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Illegittimo diniego cambio di residenza presso immobile non accatastato





Mia suocera , di anni 85 vedova, ha bisogno di trasferire la residenza anagrafica da un comune (Frascati) ad un altro (Roma) dove, vicino ad appartamento della figlia, occupa una dimora di vecchia costruzione (anni 50), fornita di ogni requisito di comune abitazione civile, luce, gas, acqua da sempre, ma che, per effetto di non si sa quali errori od omissioni , non risulta agli atti di visura catastale.

RISPOSTA

Se un bene immobile non risulta registrato al catasto, bisogna presentare apposita documentazione e domanda di aggiornamento all’Agenzia dell’Entrate, presentando la pratica di accatastamento o variazione catastale in base alla situazione attuale, a firma di un tecnico abilitato (geometra, ingegnere, architetto). Ad ogni modo, non è questo l'oggetto della presente consulenza …
Piuttosto ti chiedo chi è il proprietario di questo immobile costruito negli anni 50?
Tua suocera è proprietaria di questo immobile? Intendo “proprietario” in base ad un valido titolo di trasferimento (compravendita, donazione, successione ereditaria).



Per tale abitazione, singola , piccolo fabbricato a se stante piano terra, fu inoltrata richiesta di accatastamento di cui si ha ricevuta, e richiesta di condono per costruzione abusiva, di cui si ha anche ricevuta. Pratiche queste ultime che non hanno avuto risposta. Solo su visura estratto di mappa catastale risulta area edificata, ma non su visura di fabbricato. Normale la visura di terreno (foglio e particella). Ciò posto, fermi restando gli atti di verifica amministrativi e tecnici da fare anche a cura delle figlie, si chiede se il Comune di Roma sia legittimato a NEGARE la concessione di residenza, soltanto basandosi sulle risultanze catastali e non anche sull'evidenza dell'esistenza dell'abitazione, anche avvalendosi eventualmente dell'opera ispettiva e con verbale, della Polizia Urbana.

RISPOSTA

Se una persona vive effettivamente in un appartamento, il Comune non può negargli il cambio di residenza, a prescindere dalle caratteristiche dell’immobile. Difatti, una cosa è la registrazione anagrafica, un’altra il rispetto dei provvedimenti Comunali in materia di agibilità. Quindi se è vero che il Comune può rifiutare il cambio di residenza in un appartamento non abitabile qualora l’inquilino o il proprietario non vi viva effettivamente, non può invece negarlo se tale immobile è davvero il luogo di abituale dimora del richiedente. La circolare del Ministero dell'Interno n. 8 del 29 maggio 1995 prevede infatti quanto segue: “in effetti, in presenza di quello che costituisce un diritto-dovere del cittadino, richiedere ed avere la residenza anagrafica, non si può assolutamente ipotizzare l'esistenza di una discrezionalità dell'amministrazione comunale, ma soltanto il dovere di compiere un atto dovuto ancorato all'accertamento obiettivo di un presupposto di fatto, e cioè la presenza abituale del soggetto sul territorio comunale”.



Esiste cioè il diritto alla residenza, visto anche che mia suocera ha venduto nel 2017 l'abitazione ove risulta ancora residente e cioè vuole usufruire della sua casa a Roma, da sola ancora in forze a e autonoma, e non essere costretta a risiedere presso una delle figlie, aumentandone così la consistenza anagrafica?
grazie anche per la pazienza

RISPOSTA

Penso di aver capito quale potrebbe essere il problema …
Tua suocera è in grado di dimostrare attraverso un valido titolo giuridico, di essere proprietaria di questo immobile non accatastato?
Qual è questo titolo?
Compravendita, donazione, successione?
Mi spiego meglio: l'art. 5 del decreto-legge n. 47 del 28 marzo 2014 in materia di "Lotta all'occupazione abusiva di immobili", prescrive che "chiunque occupa abusivamente un immobile senza titolo non può chiedere la residenza ne' l'allacciamento a pubblici servizi in relazione all'immobile medesimo e gli atti emessi in violazione di tale divieto sono nulli a tutti gli effetti di legge".
Il tuo ragionamento giuridico incontra un unico limite: non si può ottenere la residenza anagrafica presso un immobile occupato senza valido titolo.
Premesso che faccio fatica a credere che all'anagrafe del comune di Roma non siano a conoscenza delle circolari del Ministero dell'Interno, siamo sicuri che non si tratti di un problema di valido titolo di proprietà?
Resto in attesa di un tuo riscontro per concludere la presente consulenza.
A disposizione per chiarimenti.
Cordiali saluti.

Fonti: