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Scritto da Bruno Giuseppe, Avvocato

Commissione concorso pubblico: obbligo di astensione anche in caso di parentela oltre il quarto grado tra commissario e candidato





Egr. avvocato, vorrei chiederle una consulenza in materia di “conflitto di interessi” per i componenti della commissione giudicatrice di un concorso pubblico.
Qual è il grado di parentela tra un candidato ed un componente della commissione giudicatrice che fa scattare il conflitto d'interesse e quindi la misura dell'obbligo di astensione in capo al commissario?
Sono un dipendente pubblico che spesso viene chiamato a far parte delle commissioni giudicatrici dei concorsi pubblici e vorrei avere un'indicazione precisa in quanto né l'articolo 6-bis della Legge 241/1990 né l’art. 7 del d.P.R. del 16 aprile 2013, n. 62 offrono sicurezze in materia …
Vorrei inoltre che la sua consulenza fosse aggiornata alla giurisprudenza amministrativa più recente.
Grazie avvocato e resto in attesa di un suo riscontro.

RISPOSTA

Fino alla recente sentenza del TAR Calabria-Catanzaro, sezione I, 14 agosto 2026, n. 1578, la risposta alla tua domanda sarebbe stata la seguente: “parentela entro il quarto grado”: se il candidato è un parente di quinto oppure di sesto grado del commissario, quest'ultimo non è obbligato ad astenersi e quindi nemmeno a dimettersi dalla commissione, non configurandosi un conflitto d'interessi.
La suddetta sentenza del giudice amministrativo ha rimescolato le carte, annullando la graduatoria di una procedura interna di progressione verticale, in quanto un commissario era unito ad un candidato da un vincolo di parentela oltre il quarto grado; il componente della commissione non si era astenuto, ritenendo erroneamente che una parentela di quinto grado non fosse idonea a far scattare il conflitto d'interessi.
Il giudice amministrativo ravvisa in questa parentela di quinto grado un potenziale conflitto di interessi non tipizzato dal legislatore, ma comunque idoneo a determinare effettivamente un potenziale condizionamento dell’agire della commissione esaminatrice.
L'articolo 6-bis della Legge 241/1990 fa infatti riferimento anche al conflitto d'interessi potenziale non tipizzato dal legislatore: “Il responsabile del procedimento e i titolari degli uffici competenti ad adottare i pareri, le valutazioni tecniche, gli atti endoprocedimentali e il provvedimento finale devono astenersi in caso di conflitto di interessi, segnalando ogni situazione di conflitto, anche potenziale”.

Il conflitto d'interessi e quindi l'obbligo di astensione presuppone “la sussistenza di un interesse privato e personale del titolare dell’organo, il quale interesse sia suscettibile di entrare in conflitto con quello oggetto del procedimento amministrativo nel quale questi è chiamato a decidere o a esprimere una valutazione” (Consiglio di Stato, sezione VI, 25 gennaio 2023, n. 852).

La parentela di quinto grado, ove si accompagni alla presenza di ulteriori elementi sintomatici idonei a evidenziare un concreto rischio di conflitto di interessi (come la protrazione nel tempo di relazioni personali e familiari) compromette l’apparenza e l’effettività dell’imparzialità del componente della commissione, pertanto comporta l'obbligo di astenersi in capo al commissario.

Tanto premesso il mio consiglio è il seguente: ogni volta che fai parte di una commissione di concorso pubblico, nel momento in cui dovessi scorgere tra i candidati un tuo parente di quinto oppure di sesto grado che conosci e frequenti anche solo occasionalmente (nel senso che sei consapevole di questa lontana parentela e in ragione di questa parentela, seppure lontana, entri in relazione con il tuo parente, ad esempio in occasione di festività), ti consiglio di astenerti e quindi di dimetterti dall'incarico di commissario della commissione esaminatrice.
Ciascuno di noi ha parenti di quinto o sesto grado che neppure sa di avere … in questo caso, tuttavia, in assenza di qualsiasi frequentazione tra candidato e commissario, l'esito del concorso pubblico non risulterebbe viziato né annullabile.
Ma se il commissario è consapevole della parentela e ha intessuto relazioni con il candidato seppure sporadiche (incontrarsi a Natale per gli auguri ad esempio), consiglio a scanso di equivoci, la misura dell'astensione, in ragione del nuovo orientamento giurisprudenziale molto più rigoroso rispetto al passato.
A disposizione per chiarimenti.
Cordiali saluti.

Fonti:

  • DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 16 aprile 2013, n. 62 Regolamento recante codice di comportamento dei dipendenti pubblici, a norma dell'articolo 54 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165.
  • LEGGE 7 agosto 1990, n. 241 Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi.
 

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