1 - Secondo lavoro agente polizia locale part time a tempo determinato non autorizzato dal comune





Egr. avvocato, sono un giovane neolaureato che ha svolto un part time da agente di polizia locale, presso il comune alfa, dal 15 maggio al 15 giugno per la durata di 18 ore settimanali.
La richiesta di consulenza riguarda l'applicazione dell'art. 53, D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165.
Alla sottoscrizione del contratto ho dichiarato, sotto la mia responsabilità civile e penale, di non prestare alcuna attività lavorativa. In realtà, lavoro part time presso un supermarket, come cassiere, per 18 ore settimanali, sempre a tempo determinato, contratto per un anno, dal primo gennaio 2019, al 31 dicembre 2019.
Pensavo per errore di dover dichiarare in sede di sottoscrizione del contratto, soltanto eventuali attività lavorative svolte nei confronti della pubblica amministrazione e non verso datori di lavoro privati.
Resomi conto dell'errore, soltanto tre giorni dopo, con una email - pec di trasmissione della documentazione richiesta dall'ente comunale, inviavo una dichiarazione di atto di notorietà con la quale, contrariamente a quanto dichiarato con la sottoscrizione del contratto, dichiaravo di prestare lavoro subordinato dal 1 gennaio al 31 dicembre corrente anno, presso supermarket, come cassiere con un contratto di 18 ore settimanali. Detta dichiarazione “correttiva” tuttavia non veniva posta all'attenzione del responsabile risorse umane, per cui nessun provvedimento veniva adottato. Soltanto in data odierna, per il tramite dell'INPS, l'ufficio personale veniva a conoscenza del mio secondo lavoro presso un'azienda privata. E' possibile a rapporto cessato, instaurare e concludere un procedimento disciplinare?

 

RISPOSTA



Non ci sono i presupposti per un procedimento disciplinare, né per un procedimento penale, a causa della dichiarazione iniziale (alla sottoscrizione del contratto di lavoro part time) non corrispondente al vero, giacché hai inviato a mezzo pec la comunicazione “correttiva” (anche se tardiva di tre giorni) ed il responsabile dell'ufficio personale non ha adottato nell'immediato, alcun provvedimento in merito.

Il comma 7, dell'art. 53, D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165, prevede quanto segue:
"7. I dipendenti pubblici non possono svolgere incarichi retribuiti che non siano stati conferiti o previamente autorizzati dall'amministrazione di appartenenza. Ai fini dell'autorizzazione, l'amministrazione verifica l'insussistenza di situazioni, anche potenziali, di conflitto di interessi. Con riferimento ai professori universitari a tempo pieno, gli statuti o i regolamenti degli atenei disciplinano i criteri e le procedure per il rilascio dell'autorizzazione nei casi previsti dal presente decreto. In caso di inosservanza del divieto, salve le più gravi sanzioni e ferma restando la responsabilità disciplinare, il compenso dovuto per le prestazioni eventualmente svolte deve essere versato, a cura dell'erogante o, in difetto, del percettore, nel conto dell'entrata del bilancio dell'amministrazione di appartenenza del dipendente per essere destinato ad incremento del fondo di produttività o di fondi equivalenti".

Il successivo comma 7-bis, precisi quanto segue:
"7.bis l'omissione del versamento del compenso da parte del dipendente pubblico indebito percettore, costituisce ipotesi di responsabilità erariale soggetta alla giurisdizione della Corte dei conti".

Premesso che ai fini della determinazione del danno erariale, il calcolo deve essere effettuato al lordo degli oneri riflessi e fiscali, poiché le imposte ed i contributi previdenziali si configurano come una voce di spesa che grava illecitamente sul bilancio della pubblica amministrazione, a causa del comportamento illecito tenuto dal dipendente responsabile, in questo caso, il responsabile del personale, avendo omesso il controllo della documentazione trasmessa dal neoassunto agente di polizia locale part time, a tempo determinato, è responsabile del danno erariale cagionato all'ente comunale di appartenenza.
Consideriamo anche la sentenza n. 15009/2019, pronunciata recentemente dalla Corte di Cassazione La Cassazione evidenzia i ruoli e le relative responsabilità delle commissioni giudicatrici, in quanto preposte al controllo e vaglio dei candidati e delle candidature stesse. La Cassazione ha respinto il ricorso di un Comune contro la precedente sentenza della Corte d’Appello, la quale prevedeva il reintegro di un dirigente, allontanato per falsa dichiarazione in merito ai requisiti necessari per partecipare alla pubblica selezione.
La Commissione infatti, avrebbe dovuto controllare la falsa dichiarazione del candidato, rilasciata per errore, in assoluta buona fede, ma non ha adempiuto a questo compito.
Del pari, il responsabile del personale in questione, avrebbe dovuto controllare la dichiarazione “correttiva” inviata tre giorni dopo la sottoscrizione in buona fede del contratto, al fine di rimediare ad un errore in buona fede commesso dal candidato … ma non lo ha fatto!

L'agente di polizia locale che ha svolto un secondo lavoro non autorizzato dall'ente comunale – datore di lavoro, sarebbe assolto sia in sede disciplinare che in sede penale.
Sarebbe condannato per danno erariale invece, il dirigente responsabile del personale che ha omesso di controllare tempestivamente la dichiarazione “correttiva”.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

 

2 - Fac simile comunicazione assenza conflitto interessi, secondo lavoro agente polizia locale part time al 50%





Salve sono un agente di polizia locale part-time verticale al 50%, il mio lavoro è distribuito su sei mesi all'anno a tempo pieno 36 ore settimanali mentre i restanti mesi non lavoro. Mi è stato proposto un lavoro di presso un consulente finanziario livello IV per sei ore settimanali per tutto l'anno con mansioni di centralinista segretario d'ordine. Visto che il D.Lgs n° 165/2001 all'art.53 c.6 prevede che le limitazioni a svolgere altre attività lavorative non sono applicabili ai lavoratori con contratto part time fino al 50%, si chiede se ciò sia valido anche per un part time verticale (anche nei mesi lavorativi) e se ci sia eventuale incompatibilità tenendo presente che il ruolo è marginale all'impresa per le mansioni svolte e per le ore previste.
Inoltre in caso di parere positivo si chiede l'eventuale possibilità di allegarlo alla comunicazione da effettuare al comune. In attesa vi pongo i miei più cordiali saluti.

 

RISPOSTA



Come evidenziato nella tua richiesta di consulenza, non si applicano i commi da 7 a 13 dell'articolo 53 del d.lgs. 165/2001 (testo unico pubblico impiego) in materia di “Incompatibilità, cumulo di impieghi e incarichi” del dipendente pubblico con rapporto di lavoro superiore al 50% della prestazione lavorativa a tempo pieno, alla fattispecie in questione, essendo un agente di polizia locale part-time verticale al 50%.
Non sussistono incompatibilità, né tanto meno potrebbe sorgere un conflitto di interessi tra le mansioni di agente di polizia locale e quelle di segretario d'ordine dello studio di un consulente finanziario.
Non applicandosi i commi da 7 a 13 del predetto articolo, non sei tenuto a chiedere una specifica autorizzazione al datore di lavoro pubblico, ai sensi del comma 10 (con applicazione dell'istituto del silenzio diniego, in caso di mancata risposta del datore di lavoro pubblico).

"6. I commi da 7 a 13 del presente articolo si applicano ai dipendenti delle amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, compresi quelli di cui all'articolo 3, con esclusione dei dipendenti con rapporto di lavoro a tempo parziale con prestazione lavorativa non superiore al cinquanta per cento di quella a tempo pieno, dei docenti universitari a tempo definito e delle altre categorie di dipendenti pubblici ai quali è consentito da disposizioni speciali lo svolgimento di attività libero-professionali. Sono nulli tutti gli atti e provvedimenti comunque denominati, regolamentari e amministrativi, adottati dalle amministrazioni di appartenenza in contrasto con il presente comma. Gli incarichi retribuiti, di cui ai commi seguenti, sono tutti gli incarichi, anche occasionali, non compresi nei compiti e doveri di ufficio, per i quali è previsto, sotto qualsiasi forma, un compenso. Sono esclusi i compensi derivanti:
a) dalla collaborazione a giornali, riviste, enciclopedie e simili;
b) dalla utilizzazione economica da parte dell’autore o inventore di opere dell'ingegno e di invenzioni industriali;
c) dalla partecipazione a convegni e seminari;
d) da incarichi per i quali è corrisposto solo il rimborso delle spese documentate;
e) da incarichi per lo svolgimento dei quali il dipendente è posto in posizione di aspettativa, di comando o di fuori ruolo;
f) da incarichi conferiti dalle organizzazioni sindacali a dipendenti presso le stesse distaccati o in aspettativa non retribuita;
f-bis) da attività di formazione diretta ai dipendenti della pubblica amministrazione nonché di docenza e di ricerca scientifica.
7. I dipendenti pubblici non possono svolgere incarichi retribuiti che non siano stati conferiti o previamente autorizzati dall'amministrazione di appartenenza. Ai fini dell’autorizzazione, l’amministrazione verifica l’insussistenza di situazioni, anche potenziali, di conflitto di interessi. Con riferimento ai professori universitari a tempo pieno, gli statuti o i regolamenti degli atenei disciplinano i criteri e le procedure per il rilascio dell'autorizzazione nei casi previsti dal presente decreto. In caso di inosservanza del divieto, salve le più gravi sanzioni e ferma restando la responsabilità disciplinare, il compenso dovuto per le prestazioni eventualmente svolte deve essere versato, a cura dell'erogante o, in difetto, del percettore, nel conto dell'entrata del bilancio dell'amministrazione di appartenenza del dipendente per essere destinato ad incremento del fondo di produttività o di fondi equivalenti.
7-bis. L’omissione del versamento del compenso da parte del dipendente pubblico indebito percettore costituisce ipotesi di responsabilità erariale soggetta alla giurisdizione della Corte dei conti.
8. Le pubbliche amministrazioni non possono conferire incarichi retribuiti a dipendenti di altre amministrazioni pubbliche senza la previa autorizzazione dell'amministrazione di appartenenza dei dipendenti stessi. Salve le più gravi sanzioni, il conferimento dei predetti incarichi, senza la previa autorizzazione, costituisce in ogni caso infrazione disciplinare per il funzionario responsabile del procedimento; il relativo provvedimento è nullo di diritto. In tal caso l'importo previsto come corrispettivo dell'incarico, ove gravi su fondi in disponibilità dell'amministrazione conferente, è trasferito all'amministrazione di appartenenza del dipendente ad incremento del fondo di produttività o di fondi equivalenti.
9. Gli enti pubblici economici e i soggetti privati non possono conferire incarichi retribuiti a dipendenti pubblici senza la previa autorizzazione dell'amministrazione di appartenenza dei dipendenti stessi. Ai fini dell’autorizzazione, l’amministrazione verifica l’insussistenza di situazioni, anche potenziali, di conflitto di interessi. In caso di inosservanza si applica la disposizione dell'articolo 6, comma 1, del decreto legge 28 marzo 1997, n. 79, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 maggio 1997, n. 140, e successive modificazioni ed integrazioni. All'accertamento delle violazioni e all'irrogazione delle sanzioni provvede il Ministero delle finanze, avvalendosi della Guardia di finanza, secondo le disposizioni della legge 24 novembre 1981, n. 689, e successive modificazioni ed integrazioni. Le somme riscosse sono acquisite alle entrate del Ministero delle finanze.
10. L'autorizzazione, di cui ai commi precedenti, deve essere richiesta all'amministrazione di appartenenza del dipendente dai soggetti pubblici o privati, che intendono conferire l'incarico; può, altresì, essere richiesta dal dipendente interessato. L'amministrazione di appartenenza deve pronunciarsi sulla richiesta di autorizzazione entro trenta giorni dalla ricezione della richiesta stessa. Per il personale che presta comunque servizio presso amministrazioni pubbliche diverse da quelle di appartenenza, l'autorizzazione è subordinata all'intesa tra le due amministrazioni. In tal caso il termine per provvedere è per l'amministrazione di appartenenza di 45 giorni e si prescinde dall'intesa se l'amministrazione presso la quale il dipendente presta servizio non si pronunzia entro 10 giorni dalla ricezione della richiesta di intesa da parte dell'amministrazione di appartenenza. Decorso il termine per provvedere, l'autorizzazione, se richiesta per incarichi da conferirsi da amministrazioni pubbliche, si intende accordata; in ogni altro caso, si intende definitivamente negata".


Al solo scopo di sentirti maggiormente tutelato, ti consiglio di inoltrare all'ufficio personale dell'ente comunale, al comandante della polizia locale ed al sindaco, una semplice comunicazione, come quella che segue (anche a mezzo pec):



OGGETTO: COMUNICAZIONE CONTRATTO DI LAVORO CON CONSULENTE FINANZIARIO.

Premesso che il sottoscritto xxxxxxx è agente di polizia locale part-time verticale al 50%, in servizio dal xx/xx/xxxx, presso il comune di ______________ categoria C, posizione economica C1;

Premesso che non si applicano al caso "de quo", i commi da 7 a 13 dell'articolo 53 del d.lgs. 165/2001 (testo unico pubblico impiego) in materia di “Incompatibilità, cumulo di impieghi e incarichi” del dipendente pubblico con rapporto di lavoro superiore al 50% della prestazione lavorativa a tempo pieno, essendo il sottoscritto un agente di polizia locale part-time verticale al 50% della prestazione lavorativa;

Premesso che il sottoscritto prenderà servizio presso il dr. xxxxxxx consulente finanziario, posizione giuridica ed economica livello IV del CCNL _________ per sei ore settimanali per tutto l'anno con mansioni di centralinista segretario d'ordine;

Premesso che risulta rispettata la normativa in materia di durata massima dell'orario di lavoro di cui all'articolo 4 del d.lgs. n. 66/2003;

Premesso che non sussiste alcun conflitto di interesse tra l'impiego pubblico e quello privato;

Tanto premesso e considerato, si trasmette per opportuna conoscenza il contratto di lavoro sottoscritto con il dr. xxxxxxx consulente finanziario.

Distinti saluti.

 


A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti: