Divieto di accedere al demanio marittimo con l'auto





Vi espongo il problema: si tratta di una porzione di terreno demaniale marittimo situato tra uno stradello privato lungo una cinquantina di metri ed una via comunale costeggiante il mare. Su questo terreno in passato abbiamo realizzato una rampa in autobloccanti che congiungeva lo stradello e la via comunale e che serviva per raggiungere più agevolmente la mia abitazione. Il tutto era stato realizzato dietro concessione demaniale marittima e regolare progetto ma nel tempo, oltre al titolare della concessione, la rampa era percorsa in auto, pur senza titolo alcuno ma per loro comodità, anche da altre vetture, ora la concessione è stata revocata ma non per motivi di diversa destinazione dell'area. Ho regolarmente smantellato i manufatti realizzati ma le altre vetture continuano a percorrere questa rampa che non è più lastricata ma è rimasta solo terra e sabbia, anzi qualcuno ha anche portato dell'altra sabbia per compattare ulteriormente il terreno. Questo di fatto fa continuare il traffico di vetture davanti a casa. L'intenzione è di mettere dei dissuasori al limite dello stradello privato

RISPOSTA

Fin qui l'argomento è stato trattato in una precedente consulenza. Ricordo che ti avevo consigliato di posizionare delle fioriere, per impedire il passaggio delle auto, ma consentire quello delle persone, giacché ai sensi del comma 254 della Legge 296/2006 sussiste l’obbligo di “consentire il libero e gratuito accesso e transito, per il raggiungimento della battigia antistante l’area ricompresa nella concessione (quindi non ricompresa in essa), anche al fine di balneazione”.



Ma vorrei chiederVi: E' legittimo da parte di privati transitare ripetutamente (e quindi non occasionalmente) in auto su di un tratto di demanio marittimo come fosse una strada "pubblica" o posso chiedere al comune di interdire il traffico.
O l'abitudine a farlo costituisce una sorta di "diritto"
Cordiali Saluti

RISPOSTA

Non è assolutamente legale, giacché il demanio marittimo è un bene pubblico degno di tutela giuridica, giacché destinato a consentire alla P.A. di perseguire le proprie finalità in materia di navigazione: direttamente, attraverso il loro impiego e, indirettamente, attraverso il godimento degli stessi da parte di tutti coloro che possono usufruirne. Il comune ha il preciso dovere di evitare che dalla circolazione stradale possa derivare pregiudizio ai beni demaniali marittimi ed alle relative pertinenze.
È opportuno segnalarti la sentenza del Consiglio di Stato Sez. VI, 16-02-1979, n. 80, in ragione della quale il Capo del Compartimento marittimo può disporre la delimitazione di zone del demanio marittimo e questo allorquando esista un interesse pubblico attuale e concreto, e vi sia incertezza dei confini tra proprietà privata e demanio marittimo. Il principio giuridico è ancora attuale a condizione di leggere, al posto del capo del Compartimento marittimo, il Sindaco quale legale rappresentante del comune (visto che la competenza è passata all'ente comunale).
Non solo: l’eventuale occupazione del demanio marittimo, genericamente inteso, mediante un veicolo, trova sanzione diretta nell’art. 1161, comma secondo, del Codice della Navigazione; sanzione quest’ultima, che si applica anche nel caso in cui il veicolo venga parcheggiato nei tratti di strada che adducano ai medesimi luoghi e nei quali vige il divieto di sosta.
Ai fini dell'illecita occupazione del demanio marittimo, non rileva l’eventuale fase statica o dinamica dell’occupazione tramite l'automobile, quanto, piuttosto, la messa in pericolo di tale bene, mediante l’accesso abusivo a tale area col veicolo. La sanzione edittale è prevista tra il minimo di 103,00 euro ed il massimo di 619,00 euro e quindi, è ammesso il pagamento in misura ridotta pari ad euro 206,00, entro sessanta giorni dalla notificazione/contestazione: autorità competente è il sindaco.
In sintesi, il comune ha il dovere di interdire il traffico per tutelare il bene pubblico del demanio marittimo, ai sensi delle norme sopra indicate.
Le cattive abitudini, specialmente se illegali, non sono mai fonte del diritto.
Non si può usucapire un "modus operandi" illegale.
A disposizione per chiarimenti.
Cordiali saluti.

Fonti: