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Obbligo di repechage datore di lavoro





Salve, sono dipendente a tempo indeterminato presso una società municipalizzata, a inizio 2012 a seguito di inidoneità sono stata adibita alla mansione di impiegata amministrativa in altro settore produttivo totalmente diverso dal settore di provenienza per il quale sono stata assunta e per il quale viene applicato un diverso tipo di contratto, nonostante ciò mi viene conservato lo stesso livello stessa qualifica e stesso inquadramento contrattuale di sempre. Mi chiedo cosa prevede in questo caso il diritto del lavoro.



RISPOSTA



In questi casi, il diritto del lavoro fa riferimento all'obbligo di repechage alla luce dei principi contenuti nell’'art. 2087 del codice civile.

Ecco cosa hanno previsto i giudici della cassazione sezione lavoro con sentenza del 5 agosto 200 n. 10339:
“in concreto, accertata l'’inidoneità psicofisica del lavoratore, il datore deve (in adempimento agli obblighi di cooperazione)“ predisporre gli strumenti materiali necessari all'’esecuzione del lavoro, ma anche utilizzare appieno le capacità lavorative del dipendente nei limiti dell'’oggetto del contratto ossia nei già detti limiti posti dall’'art. 2103 del codice civile; quindi assegnare, sempre che questo non comporti uno sconvolgimento rilevante nell’'organizzazione dell'’impresa, mansioni compatibili con il nuovo stato di salute del prestatore: mansioni che possono essere equivalenti o inferiori, qualora il lavoratore anche tacitamente dimostri di volerle accettare al fine di conservare il proprio posto di lavoro. L’'assegnazione di mansioni diverse, equivalenti o meno, non costituisce una deroga all’'art. 2103 del codice civile, bensì rappresenta un adeguamento del rapporto contrattuale alle effettive capacità lavorative del prestatore”.

I giudici esprimono il seguente concetto:

premesso che ai sensi dell'articolo 2103 del codice civile, il dipendente deve essere adibito alle mansioni per cui è stato assunto, nel caso di inidoneità psicofisica del dipendente, onde evitare il licenziamento per giustificato motivo oggettivo, il datore di lavoro, con il consenso del dipendente, ha l'obbligo di trovare una differente sistemazione al lavoratore, attribuendogli mansioni compatibili con il suo stato di salute, ai sensi dell'articolo 2087 del codice civile.

Art. 2087 del codice civile. Tutela delle condizioni di lavoro. 
L'imprenditore è tenuto ad adottare nell'esercizio dell'impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l'esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l'integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro.

Ovviamente, con il consenso del dipendente che intende evitare appunto il licenziamento, il profilo giuridico ed economico del lavoratore, deve essere aggiornato, dal datore di lavoro, in ragione della nuove mansioni svolte, a maggior ragione se l'inidoneità alle mansioni precedenti ha carattere definitivo, come da accertamento del medico del lavoro aziendale.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

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