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Paolo dalla Polonia:

Salve. Il mio problema è il seguente: Per motivi di lavoro mi trovo in Polonia. Un paio di settimane fa, dopo aver visionato un appartamento (vuoto, da riempire con mobilia e accessori), decido con la mia ragazza di firmare il contratto per l'affitto del locale. Il contratto, tra le altre cose, riporta i seguenti punti: - Mensilità da pagare - Caparra da versare all'atto della firma - Lista (pagina vuota a fine contratto) della mobilia e accessori inclusi nella casa - Clausola riporante che se lasciamo la casa prima di 6 mesi, la caparra viene persa. La mensilità riportata nel contratto è di 1500zloty, ma dovevamo pagarne 2400 (900 in nero). La caparra, "stranamente" è infatti di 2400zloty. Tale caparra non è stata pagata al momento della firma del contratto poiché abbiamo chiesto di posticipare il pagamento di qualche giorno. Richiesta accolta dal padrone di casa. In ogni caso, abbiamo firmato il contratto fidandoci delle parole del padrone di casa che ci aveva promesso che avrebbe messo in casa solo roba di alta qualità e nuova. Purtroppo, lo stesso giorno (a contratto già firmato), dopo che erano state portate alcune cose nella casa, ci siamo resi conto che alcune di queste erano usate ed usurate. Cosa totalmente inaccettabile. Per questa motivazione abbiamo deciso di rescindere dal contratto il giorno successivo alla firma. Abbiamo quindi avvisato il padrone di casa che ha acconsentito e ci ha chiesto semplicemente di riconsegnare le chiavi (noi non siamo MAI entrati in casa). Dopo qualche giorno però ci chiama dicendo che vuole la caparra, altrimenti ci farà causa. C'è da aggiungere che dopo il nostro rifiuto io e la mia ragazza siamo stati vittima di una serie infinita di offese e calunnie da parte del padrone di casa. In ogni caso abbiamo poi firmato un documento in cui affermiamo di rescindere dal contratto e di non aver versato la caparra. Ora mi chiedo, è giusto che dobbiamo versargli la cappara? Se ci farà causa, vincerà? Possiamo intentare un processo civile per le offese e calunnie di cui siamo vittima? C'è inoltre da notare che il contratto è interamente in lingua polacca e ho dovuto comunque firmare nonostante non capissi nulla di quello che c'era scritto. (la mia ragazza ha tradotto per me) Questo contratto è valido per me, cittadino italiano? Se vuole farmi causa, qual'è l'iter che deve percorrere? Grazie mille per l'aiuto.

 

avvocato gratis

Il contratto che hai firmato è valido, tuttavia non è questa la questione principale. Dalle clausole contrattuali che mi hai detto, il proprietario di casa non ha alcun titolo per chiedere la caparra. Le parti hanno receduto dal contratto per mutuo consenso, quindi quel contratto non ha più efficacia né tra le parti, né nei confronti dei terzi. Il proprietario avrebbe potuto ritenere la caparra, se tu avessi lasciato l’appartamento, prima dei sei mesi dalla firma del contatto e cioè, in caso di recesso unilaterale e non bilaterale. Da quello che mi scrivi, il proprietario ha acconsentito allo scioglimento del contratto (quindi, si tratta di un recesso bilaterale), chiedendovi semplicemente le chiavi, senza sollevare alcuna eccezione. Ti dirò di più: il proprietario si è dimostrato inadempiente nei tuoi confronti, mettendo a disposizione dei suoi inquilini dei mobili scadenti. Anche se nel contratto non è scritto nulla, il proprietario deve mettere a disposizione dei suoi inquilini un arredamento dignitoso, almeno di media qualità. Non solo non ha diritto alla caparra, ma deve risarcire i danni che hai subito a seguito del suo comportamento inadempiente (ad esempio le spese sostenute nel corso della trattativa contrattuale), delle offese e calunnie con cui ha leso la vostra reputazione.

 

 


 

Angelo da Firenze:

SALVE,IL MESE DI SETTEMBRE LA MIA RAGAZZA HA STIPULATO UN CONTRATTO DI AFFITTO DELLA DURATA DI UN ANNO VERSANDO UNA MENSILITà COME CAPARRA. DOPO CIRCA 2 MESI LE VENIVA ASSEGNATO L'ALLOGGIO DELLO STUDENTE. PULTROPPO DATO CHE CON IL PROPRIETARIO C'ERANO OTTIMI RAPPORTI NN ABBIAMO FATTO LA RACCOMANDATA MA LO ABBIAMO COMUNICATO VERBALMENTE DANDO COMUNQUE I TRE MESI DI PREAVVISO CHE PREVEDEVA IL CONTRATTO. ORA PASSATI 2 MESI DALLA RICONSEGNA DEI LOCALI, IL PROPRIETARIO CI HA MANDATO UNA LETTERA TRAMITE IL SUO LEGALE DOVE ATTESTA DI AVER SUBITO UN DANNO DA NOI E SI TRATTIENE QUASI L'INTERO IMPORTO DELLA CAPARRA ELENCANDO UNA SERIE DI DANNI CHE AVREMMO PROVACATO, ANCHE SE AL MOMENTO DELLA RICONSEGNA DEI LOCALI NON CI HA FATTO PRESENTE NULLA. DATO CHE SIAMO RAGAZZI E NON ABBIAMO SOLDI DA SPENDERE PER INTRAPRENDSRE UNA CAUSA LEGALE VOLEVO UN PARERE DA PARTE VOSTRA E MAGARI SAPERE SE C'è UN'ORGANO STATALE CHE SI OCCUPA GRATUITAMENTE DI TALI PROBLEMI. RINGRAZIANDOVI PER L'ATTENZIONE. CORDIALI SALUTI

 

avvocato gratis

I danni devono essere constatati, al momento della riconsegna dell’appartamento. Se un cittadino non ha la possibilità di sostenere gli oneri di un processo, poiché non percepisce alcun reddito e non ha dei beni immobili intestati, può avvalersi dell’istituto del patrocinio a spese dello Stato. In parole povere può rivolgersi ad un avvocato per la difesa in giudizio, senza sostenere le relative spese, presentando un’apposita istanza. Puoi rivolgerti al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati dell’Ufficio giudiziario competente. Per ulteriori chiarimenti puoi telefonare al “call-center giustizia” al numero verde 848 800 110. Fai attenzione però ad un particolare: se hai dato il preavviso verbalmente e sul contratto era scritto che il preavviso andava dato esclusivamente per iscritto, il proprietario potrebbe trattenere la caparra per mancato preavviso di rilascio e non avresti molte possibilità di successo in un eventuale e futuro contenzioso.

 

 


 

Arianna da Cagliari:

salve. mi chiamo arianna il mio compagno vorrebbe aviare una causa di separazione, sicome è in difficoltà economiche in assenza di lavoro e di un domicilio non addeguato. poichè vivi da frati.sapendo che è molto costoso, come potrebbe risolvere tutto gratiutamente?essendo forse consensuele. attendo con speranza una sua possibile risposta.le porgo i miei piu' distinti saluti...arianna.

 

avvocato gratis

Sicuramente la separazione consensuale comporta dei costi di molto inferiori rispetto al procedimento giudiziale. Se il tuo compagno percepisce dei redditi minimi e non ha dei beni immobili a lui intestati, può ricorrere però al patrocinio a spese dello Stato, in modo da avvalersi della difesa di un avvocato, senza sostenere i relativi costi. Devi rivolgerti al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati, presso l’Ufficio giudiziario competente. Ti allego tutte le informazioni necessarie al riguardo che ho reperito sul sito del Ministero della Giustizia, www.giustizia.it. Per ulteriori chiarimenti puoi telefonare al “call-center giustizia” al numero verde 848 800 110.

 

 


 

Andrea dalla Lombardia:

Buonasera, disperato vi sottopongo il mio caso per un vostro cortese parere. Nel 1998 ho acquistato un bar che ho mantenuto per 7 anni, pagando correttamente affitto e quant.altro. Nel 2005 ho ceduto l'attività ad un acquirente, avvisando preventivamente il proprietari dei muri sia con raccomandata R/R, sia fissando un incontro tra le parti per sottoporre la situazione. Tutto concordato, andati dal notaio fine. Senonchè nel 2007 mi viene notificato da un avvocato rappresentante il proprietari dell'immobile di cui sopra, un atto richiedente affitti insoluti dal mio acquirente pari a €. 10500,00 circa che avrei dovuto saldare io inquanto ancora intestatario del contratto di affitto dell'attività, questo a causa di un "piccolo dettaglio" che nella mia beata fiducia nel prossimo, non mi era stato detto: quando avvisi il proprietario dei muri che cedi l'attività, non basta che firmi la ricevuta di ritorno.. devi inviarti a sua volta una raccomandata di accettazione, altrimenti resti responsabile anche se chi ti subentra fa saltare in aria il locale! Nel frattempo ho saputo che il mio acquirente aveva ceduto il bar ad una seconda persona, la quale continuava la tradizione del non pagare....Disperato mi sono rivolto ad un legale..ma proprio oggi, mi si è presentato l'ufficiale giudiziario intimandomi il pagamento di quanto sopra oltre a tutte le spese legali e processuali entro e non oltre i dieci giorni, pena pignoramento della mia casa.. Domanda: a parte che la voglia di correttezza è morta e sepolta in me, così come la fiducia nella giustizia, è possibile che il padrone delle mura possa rovinarmi esistenza e reputazione impunemente, soprattutto visto che sono un piccolo imprenditore e queste cose intaccano sicuramente? E' possibile che il padrone delle mura abbia lasciato passare tanto tempo prima di comunicarmi che i "signori" non pagavano l'affitto? Posso chiedere danni morali e di salute causati dal loro scorrettissimo comportamento? Come recuperare questi soldi ingiustamente pagati? Vi prego..aiutatemi.. il mio avvocato sostiene che purtroppo hanno ragione, dovrò assolutamente pagare e poi fare rivalsa..ma quando rivedrò il tutto?..Vi ringrazio se vorrete aiutarmi a capire.. Cordialmente Andrea

 

avvocato gratis

Purtroppo per te, se si è già presentato l’ufficiale giudiziario, significa che è in atto una procedura esecutiva nei tuoi confronti, in base ad un titolo esecutivo che non può più essere contestato (sentenza passata in giudicato). Devi pertanto pagare l’importo di 10.500,00 euro al “proprietario delle mura” e nei suoi confronti non puoi agire in alcun modo, perché egli ha solamente esercitato il suo diritto di credito nei confronti di uno dei due debitori in solido (il cedente ed il cessionario dell’attività). Il proprietario delle mura aveva diritto di scegliere se richiedere il suddetto importo al cedente o al cessionario dell’attività e la sua scelta non può essere contestata. Ha perfettamente ragione il tuo avvocato: successivamente all’avvenuto pagamento, avrai diritto ad agire in rivalsa nei confronti del cessionario e di chiedergli eventuali ed ulteriori danni oltre agli interessi. Occorre iniziare un processo nei suoi confronti ed i tempi del procedimento sono quelli tipici della giustizia civile italiana; purtroppo noi cittadini non possiamo farci niente.

 

 

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