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Diritto privato - Dichiarazione giudiziale di paternità e maternità e legittimazione passiva.





Nel 1995 sono rimasta vedova con un bambino di tre anni, oggi maggiorenne.
Ho ereditato il bilocale di abitazione, una polizza assicurativa ed un modesto vitalizio per me ed il bambino riveniente dal lavoro effettuato in Svizzera di mio marito, AVS e secondo pilastro.
Si fa viva ora, dopo quindici anni, per ora senza pretese, una presunta figlia naturale di lui, di cui lui non era a conoscenza per ammissione della stessa, che però aveva scritto a mia suocera della sua esistenza tempo addietro, cosa che mi era stata del tutto nascosta)che ha 22 anni.
Non siamo affatto facoltosi, nè ho un marito o compagno convivente. Come mi devo comportare se la ragazza richiede un esame del DNA? In caso di riconoscimento della paternità, a cosa ha diritto la ragazza?
L'appartamento è affittato da svariati anni, l'effetto del riconoscimento è retroattivo sulla rendita dell'eredità (affitto, pensione, assicurazione?
La ringrazio cordialmente.



RISPOSTA



La presunta figlia ha diritto di presentare ricorso al Tribunale, ai sensi dell'articolo 269 del codice civile:

Art. 269. Dichiarazione giudiziale di paternità e maternità.
La paternità e la maternità naturale possono essere giudizialmente dichiarate nei casi in cui il riconoscimento è ammesso.
La prova della paternità e della maternità può essere data con ogni mezzo.
La maternità è dimostrata provando la identità di colui che si pretende essere figlio e di colui che fu partorito dalla donna, la quale si assume essere madre.
La sola dichiarazione della madre e la sola esistenza di rapporti tra la madre e il preteso padre all'epoca del concepimento non costituiscono prova della paternità naturale.


Art. 276. Legittimazione passiva.
La domanda per la dichiarazione di paternità o di maternità naturale deve essere proposta nei confronti del presunto genitore o, in mancanza di lui, nei confronti dei suoi eredi.
Alla domanda può contraddire chiunque vi abbia interesse.

Se la ragazza dovesse risultare figlia di tuo marito, ella avrà diritto alla quota di eredità pari a 1/3 dell'asse ereditario del coniuge defunto.
Avrebbe diritto a 1/3 dell'immobile, del denaro, della polizza, insomma 1/3 dei cespiti che hai ereditato da tuo marito. Gli eredi infatti sarebbero tre: moglie e due figli.
Siamo a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Cordiali saluti.

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