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Claudio da Carpi(MO):

spettabile avvocato,a me e successo che il mio datore di lavoro il 19/12/2008 ci ha fatto sapere che non ci pagava la tredicesima per problemi economici ed abbiamo dovuto continuare a lavorare,a tutto oggi ci sta facendo continuare a lavorare senza pagarci la tredicesima,stipendio di dicenbre e ora a detto che non ci paga neanche gennaio. da premettere che in azienda siamo 85 dipendenti e l'azienda il 22/12/2008 si e messa in liquidzione per fare il concordato preventivo per non fallire i sindacati ci dicono di avere pazienza se' vogliamo salvare l'azienda.la mia rabbia e che ci fa' lavorare per montare delle macchine per la lavorazione del legno e noi dobbiamo rimanere al nostro posto di lavoro senza essere pagati come possiamo fare per avere i nostri soldi che ci servono per vivere? e giusto che ci licenzia se' non andiamo a lavorare perche' non ci paga? non c'è una legge che ci tutela? la ringrazio per l' ttenzione e aspetto una sua risposta grazie

 

avvocato gratis

Per avere il suo stipendio dovrebbe rivolgersi ad un avvocato e procedere giudizialmente per soddisfare il suo diritto di credito ma se le casse dell’azienda sono vuote come dovrebbero essere in questo momento, comunque non riuscirebbe a soddisfare le sue legittime pretese economiche. La sua situazione, mi creda, è diffusa e riguarda tantissimi lavoratori in questo momento di crisi economica. Non andare a lavorare equivale ad essere licenziato, quindi deve fare una valutazione di opportunità: se ritiene che l’azienda possa riprendersi (quindi che l’istanza di concordato preventivo sia accolta) continui a lavorare e tenga presente che i lavoratori dipendenti hanno un credito privilegiato nei confronti del proprio datore di lavoro per cui, se l’istanza di concordato preventivo dovesse essere respinta e la società fosse dichiarata fallita, i suoi stipendi saranno pagati con precedenza rispetto agli altri crediti.

 

 

 

Saverio da Milano:

buongiorno,mio nipote (figlio di mia sorella)ha dichiarato fallimento,vorrei sapere gli eventuali coinvolgimenti per me e la mia famiglia: grazie

 

avvocato gratis

Non ci sarà nessun particolare coinvolgimento (a patto che la sua famiglia non abbia partecipato alla gestione dell’azienda dichiarata fallita).

 

 

 

Rosa da Napoli:

Ho lavorato per quattro anni, regolarmente inquadrata, presso un'agenzia di assicurazioni, ora l'agente ha revocato il suo mandato, leggendomi il contratto nazionale degli agenti è specificato che in fase di trapasso di agenzia i dipendenti vengono assunti da chi avrà acquisito il portafoglio dell'agente uscente. Vorrei sapere se l'agenzia ha l'obbligo di assumermi e in caso contrario cosa posso fare per tutelarmi? Devo rivolgermi alla Compagnia di Assicurazioni e cosa posso ottenere? Grazie mille Rosa

 

avvocato gratis

Ha l’obbligo di assumerla con precedenza rispetto ad altri lavoratori che non abbiano lavorato per la precedente Compagnia di assicurazioni. Inoltre la nuova Compagnia ha interesse ad avvalersi delle prestazioni del personale che, avendo già lavorato per la precedente Compagnia, ha acquisito delle capacità professionali sul campo. E’ chiaro che se il datore di lavoro non rispetta le leggi o la contrattazione collettiva bisogna fare ricorso al Tribunale/Giudice del lavoro.

 

 

 

Mirko

Nel 2003 mi sono sposato con rito cattolico. Nel 2006 io e mia moglie abbiamo chiesto ed ottenuto la separazione consensuale. Infine dopo due anni dalla separazione consensuale abbiamo ottenuto la "Dispensa del Matrimonio" dal tribunale della Sacra Rota. - Volevo sapere se a questo punto possiamo considereare definitivamente "nullo" il nostro matrimonio religioso anche dal punto di vista civile. Se no, come dobbiamo procedere in sede civile? - Inoltre volevo sapere se devo continuare a corrispondere l'assegno di mantenimento mensile stabilito dal giudice civile della causa di separazione. In caso affermativo come dovrei procedere per evitare di continuare a varsare il suddetto assegno? Cordialmente M.F.

 

avvocato gratis

Il Tribunale della Sacra Rota può concedere la dispensa (ad esempio per Matrimonio rato e non consumato) e può annullare il matrimonio nei casi previsti dal diritto canonico. Tuttavia le sentenze e gli atti giudiziari di uno Stato diverso da quello italiano (la Santa sede ed i suoi Tribunali non fanno parte dello Stato italiano), per avere efficacia in Italia, devono essere riconosciuti dalla Corte di Appello italiana competente, con un particolare procedimento in cui l’autorità giudiziaria italiana verifica che la decisione presa dal Tribunale straniero non sia in contrasto con i principi fondamentali dell’ordinamento interno. Si deve recare da un avvocato che le dirà se il suo provvedimento di dispensa può essere ratificato dall’ordinamento italiano. La Corte d’Appello si pronuncerà anche sull’obbligo di corrispondere l’assegno di mantenimento.

 

 

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