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Cauzione trattenuta?



Pierluigi da Lecce:

Mi trovo attualmente in Germania per lavoro, da un mese, ed ho un problema con la persona che mi ha dato in affitto la camera. Ho pagato 250 euro come cauzione, e la signora non ritiene opportuno ridarmele indietro, adducendo come motivazione il fatto che io voglia lasciare la stanza prima del termine stabilito. La situazione nello specifico é la seguente: 1) non esiste accordo scritto tra noi, ma solo verbale, con cui stabilimmo un periodo di affitto per 3 mesi (salvo proroga) 2)tuttavia come prova ho una registrazione (fatta di nascosto) con cui lei conferma i termini dell'accordo verbale. 3) La signora non é proprietaria, ma locataria dell'appartamento in questione. 4)Non mi é stata rilasciata alcuna RICEVUTA di pagamento (scritta) dei vari pagamenti che ho fatto. (Anche se ho le relative registrazioni ambientali) 5)Non sono stati causati danni di nessun tipo ne all'appartamento né alle sue pertinenze. Come posso risolvere la questione,ed avere i miei soldi indietro, considerando soprattutto il fatto che siamo di fronte ad un contratto meramente verbale intercorso tra due cittadini italiani (la Signora ha cittadinanza Italiana), pero' concluso in Germania?

 

avvocato gratis

Senza un contratto per iscritto e senza alcuna ricevuta che provi il pagamento della cauzione è molto difficile ottenere la somma che hai richiesto e che ti è stata negata. Le intercettazioni legali non possono essere utilizzate in un processo civile ma possono essere una prova molto importante per denunciare la signora per truffa sia in Italia che in Germania. Il consiglio che ti posso dare è il seguente: recati dalla signora e dille con fermezza e con tono deciso che hai delle intercettazioni ambientali che provano il versamento della cauzione e che hai intenzione di denunciarla per truffa e di segnalarla alla Guardia di Finanza e all'Agenzia delle Entrate, sia in Italia che in Germania. Sono sicuro che ti restituirà la somma chiedendoti scusa. Mi raccomando: rivolgiti a lei con fermezza. Non ti conviene andare da un avvocato per una cifra così bassa è antieconomico. Le possibilità di vincere la causa sono molto basse: la signora dovrebbe confessare di aver preso i soldi davanti all'autorità giudiziaria e non penso che lo farà facilmente.


 

Testamento annullabile. Quota di legittima spettante al figlio



Paolo da Milano:

Mio padre è deceduto ed ha disposto con testamento, che tutti i suoi beni fossero assegnati per intero a sua moglie.

Mi chiedo se la legge possa permettere questo.

 

avvocato gratis

In quanto figlio, ha diritto alla quota di legittima, pertanto il testamento è annullabile giudizialmente, in quanto vi è un erede legittimario pretermesso. Nel caso in cui sia l’unico figlio, le spetta una quota di legittima pari ad un terzo dell’intero asse ereditario, ai sensi dell’articolo 542 I comma, del codice civile.La stessa quota spetta al coniuge del “de cuius”, mentre, il restante terzo è la quota disponibile.Relativamente ad essa, colui che fa testamento, può disporre come meglio crede.

 

Tradimento della moglie, separazione addebitabile al comportamento infedele



Anonimo da Padova:

Sono intenzionato a chiedere la separazione giudiziale da mia moglie perché ho scoperto che mi tradiva da più di un anno con un altro uomo.

A seguito della separazione, sarò tenuto a corrisponderle l’assegno di mantenimento, anche se la colpa della separazione è sua, perché non mi è stata fedele.

Preciso che mia moglie è una casalinga e non percepisce alcun reddito, mentre io sono un impiegato di banca; non abbiamo figli.

 

avvocato gratis

Se in giudizio riuscirà a provare che la separazione è addebitabile al comportamento infedele di sua moglie, ella non avrà diritto all’assegno di mantenimento.Tuttavia, ai sensi dell’articolo 156 III comma, resterà fermo, a suo carico, l’obbligo di prestarle gli alimenti. Sicuramente è meno oneroso per il coniuge, somministrare gli alimenti, ai sensi degli articoli 433 del codice civile e seguenti, rispetto all’entità dell’assegno di mantenimento.

 

Danni cagionati da animali, responsabilità del proprietario



Antonio dalla prov. di Bologna:

Il mio cane, dopo essere fuggito dal recinto di casa, ha ucciso due agnelli del mio vicino che, in seguito all’accaduto, si è recato da un avvocato per chiedermi i danni.

Penso di non avere nessuna colpa per quanto è successo, in quanto il cane si è comportato così a causa delle scosse di terremoto che hanno colpito l’Emilia ed il Nord Italia il mese scorso.

Sono state proprio le scosse infatti, ad aprire un varco nel recinto ed a permettere al cane di fuggire spaventato.

Il mio avvocato sostiene che la richiesta del mio vicino sia assurda, in quanto il mio comportamento è esente da ogni colpa.

Vorrei un suo parere in merito.

 

avvocato gratis

Il suo caso è disciplinato dall’articolo 2052 del codice civile che prevede la responsabilità del proprietario per i danni cagionati dagli animali che sono sotto la sua custodia.Il proprietario, per non rispondere dei danni, deve provare che gli stessi si sono verificati a seguito di un caso fortuito, dandone una prova in giudizio. Le scosse di terremoto possono essere considerate un caso fortuito, ai sensi della citata norma; si tratta infatti, di circostanze straordinarie ed imprevedibili.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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