Presupposti per la revoca degli atti di gara di appalto servizi di pulizia immobili comunali





Egr. avvocato, vorrei sottoporre alla Sua attenzione una richiesta di consulenza relativa alla revoca degli atti di una procedura di gara di appalto per servizi di pulizia all'interno di immobili comunali. Sono un operatore economico, ho partecipato alla gara di appalto, ho presentato la mia offerta secondo le modalità indicate nel capitolato di gara, sono risultato aggiudicatario, tuttavia la stazione appaltante ha proceduto alla revoca degli atti di gara e quindi consequenzialmente dell'aggiudicazione della mia ditta società xxxxx srl unipersonale, con la seguente motivazione: “il RUP ritiene opportuno revocare la gara e ripeterla con una nuova base d’asta, ritenuta in precedenza sovrastimata”.
Mi chiedo se ci sono gli estremi per impugnare la determinazione di revoca degli atti di gara, se me lo consiglia e quali sono le ragioni di diritto e le situazioni di fatto che possono giustificare la revoca degli atti di gara e quindi dell'aggiudicazione nel frattempo adottata.

RISPOSTA

La revoca del provvedimento amministrativo è normata dall’articolo 21-quinquies della legge 241/1990, il quale prevede i seguenti presupposti idonei alla sua adozione:
a) per sopravvenuti motivi di pubblico interesse;
b) nel caso di mutamento della situazione di fatto, che abbia dato origine al provvedimento da revocare;
c) a seguito di una nuova valutazione dell’interesse pubblico originario
A parere dello scrivente nella presente fattispecie non sussistono i presupposti per impugnare con ricorso al TAR la determinazione di revoca degli atti di gara, alla luce della sentenza del Consiglio di Stato sez. V 20 agosto 2025 n. 7091 che ha indicato il seguente principio di diritto: “la determinazione della base d’asta rientra nella discrezionalità tecnico-amministrativa e può essere riesaminata nell'esercizio del potere di autotutela, qualora emergano elementi che facciano dubitare della sua correttezza”.
Si tratta quindi di un legittimo intervento in autotutela posto in essere dalla stazione appaltante, non reclamabile con ricorso al giudice amministrativo che non potrebbe nemmeno entrare nel merito di questa valutazione tecnico-discrezionale del RUP.
Tanto premesso e considerato, quali sono le motivazioni a fondamento di un atto di revoca degli atti di una gara d'appalto e dell'aggiudicazione? Sono stati sintetizzati dalla sentenza del TAR Molise del 5 marzo 2026, n. 93: “In materia di appalti pubblici le ragioni in grado di supportare la revoca legittima dell’aggiudicazione sono state variamente individuati e tre sono, specialmente, le fattispecie ricorrenti:
a) revoca per sopravvenuta non corrispondenza dell’appalto alle esigenze dell’amministrazione;
b) revoca per sopravvenuta indisponibilità di risorse finanziarie ovvero per sopravvenuta non convenienza economica dell’appalto;
c) revoca per inidoneità della prestazione descritta nella lex specialis a soddisfare le esigenze contrattuali che hanno determinato l’avvio della procedura.
“Ritiene la Sezione che tra i “sopravvenuti motivi di pubblico interesse” ben possono rientrare anche comportamenti scorretti dell’aggiudicatario che si siano manifestati successivamente all’aggiudicazione definitiva”
.
La revoca degli atti di gara potrebbe essere impugnata soltanto in presenza di profili di illogicità, sproporzione ed inefficienza della decisione della stazione appaltante che in questo caso non sussistono.
A disposizione per chiarimenti.
Cordiali saluti.

Fonti:

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