1 - Permesso di soggiorno e assunzione come badante, lavoratrice extracomunitaria in Italia con visto turistico





Gentile avvocato, la mia compagna brasiliana è in Italia con visto turistico. Vorrei che restasse in Italia, come badante per assistere mia madre anziana ed invalida con riconoscimento di gravità ex lege 104/92.
Occorre il permesso di soggiorno per motivi di lavoro subordinato?
Cosa indicare nella lettera di assunzione?
L'ingresso è libero ovvero regolato dai flussi programmati annualmente con decreto, visto che la signora è già in Italia con visto turistico?
Quali garanzie deve fornire il datore di lavoro al momento della sottoscrizione del contratto di soggiorno? Quando si perfeziona l'assunzione della badante extracomunitaria?

Grazie avvocato

 

RISPOSTA



La normativa relativa all'ingresso e soggiorno in Italia, per lavoro di cittadini extracomunitari è stabilita nel Testo unico sull’immigrazione (Dlgs n. 286/1998) e nel relativo regolamento di attuazione (Dpr n. 394/1999).
Per svolgere in Italia una qualsiasi attività di lavoro, dipendente o autonoma, i cittadini extracomunitari devono essere regolarmente soggiornanti sul territorio italiano, quindi in possesso di un regolare “permesso di soggiorno” (nel caso specifico, “per motivo di lavoro”).
Chi può ottenere il permesso di soggiorno?
Secondo la legge “Bossi-Fini” (legge 30 luglio 2002, n. 189) la procedura per il rilascio del “permesso di soggiorno per motivo di lavoro” consta delle seguenti fasi:

1. richiesta del datore di lavoro e rilascio del nulla osta al lavoro;

2. rilascio del visto d’ingresso al cittadino extracomunitario da parte della rappresentanza diplomatica o consolare italiana nel Paese straniero;

3. stipulazione tra il datore di lavoro e il lavoratore extracomunitario del contratto di soggiorno;

Al momento della sottoscrizione del “contratto di soggiorno”, il datore di lavoro deve fornire alcune garanzie:
-assicurare al lavoratore una retribuzione mensile non inferiore al minimo previsto per l’assegno sociale. Per l’anno 2019 l’importo lordo annuo dell’assegno sociale è pari a euro 5.953,87 ovvero 457,99 euro al mese (dividendo l’importo totale in 13 mensilità);
-garantire un orario di lavoro settimanale non inferiore a 20 ore;
-dimostrare di possedere un reddito annuo, anche derivante dal cumulo dei redditi dei parenti di I^grado non conviventi, d’importo pari almeno al doppio rispetto all’ammontare della retribuzione annua dovuta al lavoratore da assumere (se è affetto un componente della famiglia del datore di lavoro, da patologie o gravi handicap che ne limitano l’autosufficienza, non è obbligato a dimostrare il possesso della capacità economica);
-assicurare la disponibilità di un alloggio idoneo (con riserva di dimostrare successivamente tale idoneità dell'alloggio)
-obbligarsi al pagamento delle spese di viaggio per il rientro del lavoratore nel paese di provenienza oltre che a comunicare ogni variazione concernente il rapporto di lavoro.

4. rilascio del permesso di soggiorno per lavoro;

5. stipulazione tra il lavoratore e lo Stato italiano di un “accordo di integrazione”.

In caso di assunzione di lavoratrice domestica extracomunitaria, è opportuno, sebbene non obbligatorio, sottoscrivere la lettera di assunzione della badante, all'interno della quale riportare gli elementi fondamentali della prestazione lavorativa, indicati dalla contrattazione collettiva nazionale

 la data d’inizio del rapporto di lavoro;
 la data di cessazione se è un contratto a termine;
 il livello d’inquadramento e l’anzianità maturata;
 la durata del periodo di prova;
 la durata dell’orario giornaliero e relativa distribuzione nell’arco della giornata;
 in caso di convivenza la mezza giornata di riposo settimanale, oltre la domenica;
 la paga pattuita;
 se c’è o meno convivenza;
 lo spazio dove il lavoratore può riporre i propri effetti personali.

Qual è il momento giuridico di perfezionamento dell'assunzione della badante extracomunitaria?
Una volta effettuata all’Inps la prevista denuncia.

Ti ricordo infine che l'ingresso degli stranieri in Italia per lavoro non è libero, ma regolato dai c.d. “flussi” programmati annualmente con decreto (DPCM 12 marzo 2019), il quale fissa il numero massimo di cittadini extracomunitari ai quali sarà concesso il permesso di soggiorno per motivi di lavoro subordinato anche domestico) e che, pertanto, possono fare ingresso regolare in Italia per farsi assumere. La procedura è sempre la stessa anche se la badante è entrata in Italia con un visto turistico.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

 

2 - Lavoratore extracomunitario che perde il lavoro non perde il permesso di soggiorno





Gentilissimo avvocato, la mia fidanzata russa lavora in Italia presso un albergo; ci siamo conosciuti a Rimini, giacché siamo entrambi camerieri di sala.
La mia fidanzata extra comunitaria rischia di perdere il lavoro, a causa di un licenziamento individuale per giustificato motivo. Se si perde il lavoro, si perde anche il permesso di soggiorno? Dovrà lasciare l'Italia, una volta che avrà perso il posto di lavoro?
Non siamo entrambi lavoratori stagionali.

 

RISPOSTA



Se si perde il lavoro, non si perde anche il permesso di soggiorno
Quando il lavoratore extracomunitario perde il posto di lavoro, il datore di lavoro deve comunicare tale circostanza allo Sportello Unico e al Centro per l’Impiego competenti entro cinque giorni dalla data di licenziamento per giustificato motivo oggettivo.
Il Centro per l’Impiego inserirà la lavoratrice nell’elenco anagrafico, ovvero provvederà all’aggiornamento della posizione del lavoratore qualora già inserito. La tua fidanzata conserverà l’inserimento in tale elenco per il periodo di residua validità del permesso di soggiorno e, comunque, ad esclusione del lavoratore stagionale, per un periodo complessivo non inferiore a 1 anno.
La durata può anche essere superiore all’anno e pari alla durata della prestazione di sostegno al reddito (trattamento di disoccupazione, indennità di mobilità) eventualmente percepite dal lavoratore extracomunitario.

La tua fidanzata potrà rinnovare ulteriormente il permesso di soggiorno per attesa occupazione qualora possa dimostrare il possesso di un reddito complessivo annuo dei familiari conviventi non inferiore all’importo annuo dell’assegno sociale aumentato della metà, in conformità a quanto previsto dall’art. 29, comma 3, lettera b del TU immigrazione Decreto legislativo 25/07/1998 n° 286.

“3. Salvo quanto previsto dall'articolo 29-bis, lo straniero che richiede il ricongiungimento deve dimostrare la disponibilità:

a) di un alloggio conforme ai requisiti igienico-sanitari, nonché di idoneità abitativa, accertati dai competenti uffici comunali. Nel caso di un figlio di età inferiore agli anni quattordici al seguito di uno dei genitori, è sufficiente il consenso del titolare dell’alloggio nel quale il minore effettivamente dimorerà.

b) di un reddito minimo annuo derivante da fonti lecite non inferiore all'importo annuo dell'assegno sociale aumentato della metà dell'importo dell'assegno sociale per ogni familiare da ricongiungere. Per il ricongiungimento di due o più figli di età inferiore agli anni quattordici è richiesto, in ogni caso, un reddito non inferiore al doppio dell'importo annuo dell'assegno sociale. Ai fini della determinazione del reddito si tiene conto anche del reddito annuo complessivo dei familiari conviventi con il richiedente”;


La tua fidanzata, non essendo un lavoratore stagionale, ha la garanzia di restare in Italia quanto meno per un anno, successivamente al suo licenziamento individuale.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti: