2 Consulenze:

1 - Domanda di cessazione permanente dal servizio del sottufficiale che non ha obblighi di ferma





La domanda è questa: io sono un maresciallo ordinario in servizio permanente entrato tramite concorso. Sono tre anni che sono entrato nell'arma dei Carabinieri. Non esiste periodo di prova per me che sono nella banda (sul bando di concorso c'è scritto che per gli orchestrali si applicano le stesse norme dei sottufficiali) e dal momento dell'incorporamento siamo in servizio permanente (come sta scritto sul bando di concorso). Posso licenziarmi da un giorno all'altro? Incorro in alcune penali? Quali sarebbero i riferimenti normativi riguardo al licenziamento?

Grazie mille

 

RISPOSTA



La norma di riferimento è l'articolo 933 del codice dell'ordinamento militare, decreto legislativo n. 66 del 2010.
Nota bene cosa prevede il primo comma: se il militare “non puo' di norma chiedere di cessare dal servizio permanente e di essere collocato in congedo, se deve rispettare obblighi di permanenza in servizio”; quindi nel caso in cui non siano previsti obblighi di permanenza in servizio, il carabinieri può chiedere la cessazione a domanda dal servizio permanente. Attenzione: non si tratta di dimissioni volontarie che sono un istituto previsto soltanto per gli ufficiali!

Art. 933 D.Lgs. n. 66 del 2010. Cessazione a domanda

1. Il militare non puo' di norma chiedere di cessare dal servizio permanente e di essere collocato in congedo se deve rispettare obblighi di permanenza in servizio, contratti all'atto dell'incorporazione o al termine dei corsi di formazione.
2. L'amministrazione militare, solo in casi eccezionali che deve adeguatamente motivare a tutela dell'interesse pubblico, puo' concedere il proscioglimento dagli obblighi di sevizio ai quali e' vincolato il militare, in relazione alla durata minima del servizio stesso.
3. Gli speciali obblighi di servizio sono individuati dalle particolari disposizioni contenute nei titoli II, III e V del presente libro.
4. L'ufficiale che cessa dal servizio permanente a domanda, se ha prestato almeno venticinque anni di servizio effettivo ovvero riveste il grado di colonnello o corrispondente, e' collocato nella riserva o in congedo assoluto a seconda dell'idoneita'.
5. Il sottufficiale e l'appartenente ai ruoli iniziali che ha compiuto venti anni di servizio effettivo e che cessa dal servizio permanente a domanda, e' collocato nella riserva.
6. Il militare che non si trova nelle condizioni di cui ai commi 4 e 5 ha egualmente diritto alla cessazione dal servizio permanente, dopo aver adempiuto agli obblighi delle ferme ordinarie o speciali eventualmente contratte. In tal caso e' collocato nella categoria del complemento, della riserva o della riserva di complemento a seconda dell'eta' e della categoria di appartenenza.
7. Nei casi previsti dai commi 4, 5 e 6, l'amministrazione ha facolta' di non accogliere la domanda di cessazione per motivi penali o disciplinari, o di ritardarne l'accoglimento per gravi motivi di servizio. Tale facolta' per gli ufficiali deve essere intesa nel senso che nei gravi motivi di servizio sono incluse anche le rilevanti deficienze degli effettivi rispetto all'organico nel grado e nel ruolo di appartenenza e che il ritardo puo' essere disposto per congruo periodo di tempo.

Ai sensi del comma 6, hai diritto alla cessazione dal servizio permanente, dopo aver adempiuto agli obblighi delle ferme ordinarie o speciali eventualmente contratte.
E' altresì previsto, dalla predetta norma di legge, il collocamento “nella categoria del complemento, della riserva o della riserva di complemento a seconda dell’età e della categoria di appartenenza”. L'Arma dei carabinieri può ritardare l'accoglimento della domanda di cessazione dal servizio permanente, soltanto per gravi motivi di servizio. Più che “licenziarti da un giorno all'altro”, non applicandosi l'istituto delle dimissioni volontarie, puoi chiedere con istanza scritta, la cessazione del servizio permanente al tuo ente di appartenenza, ai sensi dell'articolo 933 del codice dell'ordinamento militare.
Il comando del tuo ente di appartenenza inoltrerà la tua istanza di cessazione dal servizio permanente, una volta compiuta l'istruttoria, al comando generale dell'Arma dei carabinieri, per l'emissione del provvedimento amministrativo di cessazione dal servizio permanente che ti sarà regolarmente notificato.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

2 - Cessazione dal servizio permanente a domanda dell'ufficiale d'Accademia che ha terminato il periodo di ferma obbligatoria





Buongiorno, Sono un Maggiore d'Accademia che ha ampiamente terminato il periodo di ferma obbligatoria. Recentemente ho avuto un’offerta di contratto di lavoro molto buona tale per cui devo decidere se richiedere le dimissioni entro il Natale. Il nuovo datore di lavoro per formalizzare l'impegno ad assumermi ha bisogno di sapere la tempistica entro la quale il mio licenziamento è effettivo. Dalle informazioni in mio possesso, che copio in calce, so che la richiesta di dimissioni: -non necessita di un preavviso -non necessita di un'approvazione -è effettiva solo a seguito del decreto ministeriale. Per quanto riguarda la mia situazione per me e per l'azienda che vuole assumermi è molto importante determinare la tempistica massima entro la quale le mie dimissioni possono essere rese effettive dal decreto ministeriale.
Io presumo siano i canonici 90 gg della Pubblica Amministrazione. Posso esigere un tempo minore? C'è un modo per essere assunto presso la nuova ditta in maniera più rapida?
Gentilmente le chiedo un consulto il prima possibile poiché prima di Natale vorrebbero formalizzare la nuova proposta contrattuale.

Riferimenti normativi da me consultati :
-legge 10/04/1954 num.113
-articoli 861 e 862 seguenti del codice dell'ordinamento militare – decreto legislativo n. 66 del 15 marzo 2010.

 

RISPOSTA



Confermo quanto Ella ha riportato nel suo quesito.
Confermo altresì la correttezza dei riferimenti normativi citati, tuttavia, vorrei invitarla a leggere con attenzione il comma 3 dell'articolo 43. legge 10/04/1954 n. 113: "l'Amministrazione ha facoltà di non accogliere le domande di cessazione per motivi penali o disciplinari, o di ritardarne l'accoglimento per gravi motivi di servizio".

ATTENZIONE … o di ritardarne l'accoglimento per gravi motivi di servizio.

Art. 861 decreto legislativo n. 66 del 15 marzo 2010. Cause di perdita del grado
1. Il grado si perde per una delle seguenti cause:
a) dimissioni volontarie;
b) dimissioni d'autorita';
c) cancellazione dai ruoli;
d) rimozione all'esito di procedimento disciplinare;
e) condanna penale.
2. Le dimissioni volontarie riguardano soltanto gli ufficiali.
3. La perdita del grado, se non consegue all'iscrizione in altro ruolo, comporta che il militare e' iscritto d'ufficio nei ruoli dei militari di truppa, senza alcun grado.
4. Per gli appartenenti ai ruoli dell'Arma dei carabinieri, la perdita del grado, se non consegue all'iscrizione in altro ruolo, comporta l'iscrizione d'ufficio nel ruolo dei militari di truppa dell'Esercito italiano, senza alcun grado.

Art. 862 Dimissioni volontarie
1. L'ufficiale ha facolta' di chiedere le dimissioni volontarie dal grado.
2. Le dimissioni dal grado sono consentite quando l'ufficiale raggiunge l'eta' per la quale cessa ogni obbligo di servizio per i militari di truppa e si e' collocati in congedo assoluto in detto ruolo.
3. L'ufficiale in trattamento di quiescenza non puo' dimettersi dal grado finche' non e' collocato nel congedo assoluto.
4. L'ufficiale sottoposto a procedimento disciplinare di stato, da cui possa derivare la perdita del grado per rimozione, ha facolta' di presentare istanza di dimissioni volontarie dal grado.
5. L'accettazione delle dimissioni dal grado e' irrevocabile.
6. La facolta' di dimettersi dal grado e' sospesa dal giorno in cui e' indetta la mobilitazione, totale o parziale, ovvero e' dichiarato lo stato di grave crisi internazionale.

CESSAZIONE DAL SERVIZIO PERMANENTE A DOMANDA.
Art. 43. legge 10/04/1954 n. 113

1. L'ufficiale che cessa dal servizio permanente, qualora abbia prestato almeno venticinque anni di servizio effettivo ovvero rivesta il grado di colonnello o grado corrispondente, è collocato nella riserva o in congedo assoluto a seconda dell'idoneità.
2. L'ufficiale che non si trovi nelle condizioni di cui al comma 1 ha egualmente diritto alla cessazione dal servizio permanente, sempre che abbia adempiuto agli obblighi delle ferme ordinarie o speciali eventualmente contratte. In tal caso è collocato nella categoria degli ufficiali di complemento o della riserva di complemento a seconda dell'età.
3. L'Amministrazione ha facoltà di non accogliere le domande di cessazione per motivi penali o disciplinari, o di ritardarne l'accoglimento per gravi motivi di servizio.

Tanto premesso, confermo il canonico termine di 90 giorni, di cui all'articolo 2 comma 3 della legge 241/1990 (il rapporto di lavoro del militare non è contrattualizzato, quindi si applica la legge sul procedimento amministrativo), tuttavia il suindicato termine procedimentale, nella fattispecie “de quo”, non avrebbe carattere perentorio.
L'amministrazione ha facoltà di ritardare il momento di efficacia delle dimissioni dell'ufficiale per gravi motivi di servizio; inoltre, in relazione al mancato rispetto del termine di 90 giorni … non sarebbero comunque previste particolari sanzioni a carico dell'amministrazione!

Non si può "esigere" un termine inferiore a 90 giorni, tuttavia il decreto potrebbe anche essere adottato dopo soli 30 o 40 giorni dall'istanza … dipende dal carico di lavoro dell'amministrazione in questione!
Non saprei ...
Consiglio di comunicare al nuovo datore di lavoro un termine di legge di 90 giorni, con riserva di comunicare successivamente, con esattezza, il termine effettivo di scioglimento del vincolo lavorativo da ufficiale delle forze armate.

A disposizione per chiarimenti e per esaminare l'impegno contrattuale che il nuovo datore di lavoro proporrà di sottoscrivere. Occorre evitare la previsione di clausole penali, in caso di mancata assunzione presso la nuova azienda, entro il termine inizialmente comunicato di 90 giorni

Distinti saluti.

Fonti: