Salire sul treno sbagliato invito alla regolarizzazione del biglietto mancante o non conforme
Buongiorno, il mio quesito è il seguente:
Mia figlia a settembre (non aveva ancora compiuto 15 anni) ha erroneamente preso un treno per andare a scuola nella direzione sbagliata rispetto alla tratta riportata nell'abbonamento scolastico. Un controllore gli ha chiesto il biglietto e verificando la non corrispondenza con la tratta dell'abbonamento gli ha chiesto i dati per applicare una multa. Pensavo da genitore che fosse un "modo" per richiamare mia figlia a fare più attenzione le prossime volte, invece ieri è arrivata una raccomandata a nome di mia figlia, per cui immagino sia la "multa". Alla luce di questo, ora che mia figlia ha 14 anni, può ritirare la raccomandata? Sebbene mia figlia abbia sbagliato, è possibile fare ricorso in quanto mi pare un'applicazione troppo rigida della norma in quanto mia figlia è rimasta quasi traumatizzata dal trattamento del controllore, in quanto aveva capito di aver sbagliato ed alla prima stazione è scesa subito. Resto in attesa di un vostro gentile consulto. Grazie e buona giornata.
RISPOSTA
Non è la multa ma si tratta di un semplice invito alla regolarizzazione del viaggio in applicazione dell'articolo 23 (titolo del viaggio mancante o non conforme) del D.P.R. n. 753 del 11/07/1980.
La mancata regolarizzazione entro 15 giorni dal ricevimento dell'invito di Trenitalia Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, costituisce violazione dell'articolo 23 del D.P.R. n. 753 del 11/07/1980 per cui sarà comminata anche una sanzione amministrativa che si aggiungerà agli importi richiesti con l'invito alla regolarizzazione.
In parole povere, se tua figlia avesse avuto 18 anni e fosse salita sul treno sbagliato, il controllore le avrebbe detto “non metto in dubbio la sua buona fede, ma occorre regolarizzare il viaggio pagando un supplemento di 30 euro”. La ragazza maggiorenne avrebbe pagato 30 euro e tutto si sarebbe chiuso lì.
Mi sarà capitato chissà quante volte di prendere il treno sbagliato oppure di non fare in tempo a ritirare il biglietto alla cassa automatica (alla domanda “posso salire lo stesso”, il capotreno mi rispondeva “sì certo, ma pagando il supplemento di 30 euro, per il biglietto fatto sul treno”).
Siccome in questo caso la ragazza era minorenne, non avrebbe potuto regolarizzare sul treno la sua posizione, pagando la somma di 30 euro, non avendo capacità giuridica di agire; è quindi arrivata a casa la raccomandata di invito alla regolarizzazione con l'aggravio dell'imposta (1,85 euro) e delle spese amministrative della raccomandata ossia 12,95 euro.
Vi consiglio di pagare entro 15 giorni dal ricevimento della raccomandata, la somma complessiva di 30 euro + 1,85 euro + 12,95 euro (totale 44,80 euro); diversamente vi sarà notificata una sanzione amministrativa in aggiunta alle suddette somme già richieste.
In caso di notifica della successiva sanzione amministrativa, potresti avvalerti dell'oblazione versando dal sedicesimo al sessantesimo giorno dalla notifica, euro 16,67 per sanzione amministrativa, euro 1,85 per tasse, euro 12,95 per spese amministrative, nonché 50 euro di soprattassa, per un totale di 81,47 euro.
Decorso anche questo termine di 60 giorni senza pagamento delle somme richieste, si sommerà la soprattassa di 150 euro e l'ulteriore sanzione amministrativa di 50 euro.
Trenitalia potrebbe a quel punto procedere al recupero della somma con ordinanza di ingiunzione di pagamento.
Non sussistono i presupposti per impugnare questo invito alla regolarizzazione, né le successive ed eventuali sanzioni e soprattasse.
A disposizione per chiarimenti.
Cordiali saluti.
