Assegno scoperto, protesto, iscrizione Centrale di Allarme Interbancaria





Buongiorno, ho venduto casa circa due mesi fa e ho dovuto fare tre  assegni postali uno al notaio per pagare le tasse prima casa.
Uno  all'amministratore e l'altro all'acquirente. Purtroppo per affrontare  degli impegni già presi non ho potuto pagare le somme e gli assegno  sono stati protestati. Ora ho tempo fino al 24 giugno a pagare con  l'aumento del 10%. Purtroppo non potrò pagare e vorrei conoscere le  conseguenza alle quali andrò incontro oltre all'iscrizione al CRIF.  
Vorrei sapere se ci saranno conseguenze penali e comunque quali  saranno i passi successivi. Io sono impiegata statale e non ho mai  avuto nessun tipo di problema con la giustizia. Cordiali saluti



RISPOSTA



Nessuna conseguenza di natura penale. Siamo al di fuori dell'ambito penalistico, si tratta infatti dell'inadempimento del debitore, una fattispecie dalle conseguenze giuridiche civilistiche ed amministrative … non penali !!!
A seguito del protesto relativo all'assegno, la banca presenterà una specifica dichiarazione in Camera di Commercio: la banca comunicherà il protesto ed il nominativo del titolare del conto corrente sarà inserito nell’apposito elenco dei “protestati”.
Ci sarà ovviamente l’iscrizione presso la CAI, ossia la Centrale di Allarme Interbancaria.
1. Ad assegno non pagato per mancanza di copertura, al soggetto che ha emesso il titolo è segnalato (telegramma o raccomandata), con preavviso di revoca a 60 giorni (per il pagamento), l’avvio della procedura del protesto.
2. Se il soggetto copre l’assegno entro questi 60 giorni (pagamento tardivo), dovrà versare anche i cosiddetti interessi legali, le spese di protesto e una penale di circa il 10% dell’importo dell’assegno.
3. Se il pagamento non viene effettuato neanche entro i 60 giorni, il soggetto è inserito presso l’elenco Protestati del CAI dove rimarrà anche dopo l’eventuale pagamento della somma specificata nell’assegno (con tutte le gravi conseguenze collegate), salvo non ottenga la riabilitazione.

L’iscrizione nell’archivio CAI determina la revoca di ogni autorizzazione ad emettere assegni per un periodo di sei mesi dalla segnalazione del nominativo. Durante tale lasso di tempo è vietato a qualunque banca o ufficio postale di stipulare nuove convenzioni di assegno con il traente e di pagare i titoli tratti dal medesimo dopo l’iscrizione in archivio, anche se emessi nei limiti di provvista. A seguito di tale iscrizione inoltre, le banche non ti concederanno alcuna forma di finanziamento (fino alla tua riabilitazione).

Cosa faranno invece i tuoi creditori per soddisfare il loro credito ???

Pignoreranno il quinto del tuo stipendio-pensione, oltre che procedere con il pignoramento dei beni presenti in casa, ai sensi dell'articolo 513 del codice di procedura civile.
L'articolo 514 del codice di procedura civile elenca invece i beni che non possono essere pignorati.

Art. 513. Ricerca delle cose da pignorare 

L'ufficiale giudiziario, munito del titolo esecutivo e del precetto, puo' ricercare le cose da pignorare nella casa del debitore e negli altri luoghi a lui appartenenti. Puo' anche ricercarle sulla persona del debitore, osservando le opportune cautele per rispettarne il decoro. 
Quando e' necessario aprire porte, ripostigli o recipienti, vincere la resistenza opposta dal debitore o da terzi, oppure allontanare persone che disturbano l'esecuzione del pignoramento, l'ufficiale giudiziario provvede secondo le circostanze, richiedendo, quando occorre, l'assistenza della forza pubblica.  Il presidente del tribunale o un giudice da lui delegato, su ricorso del creditore, puo' autorizzare con decreto l'ufficiale giudiziario a pignorare cose determinate che non si trovano in luoghi appartenenti al debitore, ma delle quali egli puo' direttamente disporre. 
In ogni caso l'ufficiale giudiziario puo' sottoporre a pignoramento, secondo le norme della presente sezione, le cose del debitore che il terzo possessore consente di esibirgli.

Art. 514. Cose mobili assolutamente impignorabili 

Oltre alle cose dichiarate impignorabili da speciali disposizioni di legge, non si possono pignorare: 
1 le cose sacre e quelle che servono all'esercizio del culto; 
2 l'anello nuziale, i vestiti, la biancheria, i letti, i tavoli per la consumazione dei pasti con le relative sedie, gli armadi guardaroba, i cassettoni, il frigorifero, le stufe ed i fornelli di cucina anche se a gas o elettrici, la lavatrice, gli utensili di casa e di cucina unitamente ad un mobile idoneo a contenerli, in quanto indispensabili al debitore ed alle persone della sua famiglia con lui conviventi; sono tuttavia esclusi i mobili, meno i letti, di rilevante valore economico, anche per accertato pregio artistico o di antiquariato; 
3 i commestibili e i combustibili necessari per un mese al mantenimento del debitore e delle altre persone indicate nel numero precedente; 
4 Abrogato
5 le armi e gli oggetti che il debitore ha l'obbligo di conservare per l'adempimento di un pubblico servizio; 
6 le decorazioni al valore, le lettere, i registri e in generale gli scritti di famiglia, nonche' i manoscritti, salvo che formino parte di una collezione. 

Immagino che tu non abbia immobili intestati, quindi non ci sarà alcun pignoramento immobiliare.

A disposizione per tutti i chiarimenti del caso.

Cordiali saluti.

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