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Alessandro da Milano:

Salve ad agosto 2007 ho acquistato un pc fisso, tale pc a settembre si è guastato ed è stato mandato in assistenza.. Dopo 1000 chiamate lettere e cosi via a settembre2008 (12 mesi dopo) finalmente mi torna il mio pc funzionante ma dopo 15 giorni di utilizzo si rompe di nuovo (stesso problema) viene rimandato in assistenza ma questa volta le tengono "solo" 4 mesi. Oggi finalmente mi ritorna il mio computer ma attenzione dopo 25 min di utilizo si riguasta per l'ennesima volta (stesso problema).. Ora vorrei sapere: come posso fare per riavere i miei quattrini e anche degli interessi visto che in quasi 2 anni il pc 16 mesi è stato in assistenza? Quando mi ritorna sara' ormai obsoleto.. Grazie attendo notizie Alessandro

 

avvocato gratis

Ai sensi dell’articolo 1490 del codice civile, il venditore è tenuto a garantire che la cosa venduta sia immune da vizi che la rendano inidonea all’uso a cui è destinata o ne diminuiscano in modo apprezzabile il valore. Il compratore può chiedere la risoluzione del contratto o, a scelta, la riduzione del prezzo. Tuttavia la domanda giudiziale del compratore deve essere esercitata entro un anno dalla consegna del bene, a pena di prescrizione (art. 1495 del codice civile). Mi dispiace ma se è passato un anno dalla consegna del computer non puoi fare più niente.

 

 

 


Gerardo :

Salve, piccola premessa: -5 figli; -casa paterna ereditata negli anni 50 e intestata a mio padre (dopo matrimonio); -Terreni acquistati nel 1975 e intestati a mia madre; -genitori erano in comunione di beni(è influente la riforma del 1975?). I miei genitori a seguito della vecchiaia decidono, di donare a 2 dei 5 figli i terreni affinchè questi provvedessero al loro accudimento vita natural durante (col bene placido degli altri figli). Nel 2005 è venuta a mancare mia madre e mio padre è stato accudito presso l'abitazione di mia sorella (che già prima percepiva una remunerazione di 500€ oltre ai terreni, affinchè lei li accudisse). A seguito di questa nuova disposizione, le sono stati intestati anche tutti i libretti di risparmio nonchè la delega per il ritiro della pensione sociale e accompagno (a causa di diversi problemi di deambulazione di mio padre). Fino a qui nessun problema per nessuno dei figli!! Oltre a questo però mio padre, prima di morire, le ha donato anche la casa a titolo remuneratorio e per gratitudine per l'accudimento prestato con l'obbligo di continuare a prestarlo vita natural durante. DOMANDA: -E' giusto che le sia stata donata anche la casa quando aveva già un obbligo fisico e morale contratto con la precedente donazione e avvalorato con l'usufruizione dei libretti e della pensione? -Agli altri figli legittimi non spetta nulla in merito all'immobile? -La beneficiaria ha l'obbligo di comunicare per iscritto(e non mezza verbale) agli altri figli che ha ricevuto in donazione la casa? Grazie

 

avvocato gratis

Cercherò prima di tutto di ricapitolare gli accadimenti, così come sono stati riportati nella e-mail. Suo padre è proprietario esclusivo di una casa, a lui prevenuta da un eredità, e che quindi, non rientra in ogni caso, nella comunione legale dei coniugi. Sua madre è proprietaria esclusiva di alcuni terreni agricoli (si sono sposati prima della riforma del diritto di famiglia del 1975, quindi in regime di separazione dei beni). I coniugi hanno 5 figli: A, B, C, D, E. La mamma dona i terreni ai figli A e B. La mamma muore e si apre la sua successione ereditaria per legge (la mamma non ha fatto testamento in quanto si è spogliata in vita, mediante donazione, di tutti i suoi beni). Al momento della morte, i familiari della mamma che avevano diritto ad una quota di legittima, calcolata sull’eredità di sua madre, erano i 5 figli ed il marito. Pertanto, se i terreni hanno valore 100 (ipotizziamo che abbiano questo valore per essere più chiari), l’asse ereditario della mamma va così suddiviso, ai sensi dell’articolo 542, II comma, del codice civile:
al padre spetta ¼ del valore dei terreni, quindi 25 ai cinque figli spetta ½ del valore dei terreni, da suddividere in parti uguali, quindi 50 Siccome i figli sono 5, a ciascuno di essi, spetta 10. La porzione di 25 che non spetta ai legittimari, è la quota disponibile (la quota di cui la mamma poteva disporre a suo piacimento; la mamma ha disposto della sua quota disponibile, a favore dei figli A e B, avendo donato agli stessi i terreni).
A seguito delle donazioni poste in essere quindi, la situazione è la seguente:
figlio A 50 (metà dei terreni)
figlio B 50 (l’altra metà dei terreni)
padre 0
figlio C 0
figlio D 0
figlio E 0
Ai sensi del codice civile, l’asse ereditario doveva essere così suddiviso
Padre 25 (quota di legittima spettante)
Figlio A 22,50 (12,5 metà quota disponibile + 10 quota di legittima spettante)
Figlio B 22,50 (12,5 metà quota disponibile + 10 quota di legittima spettante)
Figlio C 10 (quota di legittima spettante)
Figlio D 10 (quota di legittima spettante)
Figlio E 10 (quota di legittima spettante)
I figli A e B devono pertanto dare agli altri legittimari, i suddetti conguagli in denaro.
**************************
Il padre, proprietario di un appartamento del valore di 100 (ipotizziamo questo valore), prima di morire, dona il suddetto appartamento al figlio A ed intesta a lui i suoi libretti di risparmio del valore di 75 (sempre per ipotesi). Il padre inoltre, avrebbe dovuto avere la quota di legittima che gli spettava dalla successione del coniuge per un importo pari a 25. Tale quota gli spetterebbe come conguaglio dai figli A e B che hanno ricevuto i terreni dalla mamma, in donazione. Consideriamo che, ai sensi di legge, tale quota sia stata versata al padre, dai figli A e B.
Il padre muore senza fare testamento in quanto si è spogliato di tutti i suoi beni (casa e denaro) lasciandoli al figlio A. Il padre non lascia nulla in eredità agli altri quattro figli. Secondo l’articolo 537, II comma, del codice civile, il padre che muore lasciando 5 figli, deve lasciare a ciascuno di essi, in parti uguali, una quota di legittima pari ai 2/3 dell’asse ereditario.
L’asse ereditario è di un importo pari a
100 valore casa + 75 denaro + 25 quota di legittima che avrebbe dovuto avere dalla successione di sua moglie = 200
La quota di legittima spettante ai cinque figli, è pari a 133,32, arrotondato 134, ossia (200 * 2/3).
La quota di legittima va suddivisa in parti uguali tra i cinque figli (134 / 5 = 26,8)
La quota disponibile (quella di cui il padre poteva disporre a suo piacimento) è pari a 66.
Il padre avrebbe dovuto suddividere i suoi beni in questo modo, considerando che la quota disponibile è stata destinata al figlio A che ha ricevuto la casa in donazione. Figlio A 26,8 (quota di legittima spettante) + 66 (quota disponibile percepita) = totale 92,8
Figlio B 26,8 (quota di legittima spettante)
Figlio C 26,8 (quota di legittima spettante)
Figlio D 26,8 (quota di legittima spettante)
Figlio E 26,8 (quota di legittima spettante)
Il figlio A che ha ricevuto la casa e il denaro, deve dare i suddetti conguagli in denaro ai suoi fratelli. Non ha alcuna importanza, ai fini della successione, la circostanza che il figlio A abbia assistito il padre. Le norme sulla quota di legittima spettante ai legittimari, sono inderogabili in ogni caso. Ho illustrato quella che sarà la sentenza del Tribunale se non vi metterete d’accordo e deciderete di rivolgervi ad un avvocato. Il mio consiglio è di cercare, in tutti i modi, una composizione bonaria della lite. Se così non sarà e gli eredi che sono stati esclusi dalle due successioni, decideranno di agire in giudizio, chiederanno al Tribunale in composizione collegiale (perché si tratta di materia ereditaria), la riduzione delle donazioni poste in essere in vita dai genitori e la reintegrazione della quota riservata ai legittimari, ai sensi degli articoli 553 e seguenti del codice civile. I figli che hanno ricevuto i terreni, la casa ed il denaro daranno ai fratelli il conguaglio in denaro dovuto ai sensi di legge, oltre agli interessi e pagheranno le spese legali. Riguardo l’ultima domanda sull’obbligo di comunicare per iscritto quanto ricevuto per donazione, espongo quanto segue: il codice civile non prevede alcun obbligo di comunicazione, né per iscritto né orale; ai sensi dell’articolo 782 del codice civile, “la donazione deve essere fatta per atto pubblico, sotto pena di nullità. L’accettazione può essere fatta nell’atto stesso o con atto pubblico posteriore. In questo caso la donazione non è perfetta se non dal momento in cui l’atto di accettazione è notificato al donante.” In parole povere, la donazione, per essere valida, deve essere fatta per atto pubblico (è evidente che un atto pubblico non ha bisogno di particolari comunicazioni); voglio dire che per donare una casa o un terreno è necessario recarsi da un notaio, non è sufficiente esprimere verbalmente o su di un semplice pezzo di carta, la volontà di donare. Spero di essere stato chiaro ed esaustivo e rimango a disposizione per ulteriori chiarimenti.

 


 

Amalia da Caserta:

salve avocato avrei bisogno di un aiuto ho 3 finanziamenti in corso e da febbraio di quest'anno ho perso il lavoro, mio marito nemmeno non lavora e siamo nulla tenenti . A causa della perdita del lavoro non ho potuto più pagare le rate dei fianziamenti. Ho chiamato più volte alla finanziaria per trovare un'accordo pagando non l'importo di 1200 euro che sono le rate arretrate,bensì 100 euro, con bollettini postali. La finanziaria diceva di si, ma sicome hanno messo un'avvocato del recupero crediti da tramite tra loro e me ,lui dice che devo pagare con assegno l'intero importo entro il 7 aprile. Non possiamo coprire quella somma come posso fare consigliatemi voi. Cosa mi succede non avendo nulla.

 

avvocato gratis

Se non hai nulla, non lavori e non percepisci un reddito non hai nulla da perdere, l’avvocato che si occupa di recuperare il credito se ne farà una ragione.

 

 

 

Ernestina da Gragnano:

salve oggetto: successione defunto 86 anni celibe senza figli morto 25.1.2008 NO testamento.- Eredi legittimi: 1 fratello vivente all'epoca erede di 1/3 - 2 nipoti sorella e fratello figli di un fratello pre-morto (eredi di 1/6 e di 1/6) - altro erede 1 nipote figlia di una sorella pre-morta erede di 1/3- denuncia di successione affidata a un avvocato con pag. to relative tasse avvenuto asse ereditario : titoli e liquidità in 3 banche la nipote titolare di 1/3 evidentemente insoddisfatta (non avendo però titoli per opporsi nè motivi..) mette in atto un ostruzionismo e nonostante le ripetute sollecitazioni del mio avvocato continua a tergiversare e non firma presso le banche che quindi trattengono tutti i fondi adducendo questa ragione(la mancata firma del 3° erede..)a pretesto...in sostanza LE BANCHE VOGLIONO le firme di tutti gli eredi per erogare i fondi agli eredi. Il 3 ottobre 2008 muore l'altro fratello ancora vivente lasciando un testamento olografo depositato presso un notaio che ha provveduto alla regolare pubblicazione a favore dei 2 nipoti (sorella e fratello) figli del fratello pre morto. La nipote ancora più arrabbiata. Ad oggi io e mio fratello non siamo ancora entrati in possesso di quanto ci è stato legalmente riconosciuto: il motivo è che nostra cugina non firma presso le banche.QUESITO: possono le banche trattenere indebitamente denaro che è nostro? e in virtù di quale legge? Grazie Saluti

 

avvocato gratis

La banca non può trattenere i soldi che vi appartengono (almeno relativamente alla quota di vostra proprietà). Non esiste una legge che attribuisca alla banca il diritto di trattenere le somme che vi spettano.

 

 

 

Angelo:

Salve, mi trovo in una situazione particolare, dipendente di un comune, in passato ho avuto alcuni problemi di salute cagionatemi anche daqi miei superiori con azioni di mobbing, che purtroppo sono stati rigettati nella prima udienza con la quale il giudice del lavoro ha condannato il comune a riassumermi.Sono solo stato reintegrato nello stipendio, pur presentandomi al lavoro, mi hanno invitato piu volte aq stare a casa che non avevano lavoro per me, io mi sono presentato regolarmente, non mi hanno mai fatto fare nulla per quasi 6 mesi.Poi con un'azione del segretario comunale, un giorno prima dei 6 mesi mi hanno impedito l'accesso al comune(per questo ho denunciato il sindaco e segretario , per arbitraria interpretazione delle proprie ragioni) a settembre poi(complice anche un avvocato mio domiciliatario legale che non mi ha comunicato il giorno dell'udienza) hanno ottenuto la sospensiva dalla corte di appello della reintegra di primo gradoI lavori che prima svolgevo, ora in parte sono statti dati in appalto ed il resto li fanno volontari onlus del paesePremettendo che per l'appello finale mi manca ancora piu di un anno, ora sono senza lavoro e soldi(probabilmente chiederemo un anticipo) che speranza ho di essere reintegrato nuovamente, considerando che alla prima estromissione, mi era stato prima imposto un orario ridotto, e poi messo in mobilita per 2 anni, senza che il servizio che svolgevo cessasse, anzi lo appaltarono, in quel periodo mentre mi stavo curando, loro mi dichiararono inidoneo a svolgere il lavoro, per sole omissioni di parole in alcuni certificati, quando nessuno di questi lo dice espressamente, hanno sempre fatto pressione anche al mio rientro perche prendessi una mobilita oppure un altro lavoro, ma a questo posto ci tengo in quanto è sotto casa, la popolazione anche se non testimonia per paura è a mio favore, solo alcune persone della dirigenza mi perseguitano, forse in cosi poco spazio non riesco ad essere chiaro abbastanza, aiutatemi con una risposta chiedete pure cio che non è chiaro

 

avvocato gratis

Sono sicuro che alla fine vincerai la tua battaglia legale perché hai tutte le ragioni di questo mondo. Hai fatto molto bene a denunciare il segretario comunale ed il sindaco, tuttavia il punto a tuo sfavore è la sospensiva della decisione di primo grado. Quella era una battaglia troppo importante da vincere perché adesso c’è da attendere tanto per ottenere giustizia e non puoi fare assolutamente nulla, durante questo periodo.

 

 

 

Gianni da Bari:

Marito A e moglie B, hanno figli maggiorenni e sposati , vivono in appartamento in regime di separazione dei beni.Il marito A si trova in cattive acque con il fisco.Per evitare che un domani il fisco possa ipotecare la casa si puo\' > 1)alla morte della moglie il marito rinuncia alla quota > 2)donazione dell\'appartamneto ai figli > 3)altro > Grazie e cordiali saluti

 

avvocato gratis

Recarsi all’Agenzia delle Entrate e risolvere i problemi con il fisco con una rateazione o con una adesione, in modo da ridurre la pretesa erariale dello Stato e vivere il resto della propria esistenza con serenità. Vendere l’appartamento ad un soggetto terzo (ad esempio intestare la casa al figlio) è un reato, se la vendita è posta in essere per sfuggire al pagamento delle pretese erariali. Sono un avvocato e devo avvisarti che rischi di rovinare la tua vita e quella dei tuoi figli.

 

 

 

Maria da Palermo:

Ho pagato l'importo di un precetto e soltanto dopo mi sono accorta che il totale è sbagliato( infatti la differenza è di 525,00 euro).Cosa debbo fare per poter recuperare questa differenza?Grazie.

 

avvocato gratis

Se hai sbagliato a pagare l’importo del precetto, devi chiedere al tuo creditore di restituirti l’importo che è stato pagato in eccesso. Se il tuo creditore si rifiuta di restituirti la somma, puoi citarlo in giudizio ai sensi dell’articolo 2041 del codice civile (ti serve l’assistenza di un avvocato). Si tratta dell’azione generale di arricchimento per cui, “chi, senza una giusta causa, si è arricchito a danno di un’altra persona è tenuto, nei limiti dell’arricchimento, a indennizzare quest’ultima della correlativa diminuzione patrimoniale”.

 

 

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