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Paola da Lecce:

Nel novembre 2008 (data del rogito notarile)sono diventata proprietaria un appartamento al primo piano di un condominio di 6 piani,e al quarto piano dello stesso palazzo io vivo con i miei genitori. Nel 2006 sono state deliberate dall'assemblea del condominio le spese per il rifacimento delle due facciate del palazzo. Posso richiedere il pagamento delle suddette spese al precedente proprietario, non essendo ancora trascorsi i due anni di prescrizione? Grazie, cordiali saluti, Paola.

 

avvocato gratis

Sì, hai sicuramente diritto a chiedere, con atto di citazione, la quota di spese sostenute per il rifacimento della facciata, in quanto non sono di tua competenza ma riguardano il precedente proprietario. Controlla però che nel contratto di compravendita dell’immobile non ci siano esplicite clausole speciali che possano escludere la tua domanda giudiziaria nei confronti dei precedenti proprietari.


 


 

Michele da Bari:

Buongiorno, ho diversi quesiti da porvi. prima però un'introduzione sulla mia situazione. DA APRILE 2007 FINO AD APRILE 2008 SONO STATO SOTTO CONTRATTO (CO.CO.CO.) CON IL MINISTERO DEL COMMERCIO INTERNAZIONALE. NEL PERIODO IN QUESTIONE HO FORNITO LA MIA CONSULENZA AD UNO SPRTELLO REGIONALE DELLA MIA REGIONE, PER AZIONI DI ASSISTENZA TECNICA ALLE IMPRESE LOCALI. DA APRILE 2008 IL MIO CONTRATTO E' PASSATO SOTTO LA COMPETENZA DI UNA SOCIETA' A CAPITALE INTERAMENTE PUBBLICO (DELLA REGIONE) PER LA QUALE HO SVOLTO LO STESSO TIPO DI ATTIVITA' E SOPRATTUTTO NELLO STESSO LUOGO LAVORATIVO FINO AL 31/12/2008. DA GENNAIO DI QUEST'ANNO, NONOSTANTE IL CONTRATTO SCADUTO, STO CONTINUANDO A VENIRE QUI IN UFFICIO IN ATTESA DEL RINNOVO CHE AD OGGI (E CREDO ANCORA PER UN PO'...TRA POCO VI DICO I MOTIVI....) NON E' STATO ANCORA DATO MA CHE CI E' STATO PROMESSO PIU' VOLTE ANCHE PER LE ATTIVITA' DA SVOLGERE IN QUESTO 2009. LA MIA PRESTAZIONE LAVORATIVA E' ABBONDANTEMENTE DOCUMENTABILE. NEL FRATTEMPO LA SOCIETA' CON CUI HO STIPULATO IL CONTRATTO HA CREATO UN NUOVO SOGGETTO A CAPITALE INTERAMENTE PUBBLICO CHE SI E' DI FATTO COSTITUITO IL 1 GENNAIO 2009, ANCHE SE LA FUSIONE E' STATA DECISA NEGLI ULTIMI MESI DEL 2008, E HA EFFETTUATO LA PRIMA RIUNIONE DEL CDA IL 12 GENNAIO. ORA, VUOI PER MOTIVI POLITICI (LE PROSSIME ELEZIONI) VUOI PER PROBLEMI PIU' IMPORTANTI INERENTI LA COSTITUZIONE DELLA NUOVA SOCIETA', DI RINNOVO CONTRATTUALE NON SE NE STA PARLANDO. LA DOMANDA E' LA SEGUENTE: E' EQUIPARABILE E IN QUALI CASI IL CO.CO.CO AL CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO E NEL CASO E' APPLICABILE QUELLO CHE HO TROVATO SCRITTO SU DI UN ARTICOLO E CHE QUI RIPORTO? Prosecuzione oltre la data di scadenza Se l'attività lavorativa prosegue oltre la data di scadenza del contratto per un periodo di 20 giorni (o 30 per contratti di durata pari o superiore a sei mesi) il datore di lavoro deve pagare al lavoratore una maggiorazione retributiva del 20% fino al decimo giorno e una maggiorazione del 40% per ciascuno dei seguenti giorni. Alla scadenza del ventesimo giorno il rapporto di lavoro si trasforma in un contratto a tempo indeterminato. RESTO IN ATTESA DI UN RISCONTRO.

 

avvocato gratis

La tua questione è piuttosto frequente in giurisprudenza. Nella maggior parte dei casi però, i giudici non hanno parificato il contratto di collaborazione coordinata e continuativa ad altri tipi di contratti di lavoro come quello a tempo determinato. Nel contratto co.co.co. manca quel vincolo di subordinazione che invece caratterizza il lavoro subordinato, in quanto il collaboratore mantiene una sua autonomia nella gestione dei tempi e delle risorse e non è incardinato nel “meccanismo aziendale” come altri tipi di lavoratori. Tuttavia se dalla documentazione in tuo possesso risulta che la tua prestazione lavorativa era nella sostanza di tipo subordinato (avevi degli orari di lavoro da rispettare, lavoravi alle dirette dipendenze di un datore di lavoro, non ti era stato assegnato un preciso progetto da realizzare ma semplicemente mettevi a disposizione la tua attività per le più varie esigenze del tuo datore di lavoro) e non una semplice collaborazione coordinata e continuativa per la realizzazione di uno specifico progetto, avrai delle possibilità di successo in un eventuale e futuro contenzioso. Ti conviene rivolgerti al tuo sindacato per proporre ricorso al Tribunale del Lavoro. I sindacati in genere, non si fanno mai pagare in anticipo dai lavoratori, per ricorrere in sede contenziosa.


 


 

Olga dalla Germania:

Vorrei fare causa al mio dentista che ha rovinato un dente buono per poter fare uscire il dente da latte (dente che non uscirá mai piú perché 37enne). Risultato io con due denti in meno e tra l´altro mi aveva detto che metteva un apparecchio e non rinpicciolire il dente accanto per fare un ponte. Io me ne sono accorta solamente quando sono arrivata a casa. Io vivo a Berlino e cerco un avv. che parli l´italiano.

 

avvocato gratis

Hai diritto a citare in giudizio il tuo dentista che è responsabile nei tuoi confronti, sia da un punto di vista contrattuale, in quanto si è reso inadempiente operando senza la dovuta diligenza, con un comportamento colposo, sia da un punto di vista extra-contrattuale in quanto ha cagionato al suo paziente un danno ingiusto, recandogli sofferenze, danneggiando la funzionalità di un apparato del corpo umano e ledendo il normale svolgimento della vita di relazione. Il risarcimento può essere chiesto pertanto, anche per il danno biologico e per il danno esistenziale che sono una diretta conseguenza della condotta colposa del medico.

 

 


 

Mariella da Palermo:

Alla fine di un contenzioso condominiale,tutti i condomini sono stati condannati al risarcimento di circa 6450,00 cadauno per danni arrecati ai seminterrati di un altro condomino.Riscontro che nella ripartizione dei millesimi non sono stati inclusi quelli del condomino danneggiato.Pertanto vi domando se è legale tale ripartizione e se nonostante ciò devo pagare alla scadenza del precetto.Grazie

 

avvocato gratis

La tua lettera è incompleta in quanto non riporta alcuni particolari essenziali per la soluzione del caso. Tuttavia se ti è stato notificato un precetto significa che vi è un titolo esecutivo passato in giudicato (sentenza definitiva, decreto ingiuntivo nei confronti del quale non è stata fatta opposizione …) e che quindi la vicenda del risarcimento e delle relative quote millesimali è diventata immodificabile. Hai sicuramente tutte le ragioni del mondo ma non sei stata consigliata nella maniera più opportuna dal tuo avvocato sui tempi del processo. Le tue eccezioni, in sede di opposizione al precetto, non possono essere più considerate.


 

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