Non obbligatorietà della clausola di revisione del prezzo negli appalti pubblici





(Premessa: noi forniamo ad es. rame il cui prezzo è legato all'andamento del mercato non fissato da noi discrezionalmente.)
1. E' possibile per la PA escludere nel contratto la revisione del prezzo dei beni da fornire negli appalti di forniture periodiche con trasporto e consegna. Se no, cosa possiamo fare per chiedere di rivedere i prezzi.

RISPOSTA

Attualmente, alla luce della norma contenuta nell'articolo 106 comma 1 del nuovo codice dei contratti (d.lgs. 50/2016) la clausola di revisione del prezzo degli appalti di beni-servizi non è più obbligatoria ma facoltativa.

Secondo il predetto articolo 106 comma 1 d.lgs. 50/2016, eventuali modifiche e varianti relative a contratti di appalto in corso di validità, possono essere autorizzate dal Rup, in base al regolamento comunale per gli affidamenti di appalti di lavori, servizi, forniture.

Tanto premesso, in estrema sintesi, la decisione di ricorrere o meno alla procedura della revisione dei prezzi, oltre ai meccanismi di revisione del prezzo sono determinati dalla stazione appaltante, che deve darne evidenza nei documenti di gara.
In precedenza, il vecchio codice dei contratti pubblici, d.lgs. 163/2006, prevedeva l'obbligatorietà delle clausole di revisione. Il precedente codice degli appalti conteneva una norma “imperativa”, ossia l'articolo 115 del Dlgs n.163/2006 che prevedeva che i contratti d'appalto ad esclusione periodica o continuativa, stipulati con la Pa, DEVONO contenere una clausola di revisione periodica del prezzo.



2. In caso di aggiudicazione di una gara di fornitura periodica, nel contratto con la PA è prevista la non applicazione degli art. 1664 e 1467 del codice civile, è giusto. Cosa possiamo fare?

RISPOSTA

Dall'entrata in vigore del nuovo codice dei contratti, ossia dalla pubblicazione in gazzetta ufficiale del decreto legislativo n. 50/2016, la stazione appaltante ha facoltà di disapplicare i predetti articoli del codice civile, senza che l'operatore economico abbia nulla da eccepire. Purtroppo per gli operatori economici è cambiata la normativa!



3. Nel caso di discordanza tra disciplinare di gara e contratto (con o senza riferimento al disciplinare di gara) quale fa testo?

RISPOSTA

Sempre il contratto di appalto.
Occorre fare riferimento al contratto di appalto, con o senza riferimento al disciplinare di gara. Potresti fare un esempio concreto? Vorrei approfondire meglio questo aspetto di natura contrattuale.



4. Nel caso in cui già il prezzo a base di gara sia sottocosto cosa possiamo fare?

RISPOSTA

Non partecipare alla gara di appalto.



5. Cosa possiamo fare quando il prezzo di gara supera + del 30%-35% il prezzo di mercato dei prodotti che vendiamo.
Grazie.
Cordiali saluti

RISPOSTA

Penso di avere perfettamente compreso il senso della tua domanda.
Vorresti capire se esiste una norma di legge, come quella relativa all'anomalia dell'offerta (meccanismo del taglio delle ali, tanto per intenderci …), anche per il RUP al momento della determinazione del prezzo da porre a base di gara …
Il mio consiglio? Se il prezzo a base di gara supera + del 30%-35% il prezzo di mercato dei prodotti oggetto della fornitura … consiglio di segnalare questa prassi scorretta all'ANAC ed alla Prefettura. Perché un prezzo a base di gara – 35% del valore di mercato? per non fare partecipare nessuno, per poi affidare l'appalto con una trattativa negoziata all'amico del politico???!!!

Perché un prezzo a base di gara + 35% del valore di mercato? Per far cadere l'operatore economico nella rete dell'offerta anomala???!!!
Si tratta di un indizio di scarsa trasparenza all'interno della stazione appaltante!!!

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti: