Validità comodato se comodante proprietario al 50% dell'immobile





Un anno fa io e mio fratello abbiamo concesso in comodato d'uso gratuito verbale la casa dei nostri genitori (disabitata) in comproprietà essendo, 2 figli, al 50%. La casa è stata concessa a mio figlio il quale ha fatto richiesta di residenza presso il comune dove è situato l'immobile. L'ufficio anagrafe con la modulistica di richiesta della residenza ha richiesto anche a quale titolo lui occupava la casa e sia io che mio fratello abbiamo sottoscritto un allegato (con allegati i ns doc. di identità) dove per la nostra quota (50%) concedevamo il comodato d'uso verbale gratuito. Ora, dopo un anno mio fratello per un (chiamiamolo) capriccio ha voluto recedere inviando al sottoscritto una pec dal contenuto seguente: " "C.a Signor xxxxxxxxx Caro Fabrizio, Questa mia per informarti che in data 25/05/2021 ho inviato per PEC all'ufficio anagrafe del comune una comunicazione di disdetta relativa al contratto verbale di comodato d'uso gratuito affidato a Tuo figlio Daniele per l'abitazione di nostra proprietà sita in Gallipoli località ................., Dati Catastali: Foglio .... Particella ....... Tutto ciò premesso, perché avrei necessità di rientrare in possesso d'uso dell’immobile per vari motivi di mio diritto. Certo della Tua comprensione, Cordiali Saluti"
Non risulta al momento che mio figlio abbia ricevuto alcuna notifica da parte di mio fratello. Domande: 1) Cosa se ne fa il comune (ufficio anagrafe) della comunicazione?

RISPOSTA

La stampa, la protocolla e poi la cestina ...
Il recesso dal comodato a tempo indeterminato deve essere notificato al comodatario ... non all'ufficio anagrafe ...
Si tratta di un recesso privo di effetti!!!
Leggi la seguente norma del codice civile:
Art. 1810 del codice civile - Comodato senza determinazione di durata.
Se non è stato convenuto un termine né questo risulta dall'uso a cui la cosa doveva essere destinata, il comodatario è tenuto a restituirla non appena il comodante la richiede.



2) Il mio 50% di possesso può far sì che mio figlio possa restare nella casa?

RISPOSTA

Certamente sì, ai sensi dell'articolo 1102 del codice civile: “Ciascun partecipante può servirsi della cosa comune, purché' non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri partecipanti di farne parimenti uso secondo il loro diritto”.
Tuo fratello è libero di rientrare in possesso dell'immobile, tuttavia eguale diritto spetta anche all'altro comproprietario ovvero a persona legata contrattualmente al comproprietario come il comodatario (nonché alla famiglia del comproprietario).



3) Mio figlio per poter andar via ha il diritto di avere il tempo necessario per trovare una nuova casa?

RISPOSTA

Esatto, il comodatario avrebbe comunque diritto al "congruo termine", prima di lasciare l'immobile.



4)Per revocare il contratto fatto non è necessario che così deliberi la maggioranza della comunione, essendo solo in 2 ed essendo la quota paritaria, in questo caso la maggioranza si identifica con l'unanimità?

RISPOSTA

Ciascun comproprietario può disporre della sua quota, con il solo limite dell'eguale diritto in capo all'altro comproprietario.
Poiché all'interno dell'appartamento non ci possiamo mettere il muro di Berlino ... i comproprietari devono adattarsi al co-utilizzo dell'appartamento.
Può il singolo comproprietario concedere in locazione l'immobile in comproprietà? Certamente sì. Pertanto il singolo comproprietario potrà concedere in comodato l'appartamento.



5) Per questo a mio avviso finché io e mio fratello non decidiamo entrambi, all'unanimità, di risolvere il contratto a suo tempo stipulato, tale contratto non dovrebbe rimanere valido?

RISPOSTA

E' valido in presenza del consenso anche soltanto di un comproprietario. Soltanto che in questo caso tuo figlio dovrà “convivere” con lo zio dissenziente ... ovviamente dopo che lo zio gli avrà notificato il suo recesso dal comodato!



3) p.s.: ripeto : non è stato firmato alcun contratto (essendo comodato d'uso verbale) ma sono stati sottoscritti da me e mio fratello gli allegati relativi alla domanda di residenza come concedevamo il comodato d'uso verbale gratuito la casa.. Il Comune dopo una settimana ha approvato il cambio di residenza (maggio 2020) grazie saluti

RISPOSTA

Primo: il recesso non è valido in quanto non è stato notificato al comodatario (art. 1810 del codice civile).
Secondo: il comodato è valido anche con il consenso soltanto di un comodatario (come per un contratto di locazione).
Terzo: ai sensi dell'articolo 1102 del codice civile: “Ciascun partecipante può servirsi della cosa comune, purché' non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri partecipanti di farne parimenti uso secondo il loro diritto”.
Quando tuo fratello, nella pec, parla del suo “diritto” ... di cosa sta parlando ???!!!
A disposizione per chiarimenti.
Cordiali saluti.

Fonti: