto, poiché la decisione della Corte è stata presa al solo fine di tutelare gli interessi primari della prole.

2) Rapporto di locazione

Dopo un lungo cammino, la Corte Costituzionale (sentenza n. 404/1988) ha riconosciuto al convivente more uxorio il diritto di succedere nel contratto di locazione non solo in caso di morte del compagno conduttore dell'immobile, ma anche quando questo si sia allontanato dall'abitazione per cessazione del rapporto di convivenza, in presenza di prole naturale. Ciò sempre per salvaguardare il diritto inviolabile all'alloggio e l'interesse primario dei figli.

3) Acquisti compiuti durante la convivenza

Non esiste il regime di comunione legale tra conviventi.
Chi ha compiuto l'acquisto è proprietario del bene, salvo la possibilità per il compagno di proporre azione di indebito arricchimento, qualora dimostri che nell'acquisto è compresa una propria partecipazione materiale o morale.

4) Assegno di mantenimento

Non esiste alcun obbligo di versamento relativamente all'assegno di mantenimento poichè manca il presupposto di legge e cioè una convivenza fondata sul matrimonio.

5) Elargizioni compiute da uno dei conviventi in favore dell'altro

Le elargizioni in denaro o diversamente compiute da uno dei conviventi a favore dell'altro sfuggono alla disciplina regolamentata per la famiglia legittima. Normalmente sono ritenute obbligazioni naturali, quindi, nel momento in cui vengono compiute, non possono più essere richieste da chi le ha effettuate. A volte, le elargizioni sono invece considerate donazioni.

6) Rapporto di lavoro nell'impresa familiare

Una volta era esclusa la remunerazione del familiare per la prestazione resa nell'impresa familiare in ragione di una presunzione di gratuità che nasceva dal vincolo affettivo. Successivamente, l'introduzione dell'art. 230 bis c.c. ha eliminato il principio di gratuità. Ma l'articolo suddetto può essere utilizzato a favore del convivente solo se sussiste la prova di un preesistente rapporto di lavoro e la prova del carattere di continuità della prestazione eseguita dallo stesso;

7) Assegnazione dell'alloggi popolare

È riconosciuto al convivente il diritto ad ottenere l'assegnazione dell'alloggio popolare qualora egli appartenga al nucleo familiare. Lo ha stabilito la Corte Costituzionale con la sentenza n. 559/1989.

8) Diritti successori

Non sussistendo lo status giuridico di coniuge, il convivente more uxorio potrà ottenere una quota dell'eredità solo mediante un lascito effettuato dal defunto mediante testamento, lascito che non dovrà comunque ledere la porzione che, per legge, spetta a determinati soggetti (come ad esempio ai figli).

9) Altri effetti patrimoniali

I rapporti di convivenza more uxorio possono produrre effetti e conseguenze patrimoniali, anche nei confronti dei terzi, nei seguenti casi:

* SEPARAZIONE O DIVORZIO PREGRESSO DI UNO DEI CONVIVENTI: A) nel caso in cui vi sia una persona separata o divorziata, obbligata a prestare l'assegno di mantenimento o quello divorzile che abbia iniziato una nuova convivenza. Per la determinazione dell'assegno deve essere considerata la costituzione del nuovo nucleo familiare; B) nel caso di persona separata o divorziata che percepisce l'assegno di mantenimento o quello divorzile: per la determinazione dell'assegno deve essere considerata la costituzione del nuovo nucleo familiare:
* RISARCIMENTO DEL DANNO PER MORTE DEL CONVIVENTE PER FATTO ILLECITO DI TERZO: è ammessa la risarcibilità del danno morale e di quello patrimoniale nel caso in cui sia data prova del venir meno dell'apporto economico da lui offerto in vita (Corte Costituzionale, sent. n. 2988/1994).
* ASSICURAZIONE OBBLIGATORIA: il convivente more uxorio, ad oggi, è escluso dai benefici contrattuali;
* TUTELA DELLE LAVORATRICI MADRI E SUSSIDI DELLE MADRI DISOCCUPATE: le agevolazioni previste dalle amministrazioni locali, possono essere utilizzate anche dalle conviventi more uxorio;
* MATERIA TRIBUTARIA: il convivente more uxorio è responsabile in solido per il pagamento delle imposte che il compagno deve al fisco.
Cordiali saluti.

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