Dimostrare sussistenza rapporto di lavoro subordinato familiare verifica INPS





Buongiorno, vorrei chiedere una consulenza circa la mia perplessità sul lavoro subordinato del socio A di BETA SRL, coniuge del socio B, amministratore delegato di ALFA SRL, che dovrebbe essere assunto da ALFA SRL.

Mi riferisco alla Circolare INPS 179/89 che riguarda " ACCERTAMENTI E VALUTAZIONE DELLA SUSSISTENZA DEL RAPPORTO DI LAVORO SUBORDINATO " nella quale nelle ultime righe che riguardano le società di capitali dice che in via generale i rapporti di lavoro legati da vincolo di coniugio o parentela possono essere convalidati in quanto intercorrono con la società. Tuttavia è necessario verificare il concreto assetto societario , ad esempio se il parente convivente del lavoratore sia titolre di tutti i poteri sociali, il rapporto di lavoro ancorchè intercorso con la società non è convalidabile.

Quale compagine deve avere la società BETA perchè nella società ALFA il rapporto di lavoro subordinato sia regolare?

Cordiali saluti

RISPOSTA

La presente consulenza riguarda il regolare configurarsi del rapporto di lavoro subordinato del familiare del datore di lavoro.
Attualmente, non sussiste alcun problema, giacché la circolare INPS n. 179/1989 esprime concetti giuridici attualmente superati dalle circolari del Ministero del lavoro ma soprattutto dalla giurisprudenza della Cassazione.

Abbiamo una regola generale in materia di rapporto di lavoro subordinato: l'onerosità della prestazione e non la sua gratuità. Si tratta di uno dei pilastri dell'ordinamento giuridico giuslavoristico.

Abbiamo una circolare INPS n. 179/89 che introduce apoditticamente nel nostro ordinamento giuridico, un principio mai adottato dal legislatore, ossia la presunzione di gratuità della prestazione lavorativa, per motivi familiari ed affettivi.

Abbiamo una recente circolare del Ministero del lavoro n. 10478 del 2013 in ragione della quale gli ispettori dell'INPS ovvero dell'ispettorato del lavoro devono dimostrare che il rapporto di lavoro subordinato oneroso tra familiari non esiste ovvero è svolto a titolo gratuito; gli ispettori hanno l'onere di dimostrare, il mancato esercizio dei poteri datoriali nei confronti del proprio familiare.

Alla luce della circolare del Ministero del lavoro, la Corte di Cassazione Sez. Lav., sentenza del 27 febbraio 2018, n. 4535 ha dato torto all'INPS, dando un colpo di spugna al principio vetusto della presunzione di gratuità della prestazione lavorativa del familiare.

Come comportarti allora per essere al riparo dai verbali degli ispettori dell'INPS?
In caso di controllo dell'INPS, occorre essere in grado di dimostrare l'onerosità della prestazione, attraverso le buste paga ed i bonifici relativi allo stipendio mensile (bonifici effettuati nello stesso giorno di ciascun mese).
Occorre dimostrare la presenza del familiare sul luogo di lavoro, nel pieno rispetto degli orario di lavoro (guai se gli ispettori dell'INPS non dovessero trovare al lavoro il familiare, senza che abbia formalizzato il motivo dell'assenza, ferie, malattia etc etc); a maggior ragione se si tratta di un'attività commerciale che comporta un contatto con il pubblico.
Il datore di lavoro deve essere in grado di dimostrare agli ispettori di essersi avvalso del familiare: consiglio pertanto di inviare gli “ordini di servizio” al proprio familiare, con SMS, con whatsapp, con una email etc etc … è importante lasciare traccia dell'esercizio del potere datoriale.

Fatto tutto ciò, non dovete temere nessun controllo dell'INPS, a prescindere dai poteri gestionali ed amministrativi della società Alfa e della società Beta.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti: