Nuovi finanziamenti garantiti e rinegoziare finanziamenti decreto liquidità





Buongiorno a tutti,
Venerdì devo incontrare la banca riguardante l’ultimo decreto liquidità del 4 giugno.
In sostanza nel 2016 ho aperto 10.000 di fidi che non sono mai riuscito a restituire e in questi 4 anni cercando di far partire l’azienda non sono stato spesso puntuale con i pagamenti delle rate quindi sono sicuramente segnalato al sistema di credito.

 

RISPOSTA

 

La presenza di crediti deteriorati e l'iscrizione alla centrale rischi rappresentano un ostacolo all'accesso alle misure del decreto liquidità relative a nuovi finanziamenti.
Puoi accedere alla misura della rinegoziazione di cui all'articolo 13 lettera e) del decreto liquidità.
Penso che tu faccia riferimento alla misura della rinegoziazione del finanziamento in essere.



Da quello che ho inteso tuttavia il governo copre il 100% anche per chi ha delle segnalazioni.

 

RISPOSTA

 

Penso che tu faccia riferimento alla rinegoziazione di cui alla lettera e) e non alle richieste di nuovi finanziamenti.



Per la restituzione di questa somma avevo proposto una seconda rata sul mutuo di casa mia al fine di avere un tasso più basso ma non è stato accettato pur essendoci gli spazi.
La banca ha invece preferito inserire questi 10.000 in un prestito che avevo già esistente ricostruendolo e allungandolo a 15 anni ma ovviamente con un tasso molto più alto. Oggi che ho il mutuo fermo per 18 mesi magari è una cifra sostenibile ma appena ripartirà anche quello sarò di nuovo soffocato da tutte queste rate.
Ecco perché i denari del decreto liquidità mi potrebbero servire a ripartire allargando la mia attività al fine di aumentare i ricavi in vista di queste rate che o prima o poi sarò costretto a pagare tutte per intero.

 

RISPOSTA

 

I denari del decreto liquidità possono essere utilizzati soltanto per investimenti copertura del costo del personale, liquidità per stabilimento produttivi e attività imprenditoriali localizzate in Italia.
Non possono essere utilizzati per rifinanziare finanziamenti già in essere!
Diverso è il discorso relativo alle rinegoziazioni di finanziamenti già in essere.



Venerdì quindi assieme alla firma di questo nuovo prestito mi piacerebbe avere qualche arma per chiedere una sorta di dare e avere. Ogni banca tuttavia ha le sue regole e del decreto non gliene importa molto.

 

RISPOSTA

 

Penso che tu faccia riferimento all'articolo 13 lettera e) del decreto liquidità (D.L. N. 23 8 aprile 2020), ossia alle rinegoziazioni con garanzia diretta.
Valuteremo sia la possibilità di ottenere nuovi finanziamenti garantiti che quella di rinegoziare i finanziamenti in essere, come da lettera e):
e) sono ammissibili alla garanzia del Fondo, per la garanzia diretta nella misura dell'80 per cento e per la riassicurazione nella misura del 90 per cento dell'importo garantito dal Confidi o da altro fondo di garanzia, a condizione che le garanzie da questi rilasciate non superino la percentuale massima di copertura dell'80 per cento, i finanziamenti a fronte di operazioni di rinegoziazione del debito del soggetto beneficiario, purché’ il nuovo finanziamento preveda l'erogazione al medesimo soggetto beneficiario di credito aggiuntivo in misura pari ad almeno il 10 per cento dell’importo del debito accordato in essere del finanziamento oggetto di rinegoziazione;
A mio parere, non puoi avere accesso a nuovi finanziamenti garantiti, ma puoi avvalerti della rinegoziazione di cui al precedente punto e) dell'articolo 13 del decreto liquidità.



Cosa potrei fare in questa sorta di trattativa?
C’è qualche arma che potrei avere?

 

RISPOSTA

 

La rinegoziazione di cui alla lettera e).



In sostanza la mia idea sarebbe quella di offrire la chiusura di un altro conto che avevo aperto a causa delle loro politiche costose ma se ricevo un altro no vorrei riservarmi il diritto di non firmare per dimostrare che non può essere un ricatto anche se devo restituire il denaro ma non sempre alle condizioni più costose.
Avete qualche consiglio in virtù di questa legge nuova.
Grazie mille

 

RISPOSTA

 

Penso che sia il caso di illustrare innanzitutto la normativa prevista dal decreto liquidità, in materia di sostegni per le imprese e accesso al credito.
Cominciamo dalla richiesta di nuovi finanziamenti garantiti.
Dopo la prolungata “chiusura” del Paese, cosi come disposto dal Governo, il bisogno di liquidità è diventato fondamentale per tutte le attività commerciali.
Diverse sono state le misure adottate dal Governo, tra queste, al capo I del Decreto Liquidità troviamo le misure di accesso al credito per piccole, medie e grandi imprese residenti nel territorio italiano per le quali il 21 aprile l’ABI, Associazione Italiana Banche, ha emanato le modalità operative.

La SACE, Sezione speciale per l’Assicurazione del Credito per l’Esportazione, organismo controllato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, e da Cassa Depositi e Prestiti, ha un ruolo centrale nell’erogazione di tali garanzie. È stato tale ente a predisporre il portale web (www.sacesimest.it/garanziaitalia), attraverso cui gli istituti di credito possono presentare le domande di garanzia e ottenere le risposte di ammissione sulla base delle richieste effettuate dai contribuenti.
Di fatto l’impresa X, nel caso in cui voglia richiedere il finanziamento garantito, dovrà inoltrare la propria richiesta all’istituto bancario, sarà questo poi a sua volta, previa adesione alle “condizioni generali”, a fare domanda di garanzia a mezzo del citato portale, direttamente alla SACE. Oltre al portale, per l’acceso alle banche, sul sito dell’ente (www.sacesimest.it), è disponibile per tutti gli operatori, sia banche che imprese, un simulatore in grado di indicare l’importo finanziabile a fronte dei parametri economici/finanziari di ciascuna azienda, tenendo in considerazione i dati riferiti all’anno 2019.
Quali sono le caratteristiche del finanziamento?
Saranno ammessi finanziamenti garantiti da SACE nel rispetto delle seguenti caratteristiche…
● Durata totale non superiore a 6 anni (estesa poi a 10 anni).
● Periodo di preammortamento fino a 24 mesi, o frazioni ma per multipli di 6 mesi.
● Piano di ammortamento italiano con rata a quota capitale costante.
● Pagamento delle rate trimestrale a fine del trimestre solare.
● Erogazione delle somme in un’unica soluzione.
● Importo del prestito assistito da garanzia pari al massimo al:25% del fatturato;
- doppio del costo del personale.
● Garanzia rilasciata dalla SACE pari al:
- 70% per imprese con fatturato > di 5 miliardi di euro;
- 80% per imprese con fatturato compreso tra 1,5 e 5 miliardi e con n. di dipendenti > di 5 mila;
- 90% per imprese con fatturato < di 1,5 miliardi e con dipendenti < di 5 mila.
Quali sono le finalità del finanziamento?
Il finanziamento e la relativa garanzia di SACE viene erogata per finalità di:
● investimenti;
● copertura del costo del personale;
● liquidità per stabilimenti produttivi e attività imprenditoriali localizzate in Italia.
Non sono ammessi finanziamenti con finalità di:
● rifinanziamento finanziamenti già in essere;
● riacquisto di azioni proprie;
● acquisizioni societarie.
Il finanziamento sarà erogato direttamente sul conto corrente dedicato dell’impresa richiedente in un’unica soluzione.
Immagino che la tua piddi ditta individuale sia una piccola media impresa: per il rilascio di garanzie alle piccole e medie imprese, è stata ideata una proceduta semplificata, riservata alle imprese con meno di 5 mila dipendenti e un fatturato inferiore a 1,5 miliardi di euro. La valutazione dei requisiti di accesso alla garanzia si baseranno sulle dichiarazioni rese dal richiedente e su queste si baserà l’istruttoria effettuata dall’istituto di credito. È compito quindi della banca o dell’istituto di credito dichiarare …
● Di avere concluso con esito positivo le procedure di conoscenza del cliente, ivi comprensive le verifiche su antiriciclaggio, contrasto al finanziamento del terrorismo, sanzioni ed embarghi.
● Di avere verificato il costo del finanziamento, composto da:
a) remunerazione della garanzia SACE;
b) commissioni limitate al recupero dei costi;
c) tasso di interesse applicato, inferiore al costo per operazioni con medesime caratteristiche ma prive di garanzie SACE.
● Che l’impresa richiedente non rientrava al 31 dicembre 2019 nelle categorie delle imprese in difficoltà ai sensi del regolamento Europeo.
● Che al 29 febbraio 2020 l’impresa non aveva esposizioni deteriorate in essere presso istituti di credito.
Gli impegni assunti dalla SACE non supereranno l’importo complessivo di 200 miliardi di euro, di cui 30 miliardi destinati esclusivamente al supporto di piccole e medie imprese. Tale garanzia verrà prestata esclusivamente entro la data del 31 dicembre 2020.
La richiesta di ammissione alla garanzia, da presentare dall’impresa X al soggetto finanziatore deve contenere le seguenti dichiarazioni:
● Assenza di difficoltà economica antecedente all’emergenza Covid-19.
● Dichiarazione del rispetto del limite dell’importo del finanziamento richiesto con riferimento al fatturato e al costo del personale, così come risultante dal bilancio anno 2019 depositato o dalla dichiarazione fiscale anno 2019, ovvero dai dati certificati dal collegio sindacale o nel progetto di bilancio approvato dal consiglio di amministrazione.
● L’attestazione del livello occupazionale e l’impegno a gestite la forza lavoro attraverso gli accordi sindacali.
● Attestazione sulle finalità e lo scopo del finanziamento.
● Nel caso di gruppo di imprese, l’attestazione che né l’impresa richiedente, né ogni altra impresa appartenente al gruppo abbia approvato la distribuzione di dividendi o il riacquisto di azioni proprie a decorrere dal 9 aprile 2020 e si impegnano a non approvare la distribuzione dei dividendi o il riacquisto di azioni proprie nel corso del 2020.
● Attestazioni circa l’assenza di procedimenti e/o condanne in capo all’impresa beneficiaria e di procedimenti per corruzione, frode fiscale e simili nei confronti dei vertici aziendali. La banca o l’istituto di credito finanziatore, avviata l’istruttoria creditizia, sottopone la proposta agli organi deliberanti competenti e all’esito della delibera, il soggetto presenta alla SACE la richiesta di garanzia, con la quale dichiara:
1. Di aver ricevuto dall’impresa beneficiaria tutte le dichiarazioni di cui sopra.
2. Di aver concluso favorevolmente la propria istruttoria e di voler concedere il finanziamento subordinatamente all’ottenimento della garanzia SACE.
3. Di aver concluso con esito positivo la verifica del costo del finanziamento, comprensivo delle commissioni bancarie limitate al recupero dei costi, inferiori rispetto al costo che sarebbe applicato dal medesimo soggetto finanziatore per operazioni con le medesime caratteristiche ma prive di rilascio della garanzia SACE.
4. Che l’impresa beneficiaria non rientrava al 31 dicembre 2019 nella categoria delle imprese in difficoltà ai sensi della normativa europea e che al 29 febbraio 2020 non possedeva esposizioni deteriorate presso il sistema bancario. Per esposizioni deteriorate intendiamo esposizioni debitorie non più pagate regolarmente o non pagate del tutto.
5. Di aver ricevuto dall’impresa l’autodichiarazione antimafia. SACE una volta ricevuta la richiesta di garanzia dalla banca o dall’istituto di credito provvederà in ordine cronologico di arrivo delle richieste a verificare le stesse. In caso di esito positivo SACE comunicherà alla banca o all’istituto di credito il Codice Univoco Identificativo – CUI – confermando l’emissione della garanzia. Una volta ricevuto dalla banca o dall’istituto di credito tale codice CUI, la garanzia risulterà EMESSA. Non sarà necessario quindi a questo punto ricevere la garanzia controfirmata dalla banca o dall’istituto di credito.
SACE a questo punto notificherà attraverso il portale con riferimento a ciascun codice CUI la data di avvenuta erogazione del finanziamento, con l’associazione allo stesso della garanzia concessa. La banca o l’istituto di credito riceverà poi copia del piano di ammortamento del finanziamento con indicazione delle rate di premio da corrispondere a SACE nel corso del finanziamento.
Dalla data dell’emissione della garanzia la banca o l’istituto di credito deve procedere all’erogazione del finanziamento all’impresa richiedente entro la data di 30 giorni in caso di procedura semplificata.
Facciamo notare che la mancata erogazione entro tali termini del finanziamento all’impresa richiedente comporterà la decadenza della garanzia. Il premio SACE sarà corrisposto in via anticipata annualmente al primo pagamento, dovuto alla fine del trimestre solare di riferimento del giorno di erogazione. I pagamenti successivi annui del premio SACE saranno calcolati sull’importo residuo trimestre per trimestre e saranno corrisposti a ogni ricorrenza di anno successiva alla data del primo pagamento.
Esempio di richiesta di finanziamento
Impresa X:
● fatturato complessivo annuo 2019: 60 mila euro;
● costo complessivo del personale dipendente 7 mila euro.
Garanzia SACE pari al 90% poiché rientra tra le imprese con fatturato < di 1,5 miliardi e con dipendenti < di 5 mila.
Importo massimo erogabile:
● 25% del fatturato = (60.000 x 25%) totale 15 mila euro;
● doppio del costo complessivo del personale dipendente: (7.000 x 2) totale 14 mila euro.
L’importo massimo erogabile sarà quindi pari a 15 mila euro, di cui 13,5 mila euro saranno garantiti da SACE e il restante 10% pari a 1.500 euro (millecinquecento) direttamente garantiti dall’impresa richiedente.
Cosa dobbiamo intendere per impresa in difficoltà secondo la normativa europea? Si ritiene che un’impresa sia in difficoltà se, in assenza di un intervento dello Stato, è quasi certamente destinata al collasso economico a breve o a medio termine. Pertanto un’impresa è considerata in difficoltà se sussiste almeno una delle seguenti circostanze:
-nel caso di società a responsabilità limitata, qualora abbia perso più della metà del capitale sociale sottoscritto a causa di perdite cumulate. Ciò si verifica quando la deduzione delle perdite cumulate dalle riserve (e da tutte le altre voci generalmente considerate come parte dei fondi propri della società) dà luogo a un importo cumulativo negativo superiore alla metà del capitale sociale sottoscritto;
-nel caso di società in cui almeno alcuni soci abbiano la responsabilità illimitata per i debiti della società, qualora abbia perso più della metà dei fondi propri, quali indicati nei conti della società, a causa di perdite cumulate;
- l’impresa sia oggetto di procedura concorsuale per insolvenza o soddisfi le condizioni previste dal diritto nazionale per l’apertura nei suoi confronti di una tale procedura su richiesta dei suoi creditori;
-nel caso di un’impresa diversa da una PMI, qualora, negli ultimi due anni:
a)il rapporto debito/patrimonio netto contabile dell’impresa sia stato superiore a 7,5;
b)il quoziente di copertura degli interessi dell’impresa (EBITDA/interessi) sia stato inferiore a 1,0.
Il richiedente non deve avere inoltre crediti deteriorati (conosciuti anche come prestiti non performanti o, in inglese, non performing loans, NPL) con le banca. Si tratta di crediti delle banche (mutui, finanziamenti, prestiti) che i debitori non riescono più a ripagare regolarmente o del tutto.
Passiamo adesso alla rinegoziazione di finanziamenti già in essere.
Le rinegoziazioni sono disciplinate dalla lettera e).
In questo caso la garanzia diretta è pari all'80% e sale al 90% in caso di riassicurazione con l'intervento del Confidi o di altro fondo di garanzia.
La condizione prevista è tuttavia quella per cui il nuovo finanziamento preveda l'erogazione al soggetto beneficiario di credito aggiuntivo in misura pari ad almeno il 10% dell'importo del debito originario. Quindi la rinegoziazione dei debiti in essere è consentita purché vi sia anche un incremento di nuova finanza, non inferiore al 10 per cento.
Vediamo l'impatto lato banca.
A fronte di nuova finanza che deve essere fornita, l'operazione assoggettata alla garanzia del Fondo centrale consente di fatto di ottenere una forma garantita per l'80 per cento. La bontà o meno di tutto ciò dipenderà dalle condizioni dei finanziamenti che sono oggetto di rinegoziazione. Se questi non erano garantiti, come può avvenire in presenza di linee a breve termine oppure di mutui chirografari (ovvero senza garanzia), allora l'operazione può essere conveniente per la banca. Questo perché a fronte del credito addizionale (da stabilire poi quanto) la banca potrebbe sostituire delle linee non garantite con altre in cui il Fondo garantisce all'80%, residuando in capo alla banca solo il 20 per cento. Da notare che la lettera e) non precisa né cosa si possa riscadenzare, né con quale durata né tanto meno in base a quale tasso (che potrebbe essere inferiore se a fronte della garanzia del Fondo il rischio per la banca si riduce).
Vediamo ora gli aspetti lato impresa.
La stessa non potrà sostituire tout court il breve con il medio lungo termine, in quanto poi avrà comunque necessità di linee di breve o comunque autoliquidanti per la propria operatività commerciale. Il vantaggio potrà essere quello di "consolidare" il proprio debito, ottenendo un riscadenzamento a lungo termine, che potrà toglierle un po' di pressione in questo momento. Da questo punto di vista, tuttavia, una riflessione va fatta proprio sull'orizzonte temporale: un allungamento del rimborso del debito, forse ben oltre i 72 mesi cui fa riferimento l'articolo 13, potrebbe rendersi necessario.
Potrebbe essere conveniente per la tua impresa una rinegoziazione con incremento di nuova finanza non inferiore al 10%?
A mio parere, si tratta dell'unica arma che il decreto liquidità mette a tua disposizione, nelle trattative con la tua banca.
A disposizione per chiarimenti.
Cordiali saluti.

Fonti: