Concorso assistente amministrativo scuola condanna reato sostanze stupefacenti





Buongiorno vorrei avere un parere: ho 47 anni ho un contratto sino al 30 giugno 2020 come assistente amministrativo in una scuola pubblica: premetto che quando ho firmato il contratto ho sbarrato la casella: dichiaro di avere precedenti penali o condanne per delitti non colposi per sentenze passate in giudicato, ovvero: patteggiamento pena di giorni 15 e mesi 5, articolo 73 comma 5 (lieve entità) del DPR n. 309/1990 (lettera a).
Ho chiesto ed ottenuto estinzione e dunque riabilitazione!!!...vorrei sapere se questa condanna è motivo ostativo all'esclusione dal posto di lavoro presso scuola come assistente amministrativo!
Grazie mille.

RISPOSTA

Sì, è motivo ostativo idoneo a giustificare l'esclusione dal posto di lavoro, in ragione della legge n. 16 del 1992, citata nel bando di concorso.
Il bando di concorso prevede quanto segue:

Bando ata 2019 2020

7.3 Non possono partecipare alla procedura:
a) coloro che siano esclusi dall'elettorato attivo politico;
b) coloro che siano stati destituiti o dispensati dall'impiego presso una pubblica amministrazione per persistente insufficiente rendimento;
c) coloro che siano stati dichiarati decaduti da un impiego statale, ai sensi dell'art. 127, primo comma, lettera d) del testo unico delle disposizioni concernenti lo statuto degli impiegati civili dello Stato, approvato con D.P.R. 10 gennaio 57 n. 3, per aver conseguito l'impiego mediante la produzione di documenti falsi o viziati da invalidità non sanabile o siano incorsi nelle sanzioni disciplinari previste dal vigente contratto collettivo nazionale del comparto “Scuola” (licenziamento con preavviso e licenziamento senza preavviso) o nella sanzione disciplinare della destituzione;
d) coloro che si trovino in una delle condizioni ostative di cui alla legge 18 gennaio 1992, n. 16;
e) coloro che siano inabilitati o interdetti, per il periodo di durata dell'inabilità o dell'interdizione;
f) i dipendenti dello Stato o di enti pubblici collocati a riposo in applicazione di disposizioni di carattere transitorio o speciale.


La legge n. 16 del 1992 (citata nel bando) fa riferimento ai reati di cui all'articolo 73 del DPR n. 309/1990 (lettera a):

a) coloro che hanno riportato condanna, anche non definitiva, per il delitto previsto dall'articolo 416- bis del codice penale o per il delitto di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope di cui all'articolo 74 del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, o per un delitto di cui all'articolo 73 del citato testo unico, concernente la produzione o il traffico di dette sostanze, o per un delitto concernente la fabbricazione, l'importazione, l'esportazione, la vendita o cessione, l'uso o il trasporto di armi, munizioni o materie esplodenti, o per il delitto di favoreggiamento personale o reale commesso in relazione a taluno dei predetti reati;
b) coloro che hanno riportato condanna, anche non definitiva, per i delitti previsti dagli articoli 314 (peculato), 316 (peculato mediante profitto dell'errore altrui), 316- bis (malversazione a danno dello Stato), 317 (concussione), 318 (corruzione per un atto d'ufficio), 319 (corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio), 319- ter (corruzione in atti giudiziari), 320 (corruzione di persona incaricata di un pubblico servizio) del codice penale;
c) coloro che sono stati condannati con sentenza definitiva o con sentenza di primo grado, confermata in appello, per un delitto commesso con abuso dei poteri o con violazione dei doveri inerenti ad una pubblica funzione o a un pubblico servizio diverso da quelli indicati alla lettera b);
d) coloro che, per lo stesso fatto, sono stati condannati con sentenza definitiva o con sentenza di primo grado, confermata in appello, ad una pena non inferiore a due anni di reclusione per delitto non colposo;
e) coloro che sono sottoposti a procedimento penale per i delitti indicati alla lettera a), se per essi e' stato gia' disposto il giudizio, se sono stati presentati ovvero citati a comparire in udienza per il giudizio;
f) coloro nei cui confronti il tribunale ha applicato, anche se con provvedimento non definitivo, una misura di prevenzione, in quanto indiziati di appartenere ad una delle associazioni di cui all'articolo 1 della legge 31 maggio 1965, n. 575, come sostituito dall'articolo 13 della legge 13 settembre 1982, n. 646.
2. Le disposizioni di cui al comma 1 non si applicano nel caso in cui nei confronti dell'interessato venga emessa sentenza, anche se non definitiva, di non luogo a procedere o di proscioglimento o sentenza di annullamento, anche se con rinvio, ovvero provvedimento di revoca della misura di prevenzione, anche se non definitivo.

Secondo il codice penale (art. 178 del codice penale), la riabilitazione estingue le pene accessorie ed ogni altro effetto penale della condanna, salvo che la legge disponga altrimenti.
La giurisprudenza ritiene pacificamente che l'intervenuta riabilitazione, sebbene estingua le pene accessorie ed ogni altro effetto penale della condanna, non impedisce all'amministrazione di valutare le condanne riportate dall'interessato ai fini dell'assunzione in servizio di un pubblico dipendente (cfr. Cons. St., sezione sesta, 17 ottobre 1988, n. 1136; sezione quinta, 21 febbraio 1987, n. 124; sezione terza, 20 ottobre 1987, n. 1074).

Il legislatore non ha scritto nel testo di legge: “coloro che hanno riportato condanna, anche non definitiva, per i delitti previsti … salvo intervenuto riabilitazione”
Di conseguenza, l'amministrazione, nonostante la riabilitazione, eccezionalmente, può valutare le condanne riportate dall'interessato ai fini dell'esclusione dal posto di lavoro.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti: