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Andrea da Massa:

 

Mia madre è coerede con altri due parenti di un immobile adiacente il nostro. Gli altri eredi vogliono venderlo, mentre mia madre si oppone poichè ha un valore affettivo per lei. Essendo l'immobile in questione una casa di "campagna" indivisibile attaccato alla nostra piuttosto datato, ed avendo quindi addirittura il w.c. in uso comune col nostro fabbricato con accesso dall'esterno (come usava un tempo), in considerazione del fatto che oltretutto è l'unico w.c. per entranbe le case (nostra e della casa del defunto), Vi chiedo: può mia madre opporsi alla vendita che vorrebbero gli altri due eredi, e quindi opporsi legalmente evitando anche che possa andare all'asta? Anche perchè vendendolo, con il w.c. cosa succederebbe? Andrebbe condiviso con l'eventuale compratore? Da considerare infine che essendo l'immobile posto in un centro storico, non sarebbe facile ottenere i permessi per costruire un eventuale nuovo w.c. Vi ringrazio fin d'ora per la risposta.

 

avvocato gratis risponde

Gli altri eredi non possono vendere l’intero immobile senza il consenso di tua madre. Tua madre può pertanto opporsi alla vendita, indipendentemente dalla “faccenda wc” che è assolutamente irrilevante.

 

 


 

Angelo da Cremona:

 

Salve, ho una complicata problematica da esporre, cerchero di sintetizzare e se qualcosa non vi è chiaro prego chiedetemi pure chiarimenti.Una decina di anni fà sono stato assunto a tempo indeterminato in un comune con regolare concorso, dopo qualche anno sono diventato un personaggio scomodo, ed hanno iniziato ad incalzarmi con continue lamentele sul mio lavoro.Praticamente mi sono trovato fra incudine e martello, in quanto se facevo un lavoro bene ci mettevo troppo tempo, se lo facevo veloce dicevano che non era fatto bene, questo ha influito sulla mia salute procurandomi vari inconvenienti (depressione, fascite muscolare ecc), in totale ho fatto quasi 4 mesi di assenza in tre anni, divenuto troppo costoso per loro, mi hanno imposto un orario ridotto(io non ho mai firmato) poi dopo mi hanno messo in mobilità, trascorsi infruttuosamente i 2 anni senzaessere ricollocato, dopo essere stato scaricato dai sindacati(pratica archiviata dopo 4 mesi senza fare nulla) col mio avvocato generalista siamo approdati in tribunale dopo 3 anni e mezzo, il giudice solo sulla base degli atti senza nessun testimone ha condannato il comune a riassumermi, sono stato ospitato recandomi al lavoro oltre 6 mesi, seduto su unasedia senza che mi asegnassero nessun lavoro(nel frattempo il mio vecchio lavoro era stato appaltato fuori ed in parte svolto da volontari del paese, associazioni onlus ecc).Poi un giorno il segretario comunale ed il sindaco(un giorno prima che scadessero i 6 mesi dal rientro) mi hanno impedito di rientrare al lavoro(per questo li ho denunciati con articolo penale), qualche mese dopo(complice il mio domiciliatario legale che non mi ha notificato la data di un udienza) hanno ottenuto la sospensiva del reintegro. Da allora sono senza lavoro e stipendio, loro intanto hanno rinnovato un secondo appalto su certi servizi che prima svolgevo.Sostengono che non vi e lavoro per me(durante il mio soggiorno ho visto dare a tutti il lavoro tranne al sottoscritto, Il mio posto in pianta organica triennale fu eliminato quando mi misero in mobilita.Ora chiedo andando avanti ho delle possibilita di essere reintegrato, oppure sono costretto ad acettare un misero risarcimento senza nessun lavoro come mi hanno proposto finora.Sono disposto a tutto per riavere questo lavoro, pure asollevare un caso nazionale(sembra che in questa tipologia non vi siano casistiche in merito) voi che mi consigliate, aiutatemi prego, vi ringrazio per cio che potrete fare.

 

avvocato gratis risponde

Solleva pure un caso nazionale (scrivi ai giornali ed alle trasmissioni Tv che si occupano di tutelare i diritti dei cittadini), le possibilità di essere reintegrato ci sono ma i tempi della giustizia sono biblici. Oltre a pretendere il tuo posto di lavoro, chiedi all’autorità giudiziaria un risarcimento danni per il “mobbing” che hai dovuto subire dal comportamento illegale dei tuoi superiori.

 

 


 

Alessandra:

 

salve, ho lavorato per due anni in una ditta come centralinista me ha licenziata per riduzione personale, adesso pare che vuole chiudere, e non me ha pagato nulla de lo che mi aspetta. Se chiude al essere SRL può non pagare gli stipendi?

 

avvocato gratis risponde

La società deve comunque pagare gli stipendi ed il trattamento di fine rapporto. Devi mettere in mora la società con una lettera inviata con raccomandata con ricevuta di ritorno. Sono a tua disposizione per scrivere la lettera di costituzione in mora del tuo datore di lavoro. Se il datore non paga gli stipendi dovrai chiedere il denaro che ti spetta, con un ricorso per decreto ingiuntivo. Tuttavia è fondamentale mettere subito in mora il debitore inadempiente.

 

 


 

Sabrina dal Veneto:

 

buon giorno io sono in affitto d'azienda in un locale dove però non funzionano da sempre ben 2 termosifoni e al momento attuale è stata diagnosticata una perdita di pressione nell'impianto che comporta uno spreco di acqua e una previsione di lavori(ammesso e concesso che il titolare voglia sistemare) che mi costringeranno a chiudere il locale per una due settimane, e alcquni clienti mi hanno detto che torneranno solo in estate perchè troppo freddo, non funziona il forno, non funziona il frizer e non c'è l'affettatrice che dovrei poter utilizzare perchè prestata ad un terzo e mai restituita, ci sono macchie di muffa e i balconi esterni quasi cadono a pezzi. ovviamente tutte queste cose dovrebbero funzionare perfettamente visto che io pago comunque sempre lo stesso affitto. Ho fatto presente tutto al titolare che però non ha interesse ad aggiustare la situazione. come dovrei comportarmi? grazie

 

avvocato gratis risponde

Devi far presente al titolare la situazione e le tue richieste per iscritto. Sono a tua disposizione per scrivere la lettera da inviare al più presto. Successivamente devi chiedere giudizialmente la risoluzione del contratto per inadempimento del titolare ed il relativo risarcimento dei danni subiti ( spese sopportate e ricavi non percepiti a causa della sua negligenza ).

 

 


 

Giuseppe da Milano:

 

Sono un giovane di 30 anni e lavoro presso una società con circa 50 dipendenti .Ho un contratto a tempo determinato con scadenza il 15 Marzo 2009.Dal mese di Dicembra non riceviamo i dovuti emolumenti,senza avere delle spiegazioni ufficiali da parte della Società.Dato l'avvicinarsi della scadenza del mio contratto(che non sarà rinnovato)cosa mi consigliate di fare per poter recuperare i dovuti emolumenti? Grazie e cordiali saluti. Giuseppe

 

avvocato gratis risponde

Devi mettere in mora la società con una lettera inviata con raccomandata con ricevuta di ritorno. Sono a tua disposizione per scrivere la lettera di costituzione in mora del tuo datore di lavoro. Se il datore non paga gli stipendi dovrai chiedere il denaro con un ricorso per decreto ingiuntivo. Tuttavia è fondamentale mettere subito in mora il debitore inadempiente.

 

 


 

Antonio da Venezia:

 

Le vorrei chiedere un parere in merito all’usucapione. Nel caso in cui si concede volontariamente, “con atto notarile”, la servitù di passaggio attraverso un fondo, questa può ugualmente essere usucapita? Questo atto non salvaguarda il diritto di proprietà nel tempo? La ringrazio anticipatamente della risposta. Distinti saluti

 

avvocato gratis risponde

Gentile signor Silvestrin, in linea di massima la stipula del contratto dovrebbe impedire l’acquisto per usucapione. Tuttavia, ho bisogno di conoscere quale contratto è stato stipulato e soprattutto se è a prestazioni corrispettive o a titolo gratuito, se gli effetti del contratto sono temporanei e la durata dello stesso. Nel contratto è specificato se il passaggio deve avvenire a piedi o anche con i mezzi agricoli? Resto a disposizione.

 

 


 

Silvano da Torino:

 

Sono un dipendente della pubblica amministrazione con 40 anni di contribuzione (riscatto laurea e 34 di servizio effettivo). Ho ricevuto preavviso di pensionamento coatto a settembre 2008 e dovrei andare in pensione il 18 marzo. Qualora la legge che modifica l'attuale regime (decreto Brunetta) venga approvata in Senato prima che il mio pensionamento sia effettivo (il 18 marzo) il procedimento verrà annullato? La legge, cioè, ha effetto retroattivo nei riguardi del preavviso o dovrò comunque andare in pensione.

 

avvocato gratis risponde

La legge al momento non ha effetto retroattivo, tuttavia fino alla sua emanazione subirà numerose modifiche. Sicuramente la legge non sarà in vigore prima del 18 marzo, non ci sarebbero i tempi tecnici per l’emanazione e la pubblicazione.

 

 


 

Alessandro Reggio Emilia:

 

Buona sera. Sono Alessandro da Reggio Emilia e vorrei chiedere quanto tempo ha un'impresa edile per emettere fattura dal termine dei lavori. Grazie

 

avvocato gratis risponde

L’impresa deve (in quanto sorge l’obbligo) emettere fattura al momento del pagamento dei singoli acconti e del saldo finale. Non va emessa fattura in caso di pagamento di caparra, per l’acquisto dell’immobile.

 

 


 

Titti dalla Calabria:

 

Gentile avvocato, possiedo una casa situata sul corso al centro del paese, disabitata perché abito altrove. La casa ha l’entrata che dà sulla strada, con quattro scalini che partono appunto da quest’ultima e portano a un pianerottolo largo circa metro uno e lungo metro due. Per arrivare alla porta di casa, devo attraversare questo pianerottolo. Il mio vicino ha ristrutturato un magazzino adiacente, per farne un salone da parrucchiera, ed ha una finestra che dà su questo pianerottolo. Preciso che la sua finestra ha le dimensioni di una porta,ma ripeto che è una finestra perché non ha mai avuto né ha il diritto di passaggio. Tale finestra esternamente ha sempre avuto una zanzariera. Tutto ciò è stato sempre così da quaranta anni. Il problema è che il vicino, in mia assenza, ha messo a questa finestra le persiane in alluminio con le ante che si aprono verso l’esterno. Quindi, non solo le ante occupano uno spazio non suo, ma mette a rischio l’incolumità mia, dei miei familiari e di chiunque entra o esce dalla porta di casa mia, in più pretende il passaggio. Secondo lei come posso e devo procedere in questo caso? Grazie.

 

avvocato gratis risponde

Devi immediatamente intimare per iscritto, al tuo vicino di rimuovere le persiane in alluminio entro un determinato termine (es. 15 giorni), precisando che non sussiste nella sua titolarità, alcun diritto di passaggio. In mancanza si deve rivolgere ad un avvocato che farà valere le sue prerogative, ai sensi dell’articolo1172 del codice civile, al fine di tutelare la sua incolumità e quella dei suoi familiari. Resto a disposizione per la redazione della suddetta lettera.

 

 

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