Con il trasferimento in mobilità presso altro ente pubblico si perdono i permessi studio per l'anno in corso





Lavoro attualmente presso un ASST della regione Lombardia come infermiere.
Dal primo Novembre ho effettuato richiesta per ottenere le 150 ore di permesso studio per l'anno 2019-2020 ( le avevo già ottenute per l'anno appena trascorso).

Sono allo stesso tempo in graduatoria per l'assunzione presso un'altra ASST lombarda ( per la quale sono risultato idoneo al concorso da poco concluso).

La domanda è quindi: qualora ricevessi la proposta di assunzione da parte della nuova ASST nei prossimi mesi, potrò conservare i permessi studio appena ottenuti presso l'ASST dove presto servizio al momento?
O al contrario col cambio ASST perderei le 150 ore di permesso studio, non potendo allo stesso tempo richiederle alla nuova azienda fino a Novembre 2020?

Vi ringrazio anticipatamente

Saluti

RISPOSTA

La normativa generale per il diritto allo studio è disciplinata dai contratti collettivi nazionali di lavoro e dall’art. 10 della legge 300/70. Il limite massimo è fissato in 150 ore annue individuale, che sono concesse al 3% del personale in sevizio a tempo indeterminato e che abbia superato il periodo dei 6 mesi di prova.
Il contenuto sostanziale dell'articolo 10 della legge 300/70 è ribadito dall'articolo 48 comma 1 del CCNL comparto sanità.

Art. 48 Diritto allo studio
1.Ai dipendenti sono concessi – anche in aggiunta alle attività formative programmate dall’Azienda o Ente – permessi retribuiti, nella misura massima 51 individuale di 150 ore per ciascun anno solare e nel limite massimo, arrotondato all’unità superiore, del 3% del personale in servizio a tempo indeterminato presso ciascuna Azienda o Ente all’inizio di ogni anno.


Il comma 6 dell'articolo 48 del CCNL comparto sanità prevede una selezione tra richiedenti, nel caso in cui il numero delle richieste di permessi allo studio sia superiore al limite massimo del 3%.

6. Qualora il numero delle richieste superi il limite massimo del 3% di cui al comma 1, la concessione dei permessi avviene secondo il seguente ordine di priorità: a) dipendenti che frequentino l’ultimo anno del corso di studi e, se studenti universitari o post-universitari, abbiano superato gli esami previsti dai programmi relativi agli anni precedenti; b) dipendenti che frequentino per la prima volta gli anni di corso precedenti l’ultimo e successivamente quelli che, nell’ordine, frequentino, sempre per la prima volta, gli anni ancora precedenti escluso il primo, ferma restando, per gli studenti universitari e post-universitari, la condizione di cui alla lettera a); c) dipendenti ammessi a frequentare le attività didattiche, che non si trovino nelle condizioni di cui alle lettere a) e b) nonché i dipendenti di cui al comma 12.

Di conseguenza, gli interessati devono presentare istanza per ottenere il permesso, prima dell'inizio dei corsi.

9. Per la concessione dei permessi di cui al presente articolo i dipendenti interessati debbono presentare, prima dell’inizio dei corsi, il certificato di iscrizione e, al termine degli stessi, l’attestato di partecipazione e quello degli esami sostenuti anche se con esito negativo. In mancanza delle predette certificazioni, i permessi già utilizzati sono considerati come aspettativa per motivi personali o, a domanda, come ferie o riposi compensativi per straordinario già effettuato

Fatta questa premessa normativa, adesso sono in grado di rispondere alla tua domanda: in caso di cambio di ASST, perderesti i permessi studio innanzitutto perché dovresti rifare il periodo di prova di sei mesi.
Quand'anche tu fossi esonerato dal periodo di prova di sei mesi, dovresti comunque attendere la prossima scadenza, per poter inoltrare la richiesta di permessi allo studio.
Non si tratta infatti di un trasferimento in mobilità da un ente all'altro; devi rassegnare le dimissioni dal tuo attuale datore di lavoro, rinunciando ai permessi allo studio, firmare un nuovo contratto di lavoro ed attendere la scadenza per presentare nuovamente la domanda (sempre che tu riesca ad entrare nella quota del 3% prevista dalla legge e dalla contrattazione collettiva).

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti: