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Secondo lavoro dipendente pubblico part time presso impresa familiare





Buona sera sono un dipendente pubblico di un ente locale, attualmente ho un contratto part-time al 50% che ho richiesto dal 01.06.2019 per collaborare nella ditta di famiglia (del mio compagno [non marito]).
Nel 2019 la mia collaborazione è stata a titolo gratuito ma dal nuovo anno pensavamo di remunerare il mio lavoro nella ditta, almeno vorrei trovare il sistema per versare i contributi ai fini pensionistici.
Cosa prevede il decreto legislativo n. 165 del 2001 all'articolo 53?
Vorrei sapere quali strade si possono intraprendere e i relativi pro e contro. Grazie

 

RISPOSTA



Nel tuo quesito è presente un'aporia: fai riferimento ad una ditta di famiglia tuttavia, considerato che si tratta del tuo compagno ma non di tuo marito … giuridicamente, nei tuoi confronti, non si tratta di un'impresa familiare!

L’Inps assimila al coniuge collaboratore familiare, il convivente vincolato da unione civile (unione tra persone dello stesso sesso), mentre non riconosce come collaboratore familiare il convivente di fatto, che dunque dovrà essere assunto come lavoratore dipendente. Il riferimento normativo è la Circolare Inps n. 66 del 31/03/2017.

Direzione Centrale Entrate e Recupero Crediti Roma, 31/03/2017 Circolare INPS n. 66 - Legge 20 maggio 2016, n. 76. Regolamentazione delle Unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze. Risvolti in materia di obbligo assicurativo presso le gestioni dei lavoratori autonomi artigiani e commercianti.

Nei rapporti con gli enti previdenziali (INPS, INAIL), saresti una normalissima dipendente del tuo compagno. Fatta questa premessa, dobbiamo fare riferimento all'articolo 36 della Costituzione che impone l’obbligo di una retribuzione proporzionata per ogni prestazione lavorativa resa. Il lavoro gratuito non è giuridicamente concepibile, secondo la Corte di Cassazione: “Ogni attività lavorativa è presunta a titolo oneroso salvo che si dimostri la sussistenza di una finalità di solidarietà in luogo di quella lucrativa e fermo restando che la valutazione al riguardo compiuta dal giudice del merito è incensurabile in sede di legittimità se immune da errori di diritto e da vizi logici.” (sentenza 26.01.2009 n° 1833). Lo stesso discorso vale anche nell’ambito dell’impresa familiare, dove la prestazione del coniuge o del congiunto va comunque retribuita (Sentenza 06 maggio 2016, n. 9195).

Tanto premesso, al fine di versare i contributi pensionistici, il tuo datore di lavoro dovrebbe assumerti esattamente come dovrebbe fare con qualsiasi altro dipendente, applicando le tabelle stipendiali della contrattazione collettiva e versando i contributi previdenziali ed assistenziali. Dovresti chiedere una preventiva autorizzazione al datore di lavoro affinché verifichi che

-il secondo lavoro deve essere conforme alla legge
-l'insussistenza di conflitti di interesse tra il secondo lavoro ed il rapporto di lavoro con l'ente pubblico
-il secondo lavoro non deve compromettere l’impegno e l’efficienza del dipendente pubblico nello svolgimento del suo lavoro presso l’amministrazione.

A proposito, ti cosa ti occupi nell'ente locale (polizia locale, tributi locali etc etc)?
In cosa consiste il secondo lavoro?
Non sarà pubblicato nulla, relativamente alla presente consulenza.
Resto in attesa di riscontro per concludere la presente consulenza.

Cordiali saluti.

Fonti: