Compartecipazione alle spese collocazione madre e minore presso una struttura di accoglienza madre – bambino





Buongiorno, mia figlia maggiorenne ha partorito lo scorso anno un bambino (mio nipote). Il padre non ha riconosciuto il bambino ed è scomparso dalla vita di mia figlia. Il Tribunale dei Minori di Bologna, con decreto, ha disposto la collocazione della madre e del minore presso una struttura di accoglienza madre - bambino ove stanno attualmente.
Chiedo se il Comune che attualmente sta pagando le rette alla struttura può esercitare il diritto di rivalsa nei nostri confronti. Mia moglie è proprietaria dell'abitazione in cui risiediamo, io sono proprietario di un immobile concesso in locazione, disponiamo di discreti depositi bancari e percepiamo entrambi una buona pensione. Mia figlia attualmente è a mio carico ma ha appena iniziato un lavoro che se proseguirà farà si che non sia più a mio carico, almeno dal punto di vista fiscale. Nel ringraziare porgo distinti saluti.

 

RISPOSTA



Occorre fare riferimento al regolamento generale in materia di servizi sociali del comune di Bologna, in particolare agli articoli 9 e seguenti.

Tua figlia e tuo nipote sono stati collocati presso una struttura residenziale di accoglienza madre – bambino, su disposizione dell'autorità giudiziaria, come da articolo 9 del regolamento comunale.

Ai sensi dell'articolo 12 del regolamento, l'ufficio servizi sociali dovrà valutare l'effettivo stato di bisogno del soggetto beneficiario della prestazione presso la struttura residenziale.
Cosa si intende per effettivo stato di bisogno? Ce lo dice l'articolo 12 del regolamento comunale!

“2. Per situazione di bisogno si intende la sussistenza di almeno una delle seguenti condizioni:
a) insufficienza del reddito e della vita di relazione per il soddisfacimento delle primarie esigenze di vita;
b) incapacità di provvedere a se stessi;
c) presenza di provvedimenti dell'autorità giudiziaria che impongano o rendano necessari interventi o prestazioni socio assistenziali;
d) presenza di svantaggio personale in situazione di fragilità della rete sociale.

3. La valutazione della situazione di bisogno compete all’assistente sociale responsabile del caso, il quale opera le scelte conseguenti nel quadro complessivo dato dall’insieme delle risorse disponibili.

4. I criteri chiamati ad orientare la discrezionalità delle valutazioni professionali di competenza dell’assistente sociale vanno graduati in relazione alle diverse tipologie di bisogno, secondo le linee guida indicate al successivo capo III e riguardano:
a) la capacità economica del diretto interessato, basata sul valore dell’ISEE;
b) la disponibilità di ulteriori risorse economiche e relazionali da parte della famiglia;
c) la disponibilità personale di risorse di rete;
d) le condizioni di salute;
e) la situazione abitativa;
f) la capacità di gestione di sé e del nucleo familiare;
g) la capacità di assumere decisioni”.

In sintesi, è emersa una situazione di bisogno a seguito di un provvedimento dell'autorità giudiziaria. L'assistente sociale del comune di Bologna valuterà l'effettiva situazione di bisogno, alla luce dei criteri di cui al comma 4, primo tra tutti il criterio della capacità economica del diretto interessato, basata sul valore dell’ISEE. Ai fini ISEE, nel caso in questione, si considererà il nucleo anagrafico; l'ISEE infatti è calcolata anche in relazione ai redditi ed al patrimonio tuo e di tua moglie!

Art. 13 (Determinazione della situazione economica del richiedente).
1. Ai fini della valutazione della condizione di bisogno, la capacità economica delle persone si misura sulla base dell’Isee.
2. L’Isee viene utilizzata:
a) per fissare, in relazione all’accesso a determinate tipologie di prestazioni, il limite massimo di capacità economica;
b) per fissare, insieme ad altri indicatori di tipo sociale, le priorità di ammissione;
c) per fissare, insieme ad altri indicatori di tipo sociale, i livelli di contribuzione al costo del servizio posti a carico dell’utente.
3. Ai fini della valutazione dei requisiti per l’accesso alle prestazioni e per la relativa tariffazione, il Comune, nel rispetto delle vigenti disposizioni di legge, si attiene alle seguenti configurazioni del nucleo di riferimento sulla base del quale calcolare l’Isee:
a) per le persone portatrici di handicap e per le persone ultrasessantacinquenni non autosufficenti si considera il solo diretto interessato;
b) per le persone ultrasessantacinquenni non rientranti nella previsione di cui alla lett. a) si considera il diretto interessato più il coniuge convivente o il convivente more uxorio;
c) nei rimanenti casi si considera il nucleo anagrafico.
4. La Giunta Comunale provvede, nel rispetto della disciplina generale approvata dal Consiglio e sulla base di specifica istruttoria volta a valutare gli impatti economico – finanziari delle scelte assunte, ad emanare e ad aggiornare:
a) con riferimento all’elenco delle prestazioni di sussidio economico, le relative soglie Isee di accesso;
b) con riferimento ai servizi per i quali è prevista una quota di contribuzione a carico degli utenti, le fasce Isee, la definizione del relativo nucleo di riferimento e gli ulteriori indicatori sociali da utilizzare per calcolare l’ammontare della contribuzione;
c) le soglie di riferimento per l’esenzione dal pagamento delle quote di contribuzione ai servizi.

Annualmente la giunta comunale di Bologna stabilisce, con riferimento ai servizi per i quali è prevista una quota di contribuzione a carico degli utenti, le fasce Isee, la definizione del relativo nucleo di riferimento e gli ulteriori indicatori sociali da utilizzare per calcolare l’ammontare della contribuzione.
In considerazione dei vostri redditi e del vostro patrimonio, l'ISEE di riferimento certamente non vi consentirà di essere esentati dalla compartecipazione ai costi della prestazione sociale di carattere residenziale.
A nulla servirebbe spostare adesso la residenza di vostra figlia! L'obbligo di compartecipazione resterebbe immutato!

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti: