Prepensionamento lavoratori occupati in attività faticose e usuranti





Buongiorno,
Ho un nuovo quesito da sottoporvi. Ho lavorato per circa 30 al XXXXXXX ceramica industriale. Gli ultimi 10 anni, ho fatto lavoro notturno (ciclo continuo 4 gg. lavoro + 2 riposo). La mansione tra l'altro era svolta ai forni cottura ceramica. Quindi si parla anche, di ambienti ad elevate temperature (la camera di cottura a metà forno raggiungeva i 1200 gradi e oltre). Il problema, ora è che la fabbrica ha chiuso i battenti nel settembre 2014 e sono entrato in mobilità con la legge n.223 del 1991. In pratica ho lavorato ai forni dal 2005 al 2014. All'Inps un impiegato, mi disse che se ritrovavo lavoro notturno, sarebbe stato meglio per me. So che la legge a riguardo, parla degli ultimi 7 anni di lavoro che possono essere anche non consecutivi.

 

RISPOSTA

 

Almeno 7 anni negli ultimi 10 anni di lavoro oppure per almeno metà della vita lavorativa complessiva



La domanda è: vale la pena trovare lavoro notturno o no, a questo punto?

 

RISPOSTA

 

Forse sarebbe il caso di puntare sul requisito del lavoro ad alte temperature!
Cosa dobbiamo intendere per lavori ad alte temperature”: mansioni che espongono ad alte temperature, quando non sia possibile adottare misure di prevenzione, quali, a titolo esemplificativo, quelle degli addetti alle fonderie di seconda fusione, non comandata a distanza, dei refrattaristi, degli addetti ad operazioni di colata manuale;

Di seguito le mansioni particolarmente usuranti che consentono l'anticipo della pensione:
-«Lavori ad alte temperature»: mansioni che espongono ad alte temperature, quando non sia possibile adottare misure di prevenzione, quali, a titolo esemplificativo, quelle degli addetti alle fonderie di 2ª fusione, non comandata a distanza, dei refrattaristi, degli addetti ad operazioni di colata manuale
-«Lavori in galleria, cava o miniera»: mansioni svolte in sotterraneo con carattere di prevalenza e continuità
- «Lavori nelle cave» mansioni svolte dagli addetti alle cave di materiale di pietra e ornamentale
- «Lavori nelle gallerie» mansioni svolte dagli addetti al fronte di avanzamento con carattere di prevalenza e continuità
-«Lavori in cassoni ad aria compressa»
-«Lavori svolti dai palombari»
- «Lavorazione del vetro cavo»: mansioni dei soffiatori nell’industria del vetro cavo eseguito a mano e a soffio
- «Lavori espletati in spazi ristretti», con carattere di prevalenza e continuità ed in particolare delle attività di costruzione, riparazione e manutenzione navale, le mansioni svolte continuativamente all’interno di spazi ristretti, quali intercapedini, pozzetti, doppi fondi, di bordo o di grandi blocchi strutture
- «Lavori di asportazione dell’amianto» mansioni svolte con carattere di prevalenza e continuità



Comunque, forse il solo fatto di aver lavorato ad alte temperature dovrebbe essere sufficiente.

 

RISPOSTA

 

Sì, certo, tuttavia occorre essere in possesso di almeno 35 anni di contributi.



Sul modello predisposto dall'Inps per effettuare la domanda, ho visto, che si potrebbe spuntare sia la voce notturno, sia alta temperatura.......

 

RISPOSTA

 

Confermo



Se la cosa fosse fattibile, beneficerei di 36 mesi di sconto lavoro e pensione a 61 e 7 mesi senza finestre.
Intanto vi ringrazio e vi saluto.
Buona giornata

 

RISPOSTA

 

Confermo: senza finestre.
La legge Bilancio 2017 (art. 1, comma 206, della legge n. 232/2016) ha introdotto due novità:
1) ha abolito le c.d. “finestre”(le “finestre”, si ricorda, erano uno spazio temporale di 12/18 mesi che il lavoratore dipendente/autonomo, una volta fatta la domanda di pensione, doveva attendere prima di ricevere il primo assegno), il che significa un anticipo della percezione della pensione di 12 mesi per i lavoratori dipendenti e di 18 mesi per i lavoratori autonomi;

2) ha sospeso gli aumenti dei requisiti per la pensione, in conseguenza all’adeguamento alla c.d. speranza di vita, per gli anni dal 2019 al 2025.

IN SINTESI

I lavoratori occupati in attività faticose e usuranti possono richiedere all’Inps il riconoscimento del diritto a prepensionarsi nell’anno 2019. Questi lavoratori, infatti (esempio: occupati in gallerie, cave; oppure con orario di lavoro a turni e notturno), se in possesso di almeno 35 anni di contributi, possono andare prima in pensione, a partire dai 61 anni e 7 mesi d’età, previo riconoscimento del diritto all’anticipo di pensione da parte dell’Inps.

Quali sono i lavoratori interessati?
Sono i lavoratori che hanno svolto o ancora stanno svolgendo lavori oppure attività c.d. “usuranti”, cioè caratterizzate da mansioni faticose o pesanti.
Si tratta, in particolare, dei lavoratori:
a) impegnati in mansioni particolarmente usuranti;
b) occupati a turni notturni;
c) addetti alla cosiddetta “linea catena”;
d) conducenti di veicoli, di capienza complessiva non inferiore a nove posti, adibiti a servizio pubblico di trasporto collettivo.

Per mansioni particolarmente usuranti s’intendono:
- “Lavori in galleria, cava o miniera”: mansioni svolte in sotterraneo;
-“lavori nelle cave”, mansioni svolte dagli addetti alle cave di materiale di pietra e ornamentale; - “lavori nelle gallerie”, mansioni svolte dagli addetti al fronte di avanzamento “lavori in cassoni ad aria compressa”;
-“lavori svolti dai palombari”;
“lavori ad alte temperature”: mansioni che espongono ad alte temperature, quando non sia possibile adottare misure di prevenzione, quali, a titolo esemplificativo, quelle degli addetti alle fonderie di seconda fusione, non comandata a distanza, dei refrattaristi, degli addetti ad operazioni di colata manuale;
- “lavorazione del vetro cavo”: mansioni dei soffiatori nell’industria del vetro cavo eseguito a mano e a soffio;
-“lavori espletati in spazi ristretti” e in particolare delle attività di costruzione, riparazione e manutenzione navale, le mansioni svolte all’interno di spazi ristetti, quali intercapedini, pozzetti, doppi fondi, di bordo o di grandi blocchi strutture;
-“lavori di asportazione dell’amianto”.
Attenzione; per l’applicazione del regime speciale di prepensionamento, occorre che l’attività usurante sia (stata) svolta per almeno 7 anni negli ultimi 10 anni di lavoro oppure per almeno metà della vita lavorativa complessiva (su 36 anni di lavoro, ad esempio, per 18 anni almeno).

L’Inps ha precisato che, dall’anno 2016 all’anno 2026 (proprio perché non si applicano gli adeguamenti alla speranza di vita previsti per gli anni 2019, 2021, 2023 e 2025), i requisiti agevolati per l’accesso al prepensionamento sono i seguenti:
- lavoratori: impegnati in mansioni particolarmente usuranti; addetti alla cd “linea catena”;
conducenti di veicoli adibiti a servizio pubblico di trasporto collettivo;
occupati in turni notturni per un numero di giorni lavorativi pari o superiore a 78 all’anno:
a) dipendenti: quota 97,6 (somma di età e anzianità contributiva) con età minima di 61 anni e 7 mesi e anzianità contributiva minima di 35 anni;
b) autonomi: quota 98,6 (somma di età e anzianità contributiva) con età minima di 62 anni e 7 mesi e anzianità contributiva minima di 35 anni;

- lavoratori occupati in turni notturni per un numero di giorni lavorativi da 72 a 77 all’anno:
a) dipendenti: quota 98,6 (somma di età e anzianità contributiva) con età minima di 62 anni e 7 mesi e anzianità contributiva minima di 35 anni;
b) autonomi: quota 99,6 (somma di età e anzianità contributiva) con età minima di 63 anni e 7 mesi e anzianità contributiva minima di 35 anni;

- lavoratori occupati in turni notturni per un numero di giorni lavorativi da 64 a 71 all’anno:
a) dipendenti: quota 99,6 (somma di età e anzianità contributiva) con età minima di 63 anni e 7 mesi e anzianità contributiva minima di 35 anni;
b) autonomi: quota 100,6 (somma di età e anzianità contributiva) con età minima di 64 anni e 7 mesi e anzianità contributiva minima di 35 anni.

Occorre presentare dapprima una domanda di prepensionamento e poi una domanda di pensionamento vero e proprio. Ad esempio, per andare in pensione per lavori usuranti nel 2019, era necessario presentare domanda di prepensionamento nel 2018 e successivamente la domanda di pensionamento nel 2019.

Cosa occorre allegare alla domanda di prepensionamento?
La domanda deve essere corredata da copia o estratti della seguente documentazione da cui emerga la sussistenza dei requisiti riferiti sia alla qualità sia alla durata delle attività usuranti: prospetto di paga; libro matricola, registro d’impresa ovvero il libro unico del lavoro; libretto di lavoro; contratto di lavoro individuale con specificazione del livello d’inquadramento e dei contratti collettivi nazionali, territoriali e/o aziendali applicati; ordini di servizio, schemi di turnazione del personale, registri delle presenze ed eventuali atti di affidamento d’incarichi o mansioni;
documentazione medico-sanitaria; comunicazioni sullo svolgimento dell’orario di lavoro; carta di qualificazione del conducente e certificato di idoneità alla guida; documento di valutazione del rischio (sicurezza nei luoghi di lavoro); altra documentazione utile.

In caso di accoglimento della domanda di riconoscimento del diritto al beneficio di anticipo della pensione, l’Inps comunica all’interessato la prima decorrenza utile alla pensione; in caso contrario comunica il rigetto della richiesta. La comunicazione, positiva o negativa, è effettuata dall’Inps entro il 30 ottobre e si base, oltre che sulla verifica dei requisiti di lavoro (svolgimento attività usurante), anche sulla verifica delle disponibilità finanziarie pubbliche.
Per accedere alla pensione è necessario presentare la “domanda di pensione” vera e propria il cui accoglimento e subordinato alla sussistenza di altre condizioni di legge (per esempio, la cessazione del rapporto di lavoro dipendente).

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti: