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Salvo da Roma:

 

Il mio dentista mi ha ricostruito un dente di quelli davanti che si era completamente spezzato. ero in attesa dell'incapsulamento che doveva avvenire dopo 10 giorni. senonche' senza motivo e mentre semplicemente stavo parlando la ricostruzione se ne e' caduta. chiamato immediatamente l'ho pregato di ricevermi subito e di rifarmi la ricostruzione perche', trattandosi di un dente davanti, la sua caduta mi comportava problemi psicologici a relazionarmi con gli altri. con arroganza e menefreghismo mi ha risposto che mi riceveva secondo il normale appuntamento (fissato di li' a 8 giorni)e che non mi poteva fare nulla. Il dente cosi' e' veramente brutto a vedersi e mi vergogno persino ad andare a lavorare. posso fare qualcosa? grazie

 

avvocato gratis

Il mio consiglio è di cambiare dentista. Sicuramente hai patito dei danni, a seguito della caduta della ricostruzione e dell’atteggiamento arrogante del medico, ma per ottenere un risarcimento, devi provare la colpa del tuo dentista; non è facile dare questa prova ed inoltre, devi rivolgerti non solo ad un avvocato ma anche ad un altro dentista che deve redigere una consulenza, in cui mette in evidenza gli errori che sono stati compiuti nel ricostruire il dente. A fronte di spese giudiziarie non da poco, il risarcimento sarebbe minimo perché i danni che hai subito sono stati temporanei e non permanenti. E’ pertanto, assolutamente antieconomico citare in giudizio il tuo dentista.

 

 


 

Lola da Foggia:

 

buongiorno mi scuso per la mia lingua che non scrivo molto bene in italiano.VOLevo chiedere a me e succeso che io cercavo una stufa a pellet sul internet e ho trovato a un privato,volevo pagare in contrasenio,totale 800euro,succeso che lui non mi afatto in tempo a pensare e ho pagato tutto sono 950 euro compreso di spedizione.Lui non mi mandato niente e continua ancora a scrivere sull siti che vende la stufa e anche tanti altri cose.Io ho fatto la denunciaDomanda e quasta riavro io un giorno miei soldi?,e puoi per avere un avvocato sono altri spese preticamente io adesso perso 950 pago un avvocato e perdero forse an che di piu?Ho lei pensa non vale la penna?Grazie per la risposta

 

avvocato gratis

Quest’uomo è un truffatore e, probabilmente, se la polizia non lo assicurerà alla giustizia, non rivedrai più i tuoi 950 euro. Rivolgersi ad un avvocato, in questo momento non ha alcun senso, perderesti soltanto altri soldi. Soltanto se il truffatore sarà arrestato e processato, avrai interesse a rivolgerti ad un avvocato, per costituirti parte civile nel processo e chiedere il risarcimento danni.

 

 


 

Mara da Milano:

 

Gentile Avvocato, ho un quesito un po’ lungo che cercherò di sintetizzare il più possibile. Nel settembre 2007 notai una infiltrazione di acqua nel locale bagno con sgocciolìo ininterrotto proveniente dal piano sovrastante. Informai l’amministratore che mandò l’idraulico per un sopralluogo. I giorni si susseguirono senza provvedimento alcuno nonostante i miei solleciti. Dopo 10 giorni di sgocciolìo continuo mentre mi accingevo a farmi una doccia improvvisamente il mio scaldabagno elettrico precipitò sul water eruttando un getto continuo di acqua allagando il locale e parte di altre stanze. A parte il terribile spavento per lo scampato pericolo pensando che avrebbe potuto precipitarmi addosso con conseguenze forse letali, ho avvisato l’amministratore che ha mandato l’idraulico per sanare la perdita nell’appartamento sovrastante. Poiché l’amministratore si disinteressò feci reinstallare a mie spese un nuovo scaldabagno poiché l’altro era irrimediabilmente rotto. Nel frattempo le pareti del bagno e della cucina attigua si macchiarono di macchie nere e di muffa e con il passar del tempo l’intonaco continuava - e continua - a rilasciare pezzi e sfarinatura dello stesso sul pavimento. Visto il continuo silenzio ai miei solleciti mi rivolsi ad un avvocato il quale sollecitò a sua volta ripetutamente l’amministratore per il ripristino senza ottenere risposta alcuna. Nella primavera del 2008, stanca di sopportare quelle pareti indecorose , maleodoranti e quindi malsane, decisi di far ripristinare il tutto a mie spese, certa del fatto che successivamente sarei stata rimborsata. Però in quell’occasione mi accorsi di una nuova infiltrazione (in cucina) e bloccai tutto e il mio avvocato iniziò una causa civile. Partendo dal fatto che i danni materiali saranno imputati al proprietario e/o al condominio dell’appartamento sopra, la domanda è questa: posso rivalermi per i danni “morali” e i disagi che ho dovuto subire dal settembre 2007 a tutt’oggi nei confronti dell’amministratore che non essendo stato tempestivo nell’intervenire all’inizio della vicenda (oltre a non riscontrare i ripetuti solleciti miei e del mio legale) ha causato con la sua negligenza il distacco dei ganci di supporto dello scaldabagno? Infatti il continuo sgocciolìo durato ben 10 giorni ha reso il muro fradicio che non ha retto il peso dello scaldabagno! E il disagio di abitare per quasi un anno e mezzo con due ambienti (bagno e cucina) malsani non è sempre attribuibile a lui? Il mio legale è poco propenso a quanto sopra, ma io ritengo che moralmente sia l’amministratore responsabile della caduta rovinosa dello scaldabagno che, ripeto, se mi fosse crollato addosso avrebbe avuto conseguenze assai gravi. Grazie infinite della Sua risposta che attendo con ansia.

 

avvocato gratis

Gentile signora, il suo avvocato non vuole chiedere all’amministratore i danni morali perché, nel suo caso, non sono dovuti. Secondo l’articolo 2059 del codice civile, i danni non patrimoniali possono essere chiesti soltanto nei casi previsti dalla legge. Significa che non tutti i danni morali sono risarcibili ma soltanto, fondamentalmente, quelli che si configurano a seguito di un reato. L’amministratore del condominio e il proprietario dell’appartamento sovrastante, non sono stati denunciati per alcun reato; mandare un idraulico in ritardo o dimenticarsi completamente di contattarlo non configurano un reato ma semplicemente un inadempimento contrattuale. Pertanto, non nego che lei abbia patito delle sofferenze, tuttavia tali sofferenze in questo caso, non sono risarcibili come “danni non patrimoniali”, ai sensi dell’articolo 2059 del codice civile.

 

 


 

Anonimo da Roma:

 

Sono sposato da un anno e mezzo, ma il matrimonio ha avuto subito problemi da parte mia, forse perchè è stato un passo molto azzardato inoltre io vivo ed abito in toscana nella casa che abbiamo comprato, mentre mia moglie vive nel lazio dove ancora lavora. In questo anno e mezzo abbiamo avuto pocchissima vita insieme e stavamo pensando ad una separazione ed eventualmente ad un annulamento del matrimonio che si è svolto in chiesa. Vorrei sapere qual'è la procedura più semplice ed più indolore possibile sia per la separazione, e quante possibilità ci sono per l'annulamento. Inoltre vivendo in due città diverse dove conviene rivolgersi? A Roma dove attualmente vive oppure ad Arezzo? Grazie

 

avvocato gratis

Se pensate davvero che tra di voi non ci sia più quella sintonia ed intesa che ci dovrebbe essere tra due coniugi, la soluzione più indolore (ma soprattutto la più economica) è la separazione consensuale. Dovete essere d’accordo però, su tutti gli aspetti della separazione (es. assegnazione della casa coniugale, entità dell’assegno di mantenimento). Altrimenti occorre citare in giudizio il marito/moglie, presso il Tribunale competente, in ragione della residenza del coniuge convenuto in giudizio (di questi aspetti se ne occuperà il vostro avvocato). Non posso quantificare le possibilità che avete di ottenere l'annullamento del matrimonio presso un Tribunale ecclesiastico, perchè ho bisogno di ulteriori informazioni sulla vostra vita di coppia. Ho bisogno di una e-mail in cui mi elenchi eventuali anomalie della vostra vita di coppia, per poter dire quante possibilità ci sono per ottenere l'annullamento del matrimonio.

 

 



 

Antonio da Palermo

 

salve..mi chiamo antonio e scrivo da palermo.. dopo una separazione avvenuta nel 96 mi veniva affidato mio figlio di soli quattro anni.. adesso dopo 12 anni mio figlio divenuto ormai sedicenne,decide di andare ad abitare con sua madre che ne approfitta per chiedermi un assegno di mantenimento di 600 euro mensili piu le spese che riguardano la scuola, libri, vestiti ecc.. ecc.. la mia domanda e: cosa potrebbe riuscire ad ottenere visto che io nel frattempo mi sono risposato.. e purtroppo da un paio di mesi ho perso il mio lavoro quindi disoccupato,con una famiglia da mantenere,un bimbo appena nato che per causa di un problema dovuto alla nascita necessita essere curato,un mutuo trentennale che continuo a pagare grazie all'aiuto dei miei genitori, non ho proprietà intestate tranne la casa in cui abito.. mentre la mia ex moglie vive una vita molto agiata con i propri genitori in una lussuosissima villa composta da sei appartamenti un grande giardino con piscina... in attesa di una risposta distinti saluti...

 

avvocato gratis

Spero di aver compreso la vicenda. Suo figlio a tutt’oggi ancora minorenne, è stato affidato a lei dall’autorità giudiziaria, all’età di quattro anni. Il ragazzo, di sua iniziativa (senza alcun provvedimento del giudice) ha deciso di andare a vivere con sua madre e la stessa ha preso la palla al balzo per proporre istanze irragionevoli, immotivate ed illegittime nei suoi confronti. Il figlio minorenne deve tornare a vivere con lei, perché l’autorità giudiziaria ha deciso che deve essere il padre a svolgere i doveri propri del genitore a cui sono stati affidati i figli. E’ minorenne e non può prendere tali iniziative. Suo figlio potrà andare a vivere con sua madre soltanto se ci sarà una pronuncia in tal senso dell’autorità giudiziaria. Da quello che lei mi ha scritto, la madre non ha chiesto la revisione delle disposizioni concernenti l’affidamento dei figli, ai sensi degli articoli 710 e seguenti del codice di procedura civile. Quindi la signora pretende l’assegno di mantenimento per il figlio, senza essere stata nominata dal giudice, genitore affidatario della prole. E’ evidente che la sua richiesta non sarà mai accolta dal giudice. Nell’eventualità che il giudice affidi il figlio alla madre, lei sarebbe obbligato a versare l’assegno di mantenimento nei confronti di suo figlio. Deve rivolgersi ad un buon avvocato che faccia presente al giudice le sue condizioni di vita, così come sono state descritte nella e-mail, e quelle della sua ex moglie; il giudice dovrà necessariamente prendere in considerazione la sua particolare situazione, al fine di stabilire la somma dell’assegno di mantenimento. Tuttavia, fino a quando il figlio resterà ufficialmente affidato a lei, non sorgerà alcun obbligo di versare l’assegno di mantenimento a sua moglie, per conto di suo figlio. La saluto cordialmente e resto a disposizione per ulteriori chiarimenti.

 

 


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