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Scritto da Bruno Giuseppe, Avvocato

Residenza fiscale in Italia per pensionati aire: regime Flat tax, verifiche e separazione della residenza dei coniugi





Buongiorno,
Sono un cittadino italiano residente all’estero da 37 anni (emigrato ed iscritto all’AIRE dal 1987). Ho risieduto in Francia dal 1987 al 2013 e sono attualmente residente in Svizzera dal 2013. Avendo raggiunto l’età pensionabile sto considerando terminare la mia attività professionale e rientrare in Italia come pensionato e stabilirvi la residenza (principale e fiscale).
In Italia possiedo un’abitazione al mare, in Puglia nel comune di Peschici. Possiedo anche unità immobiliari in Francia ed in Svizzera. I miei redditi saranno la pensione e interessi e dividendi di investimenti mobiliari.
Durante la mia pensione, ho previsto di trascorrere i mesi estivi in Puglia, quelli invernali nella residenza in montagna in Francia e nei periodi di transizione fra le stagioni, nell’abitazione svizzera o in viaggi turistici all’estero. Né in Francia, né in Svizzera, ma probabilmente neanche in Italia trascorrerò più di sei mesi all’anno (183 / 184 giorni).
Il mio interesse per stabilire la residenza in Italia è legato al regime di Flat Tax al 7% per i pensionati che trasferiscono la residenza fiscale in Italia (legge di Bilancio 2024 e del D.Lgs n. 209 del 27 dicembre 2023) nei comuni con popolazione inferiori ai 20.000 abitanti, di cui Peschici fa parte.
Due Domande:
1) Ho letto, che in Italia, la residenza è sottoposta ad accertamenti della polizia locale che potrebbe passare e non trovarmi in casa, per diversi mesi, per esempio, nel periodo invernale.

RISPOSTA

Gli accertamenti sono di competenza dell'ufficiale d'anagrafe che potrebbe effettuare il controllo personalmente oppure avvalersi della polizia locale, subito dopo la richiesta del cambio di residenza, ai sensi dell'articolo 19 del D.P.R. 30/05/1989 n° 223 che prevede quanto segue:
“1. Gli uffici di cui all’art. 4, comma terzo, della legge 24 dicembre 1954, n. 1228, sono tenuti a fornire all’ufficiale di anagrafe le notizie da esso richieste per la regolare tenuta dell’anagrafe della popolazione residente.
2. L’ufficiale di anagrafe è tenuto a verificare la sussistenza del requisito della dimora abituale di chi richiede l’iscrizione o la mutazione anagrafica. Gli accertamenti devono essere svolti a mezzo degli appartenenti ai corpi di polizia municipale o di altro personale comunale che sia stato formalmente autorizzato, utilizzando un modello conforme all’apposito esemplare predisposto dall’Istituto nazionale di statistica.
3. Ove nel corso degli accertamenti emergano discordanze con la dichiarazione resa, l’ufficiale di anagrafe segnala quanto è emerso alla competente autorità di pubblica sicurezza”.

In concreto, ti recherai all'ufficio anagrafe del Comune di Peschici per prendere la residenza presso l'immobile di tua proprietà.
Nei giorni immediatamente successivi al cambio di residenza (2 giorni dopo anziché 30 giorni dopo… dipende dal numero delle richieste di residenza presso il Comune di Peschici e quindi dal numero di pratiche da lavorare), negli orari concordati con l'ufficiale d'anagrafe, busserà alla tua porta l'agente di polizia locale, per verificare che tu abbia adibito a dimora abituale questo immobile.
Controllerà che ci sia la cucina, la camera da letto, oltre alla tua presenza all'interno dell'appartamento.
Non seguiranno altri controlli da parte della polizia locale, né tanto meno da parte dell'ufficiale d'anagrafe.



Non mi risulta però che esistano obblighi particolari di presenza minima in Italia per annullare la residenza principale (e fiscale) se non c'e un altro indirizzo in Italia.

RISPOSTA

Confermo



Al contrario, mi aspetterei che facessero controlli per scoprire persone residenti (più di 6 mesi) non si sono dichiarate al fine di evadere l’obbligo di dichiarazione dei redditi esteri. Qualora esistano requisiti minimi, dove fissarla se in nessuno degli stati in questione passerò piu si sei mesi all’anno?

RISPOSTA

Puoi fissarla in Italia, in realtà si tratta di un falso problema che non ti deve assolutamente preoccupare.



2) Sono sposato, in comunione dei beni, con moglie di nazionalità belga residente in Svizzera. È possibile separare la residenza dei coniugi in stati diversi?
Mia moglie vorrebbe mantenere la residenza svizzera mentre io vorrei trasferire la mia in Italia.

RISPOSTA

Certamente sì.
Anzi chissà quanti coniugi, pur non essendosi separati legalmente, hanno la residenza in due Stati diversi, per motivi personali, per motivi di lavoro oppure perché uno dei due coniugi è dovuto tornare in patria per assistere un genitore anziano e gravemente malato.
Nessuna norma dell'ordinamento italiano obbliga i coniugi ad avere la stessa residenza anagrafica, presso il medesimo immobile; né tanto meno ad avere la residenza all'interno della stessa nazione.

Fonti:

  • DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 30 maggio 1989, n. 223 Approvazione del nuovo regolamento anagrafico della popolazione residente.
  • DECRETO LEGISLATIVO 27 dicembre 2023, n. 209 Attuazione della riforma fiscale in materia di fiscalità internazionale.
 

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