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Michele :

Volevo avere un parere in merito all’applicabilità dell’art.660 c.p. – molestie- in riferimento alla seguente condotta: da diverso tempo (più di 20 anni) mio padre, dell’età di 74 anni, e sua sorella(58 anni) non sono in accordo e non si parlano. In particolare la sorella gli ha promesso a suo tempo che non avrebbe fatto passare una vecchiaia tranquilla a mio padre. Mio padre abita in un paese di montagna abbastanza piccolo ove tutti si conoscono e la sua abitazione dita circa 100 metri in linea d’aria da quella di sua sorella che abita sulla stessa via. Nel corso di questi anni passati si è notato che persone con cui la sorella aveva rapporti frequenti, facevano successivamente notare ostilità nei confronti di mio padre, mia madre e di noi figli( siamo in due). Per esempio è accaduto più volte, di cui una circa 10 giorni fa, che se mio padre andava nel bosco a fare la legna da ardere poteva venire qualcuno amico della sorella ad importunarlo dicendogli che non la poteva fare, minacciandolo velatamente, ecc. anche se in realtà mio padre aveva tutti i titoli per farlo. Da alcuni tempi il figlio di sua sorella, che ha circa 23 anni, con il cane al seguito, spesso accompagnato anche dalla sua ragazza, pur potendo scegliere altre strade, percorre volutamente il tratto di strada pubblica antistante la nostra abitazione , e spesso (quasi giornalmente, a volte anche 2 volte al giorno) vi si trattiene per far urinare il proprio cane sulla siepe di nostra proprietà che separa appunto la nostra proprietà dal marciapiede. Il tutto viene fatto sorridendo a modo di derisione e come per dire “ tanto cosa mi puoi fare?” soprattutto se qualcuno della mia famiglia o io siamo all’esterno dell’abitazione o sulla finestra. Il suo intento suppongo è quello di provocare qualche reazione verbale in mio padre che un giorno potrebbe sfogarsi dando l’opportunità di farsi querelare. Premesso quanto sopra, volevo chiedere se il comportamento tenuto dal cugino potrebbe configurare il reato di cui all’660 c.p. ovvero qualche altro reato. In alternativa se è possibile indicare altre possibilità per far cessare il comportamento persecutorio anche tenuto conto dell’età dei miei genitori. Grazie per il vostro servizio. Cordiali saluti. A.M.

 

avvocato gratis

La condotta della sorella di suo padre, dei suoi amici che gli impediscono di esercitare le sue più elementari facoltà ( ad esempio raccogliere la legna nel bosco) e del nipote di suo padre possono configurare i seguenti reati. Sicuramente configurano il reato di molestia in quanto tali condotte recano disturbo a suo padre, esclusivamente per biasimevoli motivi; tale reato rientra tra le contravvenzioni e non tra i delitti (come potrà constatare, sfogliando il codice penale) e quindi, non è punito con severità (arresto fino a sei mesi o ammenda fino a 516 euro). La condotta del figlio della sorella di suo padre che accompagna il suo cane vicino la siepe di sua proprietà allo scopo di farlo urinare, configura il reato di danneggiamento, previsto dall’articolo 635 del codice penale. Tale reato è previsto dal codice penale come un delitto e pertanto è punito dal legislatore più severamente rispetto alle contravvenzioni (reclusione fino a due anni con multa fino a 309 euro). E’ prevista la pena da sei mesi a tre anni se la condotta tipica del danneggiamento avviene nei confronti di alberi o arbusti fruttiferi, ai sensi dell’articolo 635 comma II n. 5 (penso che la vostra siepe rientri in questa categoria). In questo caso la perseguibilità del reato è prevista d’ufficio e quindi non è necessaria la querela di parte. Se la sorella di sua padre, comunicando con altre persone, ha offeso la sua reputazione, ha commesso inoltre il reato di diffamazione, previsto dall’articolo 595 del codice penale, punito con la reclusione fino ad un anno o con la multa fino a 1.032 euro. Se gli amici della sorella di suo padre gli impediscono di raccogliere la legna minacciandolo, si configura il reato previsto dall’articolo 612 del codice penale (minaccia). Il mio consiglio è di recarti al comando dei Carabinieri o al Commissariato di Polizia del tuo paese e di raccontare al Comandante quello che succede quotidianamente, specificando che avete intenzione di sporgere querela per i reati che potrebbero configurarsi a seguito delle condotte poste in essere dalla sorella di suo padre e dalle persone a lei vicine. Sporgere querela è molto semplice: devi descrivere per iscritto le circostanze di fatto incriminate (come hai fatto con la e-mail che hai invitato al nostro sito), senza necessariamente indicare gli articoli violati (ci penserà il Pubblico Ministero quando eserciterà l’azione penale, a indicare quali sono gli articoli del codice penale che sono stati violati); oppure puoi chiedere ai carabinieri di verbalizzare le tue dichiarazioni, in caserma, così saranno i militari a scrivere materialmente l’atto di querela (è un loro dovere non possono rifiutarsi). Tuo padre deve fare attenzione a due aspetti: non cadere nelle provocazioni di queste persone perché potrebbe essere querelato per ingiuria (articolo 594 del codice penale) e procurarsi dei testimoni per provare che i fatti da lui esposti nella querela che presenterete, sono corrispondenti al vero (possono testimoniare anche i figli ed i familiari non è necessario essere dei terzi estranei per testimoniare). Cordiali saluti

 

 

 

Francesca da Fiumicino:

Ho bisogno di aiuto.Convivo da 10 anni con una persona extracomunitaria ,abbiamo 2 bambini piccoli,questa convivenza si sta rivelando insopportabile,da quando lavora solo lui,io ho perso il lavoro con l'ultima gravidanza,e' diventato violento,minaccioso,spacca tutto,anche d'avanti ai bambini che ne sono oramai terrorizzati,ultimamente non mi lascia neanche i soldi per andare avanti li tiene nascosti.Penso che tutto questo sia illegale ma prima di rivolgermi alla polizia volevo un consiglio,perche' la cosa importante per me sono solo i miei figli,e non voglio aggiungere dolore al dolore,vorrei muovermi correttamente.Vi prego rispondetemi sono una donna molto forte ma ora sono disperata.grazie per l'attenzione.Francesca.PS i soldi per pagarmi un'avvocato,ovviamente non ce li ho.

 

avvocato gratis

Cara Francesca, se quello che più ti sta a cuore sono i tuoi figli, devi trovare in te il coraggio di denunciare questi soprusi alla polizia. I reati che sono stati commessi sono di una gravità inaudita. Sei una donna forte e devi impedire che la violenza e la sofferenza coinvolga dei bambini innocenti e condizioni la loro vita, lasciando nel loro animo delle ferite che non si rimargineranno mai. Non c’è bisogno di rivolgerti ad un avvocato, non sei sposata quindi non devi chiedere la separazione o il divorzio; tuttavia il tuo convivente resterà sempre obbligato a mantenere i vostri figli, fino a quando non raggiungeranno un’indipendenza economica Porta i bambini da una persona di fiducia per evitare ritorsioni nei loro confronti, rivolgiti al Commissariato di Polizia, denuncialo e metti la parola fine a questo incubo. Non c’è nulla da salvare in un ambiente familiare in cui si convive con l’odio, l’arroganza e la violenza. Ti auguro di risolvere ogni tuo problema e ti sono vicino in questo momento così difficile. P.S. Se mai ti dovesse servire un avvocato, ricordati che hai diritto al “patrocinio a spese dello Stato” (in parole povere, lo Stato paga il tuo avvocato perché tu non percepisci redditi e non puoi permetterti di sostenere le spese legali) Per saperne di più vai al sito www.giustizia.it o chiama il numero verde 848 800 110.

 

 

 

Marco da Bologna:

Buon giorno,ho ereditato 1/3 di un appartamento con mia sorella.ci siamo rivolti da un avvocato per sapere come comportarci per richiedere le chiavi (visto che attualmente le ha solo una cugina che possiede 1/3 enon ce le da)abbiamo fatto una chiacchierata di circa 1 ora per farci spiegare un po di cose.Ci e' arrivata da pagare per questa ora una parcella di 1200 euro.possibile che per una chiacchierata di 1ora ?

 

avvocato gratis

Un avvocato non può chiedere 1.200,00 euro per una chiacchierata. Chiedigli spiegazioni e se si rifiuta di dartele, denuncialo immediatamente al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati presso il Tribunale di competenza.

 

 

 

Claudia:

Sono proprietaria di un appezzamento di terreno. Il proprietario del terreno confinante nei giorni passati ha tagliato alcuni alberi ricadenti nella sua proprietà a ridosso del confine con la mia. Però, ha reciso anche molti rami degli alberi della mia proprietà che, invadevano, di poco, il suo terreno. Tutto ciò senza avvertirmi di nulla e senza chiedere il permesso di poter entrare nel mio fondo, che è stato calpestato senza il mio permesso. Posso tutelarmi in qualche modo?

 

avvocato gratis

Puoi chiedere i danni che ha cagionato tagliando i rami dei tuoi alberi. La legge impedisce di tagliare i rami degli alberi del fondo del vicino in ogni caso, anche se invadono il fondo altrui. Non si può in maniera arbitraria far prevalere le proprie ragioni, danneggiando la proprietà del vicino. Devi dire al tuo vicino che la prossima volta che entra nella tua proprietà provvederai inoltre, a denunciarlo.

 

 

 

Fabrizio da Pavia:

L'azienda per la quale lavoro ha comunicato che chiuderà la sede operativa in Lombardia e ne aprirà una in Friuli. Ai sei lavoratori è stato proposto soltanto di "trasferirsi" volontariamente in Friuli. Premesso che nessuno potrà farlo per ragioni familiari e di altro genere sembra proprio che, tempo 2 mesi circa, resteremo tutti a casa in quanto l'azienda ha dato a tutti il preavviso di licenziamento con i termini contrattuali. Nel frattempo hanno cominciato la ricerca di personale in Friuli. Mi chiedo: è tutto regolare oppure c'è possibilità di impugnare il licenziamento?

 

avvocato gratis

Non posso risponderti in base agli elementi che mi hai dato. Devo conoscere la motivazione del licenziamento; il licenziamento non è impugnabile solamente in caso di motivi particolari e straordinari che riguardano la gestione aziendale. Resto in attesa delle tue precisazioni.

 

 

 

Klaudia:

Salve.Sono Klaudia.Sono sposata da sette anni,da due anni che marito è andato via da casa e ha iniziato a vendere la sua proprietà.Io ho fatto sempre la casalinga,non ho conto corrente,non ho alcuna proprieta mia,ho figlia minorenne da precedente matrimonio.E volevo sapere in caso di separazione su cosa posso pretendere,visto che abbiamo fatto contratto di beni separati?Grazie.

 

avvocato gratis

La comunione dei beni o la separazione dei beni non hanno nessuna rilevanza in caso di separazione dei coniugi o di divorzio. Tuo marito dovrà comunque versare un assegno di mantenimento mensile nei tuoi confronti, per garantirti lo stesso tenore di vita che hai adesso che convivi con lui nell’abitazione familiare. Non deve versare nulla per la ragazza in quanto la stessa non è sua figlia.

 

 

 

 

 

Antonio da Corato:

Moglie dona immobile a figli esludendo il marito con problemi economici e fiscali. Il fisco o i creditori possono chiedere riduzione di donazione a favore del marito per recupero credito?

 

avvocato gratis

Sì , il fisco ed i creditori del marito possono chiedere la riduzione della donazione per soddisfare i crediti. ATTENZIONE!!! Nel caso in cui la moglie venda l’appartamento ai figli !!!!!! anziché donarlo (quindi stipuli un contratto di compravendita d’immobile con i figli, e non di donazione !!!!!!!), i creditori del marito non potranno in nessun modo soddisfarsi sull’immobile.

 

 

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